Movimento per Perugia

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venerdì 14 ottobre 2016

Perugia: gli immigrati protestano, ma chi pensa agli italiani?


Mercoledì un gruppo di circa 50 persone è sceso in strada a Cenerente per protestare. Si trattava forse di famiglie italiane, messe in ginocchio dalla crisi? Erano forse agricoltori, commercianti o artigiani strozzati da un’assurda pressione fiscale? Niente affatto, cari cittadini. I “protestanti” erano immigrati di origine pakistana e africana accolti dalla Caritas che si sono arrabbiati perché da settembre non hanno la loro “paghetta”! Infatti questi “migranti” una volta accolti hanno diritto, oltre al vitto e all’alloggio, anche all’assistenza sanitaria, al vestiario, ai prodotti di prima necessità ma anche a un “pocket money” di 2,50 euro al giorno (circa 77 euro al mese), soldi la cui erogazione, come ha ammesso la Diocesi, è indietro di qualche settimana. È bastato questo piccolo ritardo per scatenare la protesta, per fortuna pacifica, di questi soggetti che sono riusciti persino a ottenere la promessa che si farà qualcosa nei prossimi giorni. Non è la prima volta che degli immigrati, definiti risorse dal Presidente della Camera Laura Boldrini, “fanno i capricci” e si ribellano, a volte per il cibo che non piace, a volte per i posti in cui stanno, altre volte per i soldi non ricevuti; molto spesso esprimono la loro rabbia aggredendo le Forze dell’Ordine, devastando i centri che li accolgono e dando vita a vere e proprie scene di “guerriglia” con tanto di insulti agli italiani… Ma stiamo scherzando? Questa gente pretende di avere tutto e subito quando in Italia sono trattati meglio degli italiani! Care risorse boldriniane, purtroppo gli italiani, a differenza vostra, non hanno cibo e alloggio sicuro e garantito, non hanno “paghette” o aiuti dallo Stato che, anzi, continua a spremerli per trovare risorse, molte delle quali da destinare alla vostra accoglienza… Cari “migranti”, gli italiani, per riscuotere crediti dalla Pubblica Amministrazione o per veder riconosciuto il diritto SACRO a una casa popolare, non aspettano qualche settimana ma anni, e spesso l’attesa è vana! Ci sono famiglie italiane sfrattate dalle case perché hanno perso il lavoro e non possono pagare l’affitto, mentre voi potete stare tranquilli nei vostri centri o hotel senza far nulla tutto il giorno… E mentre voi immigrati potete godere di cure mediche gratuite, ci sono italiani che hanno difficoltà a pagare le spese sanitarie che le Asl non rimborsano perché troppo costose! Chi sono i veri discriminati nel nostro paese? A tutte le note associazioni, sempre in prima fila nel “business dell’accoglienza”, vogliamo chiedere: per i nostri concittadini che cosa fanno? Che aiuto viene dato? È vero che il Vangelo e la Dottrina Cattolica affermano che tutti siamo uguali, ma allora perché i poveri italiani non hanno la stessa assistenza degli immigrati? Degli italiani disoccupati o pensionati che dormono persino sulle auto ed elemosinano un pasto perché hanno perso tutto nessuno se ne occupa: non i comuni, non le associazioni, non i vescovi… Forse perché non portano soldi pubblici? Basta, infine, con la retorica stucchevole che tutti gli immigrati vengono da paesi in guerra: nel 2016 l’asilo politico in Italia è stato concesso solo a circa 3.000 profughi, su oltre 70.000 richiedenti e 130.000 sbarcati. Scappa dalla guerra solo una piccola minoranza di chi arriva! D’altronde, basta vedere come si presentano spesso questi nuovi arrivati sui barconi: robusti, nutriti, ben vestiti e, a volte, pure con il cellulare. Da quale guerra scapperebbero questi soggetti…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

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