Movimento per Perugia

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venerdì 17 aprile 2020

Corso Garibaldi, la gente chiede sicurezza!



Non si fermano le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai perugini su degrado e insicurezza nelle strade, tanto nel centro quanto nelle frazioni. L’ultimo sfogo ricevuto riguarda Corso Garibaldi e le sue caratteristiche e bellissime traverse. Anche qui, come a Fontivegge, ci risulta che in questo periodo le vie siano tutt’altro che deserte e che accadano cose veramente assurde. Innanzitutto ci è stato segnalato che sulle strade della zona lo spaccio di droga, un problema ormai vecchio, non si sia fermato e che gli spacciatori, incuranti della legge e della quarantena,  continuano ad incontrare i loro “clienti” tossici e i loro “compari” criminali, pressoché indisturbati. Pare che un “covo” di spaccio sia da tempo il punto dove si trovano i distributori automatici di cibi e bevande. Sembra anche che questi balordi abbiano ormai un “meccanismo” collaudato per portare avanti i loro sporchi affari e dileguarsi all’arrivo di una volante di Polizia o Carabinieri: in tal caso spacciatori e “clienti” si nascondono nelle vie limitrofe per qualche minuto, per poi ricomparire nel Corso in tutta tranquillità! Non solo, al danno si aggiunge la beffa… Si perché questi criminali non si limitano solo a spacciare, ma pensano pure di essere i padroni assoluti e non risparmiano i loro strilli e urla a tutte le ore, alla faccia del rispetto civile e del decoro, e spesso sono soliti camminare con cani di grossa taglia e pericolosi senza nemmeno tenerli al guinzaglio!!! Come è possibile tollerare tutto ciò in una società civile? Come si può permettere a certi loschi figuri di fare quello che vogliono in una città come Perugia, che è il capoluogo e il “biglietto da visita” di un’intera Regione? Ricordiamo che Corso Garibaldi fa parte del centro storico, cuore della città, parliamo di un borgo stupendo, circondato dal verde, da panorami mozzafiato e da opere d’arte che sono un patrimonio di tutti (come non citare la meraviglia del Tempio di San Michele…). Corso Garibaldi è un vanto di tutta Perugia e dovrebbe essere una risorsa inesauribile per il turismo e per chi ci vive… Invece Corso Garibaldi non è ancora morto solo grazie ai residenti e al lavoro instancabile ed encomiabile delle associazioni, che fanno quello che possono con amore e passione. La gente del posto è molto stanca e preoccupata per questa situazione di insicurezza, le vie del Corso sono occupate dai delinquenti sia alla luce del giorno, sia di notte. Questa gentaglia può stare per strada in tutta calma, con cani sciolti e persino accompagnati da spranghe o altro (anche le risse, purtroppo, sono frequenti)… È preoccupante il “senso di sicurezza” che hanno questi balordi che, evidentemente, non temono le restrizioni dovute al Coronavirus e nemmeno le Forze dell’Ordine! Uno schiaffo alla pazienza della gente perbene!!! Ci auguriamo maggiori controlli su tutta la zona, e soprattutto perlustrazioni a piedi nei vicoli da parte delle Forze dell’Ordine, per “liberare”  Corso Garibaldi dai criminali e per garantire che tutti osservino le restrizioni per contenere il virus, nessuno escluso…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 12 marzo 2019

Arma dei Carabinieri, una situazione di emergenza!



Abbiamo più volte parlato della difficile situazione che stanno vivendo i nostri poliziotti e la Polizia Penitenziaria, ma anche l’Arma dei Carabinieri, purtroppo, non se la passa tanto meglio, in Umbria e in tutta Italia: insomma, se Atene piange, Sparta non ride! I nostri Carabinieri, da tempo, si trovano a dover fronteggiare una carenza d’organico ormai cronica, i cui effetti si fanno sentire pesantemente sulla sicurezza, con la difficoltà sempre maggiore di garantire un controllo completo ed efficace del territorio: basti pensare che nella sola città di Perugia, quando va bene, ci sono soltanto due volanti per turno della Polizia e due dei Carabinieri, mentre ne servirebbero almeno 3 per turno… Quel che è peggio, però, è che i Carabinieri, oltre ad essere pochi, sono anche anziani! L’età media, infatti, si attesta intorno ai 47 anni. Non a caso, della necessità di assumere e ringiovanire il personale dei Carabinieri ha parlato a lungo il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri durante un’audizione alla Camera in Commissione Difesa, lo scorso anno: chi pensa ai nostri Carabinieri? Questi campanelli d’allarme verranno ascoltati o cadranno ancora una volta nel vuoto? Ci auguriamo che questo Governo del cambiamento possa invertire la rotta rispetto a chi li ha preceduti e non si dimentichi della Benemerita e dei suoi militari… Intanto i Carabinieri si trovano costretti a convivere con questa emergenza organica e debbono correre ai ripari per garantire comunque la sicurezza degli italiani: e così i militari in servizio sono chiamati agli straordinari e a carichi di lavoro stressanti, che di certo non li aiuta nei loro compiti! Quanto può durare ancora una situazione del genere? Come può l’Arma operare in queste condizioni? Dov’è lo Stato nei confronti di questi suoi fedeli servitori…? I problemi per la Benemerita, purtroppo, non finiscono qui: oltre agli sforzi immani che i militari debbono sostenere, la carenza d’organico sta portando i vertici  a rimodulare gli orari delle Stazioni dei Carabinieri, da sempre il fiore all’occhiello di tutta l’Arma, punto di riferimento storico per tutti i cittadini, specie dei piccoli centri. Una rimodulazione degli orari che non può non tener conto di aspetti come l’apertura al pubblico, il controllo del territorio ma anche, purtroppo, la mancanza di personale: con un organico ridotto all’osso, come possono sopravvivere le Stazioni? Ma se chiudono le Stazioni, inevitabilmente viene a mancare la presenza dello Stato in certi territori e crescono i problemi legati alla sicurezza: insomma, siamo arrivati al “cane che si morde la coda”!!! Purtroppo non bastano una manciata di assunzioni in tutta Italia per risolvere un problema ormai radicato, frutto di errori e sottovalutazioni di un’intera classe politica che, da almeno un decenni, ha dimenticato le sue Forze dell’Ordine: basti pensare al blocco del turn over che ha paralizzato e invecchiato le Forze di Polizia… Qualcosa, però, bisogna pur fare, il Governo deve avere il coraggio di trovare le risorse per assumere nuovi Poliziotti e Carabinieri: nell’Arma, oggi, la sola Organizzazione Territoriale patisce un deficit organico di circa 5797 unità, e gli assetti dedicati al controllo del territorio e posti alle dipendenze dei Comandi Provinciali che mancano di circa 6337 unità complessive, su tutto il territorio nazionale! Numeri che fanno rabbrividire ma che descrivono alla perfezione lo stato d’emergenza dell’Arma. Per garantire un efficace controllo del territorio, l’Arma oggi sembra indirizzata a promuovere «il graduale riassorbimento dei sovra organici dei Servizi Amministrativi, Reparti Comando e Uffici di Stato Maggiore»: in pratica, si ricorrerà agli Uffici per mandare i Carabinieri a pattugliare il territorio. Attenzione, però, ad impoverire gli uffici: ricordiamo che gli uffici delle Forze di Polizia svolgono delle funzioni fondamentali per la sicurezza e portano avanti le indagini che permettono di incastrare e portare in carcere i delinquenti. Il rischio, quindi, è quello di mandare poliziotti e Carabinieri a pattugliare le strade ma di lasciare pochi uomini a condurre le indagini… E uno Stato che si rispetti non può garantire il controllo del su territorio a discapito dei suoi Uffici: ci vogliono semmai nuovi e giovani Poliziotti e Carabinieri!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 12 febbraio 2019

Polizia, non dimentichiamo gli Uffici delle Questure!



Nei giorni scorsi abbiamo letto con estremo interesse l’ennesimo “grido di allarme” lanciato dai nostri poliziotti in Umbria: il Segretario Nazionale del sindacato di Polizia COISP Stefano Spagnoli ha infatti denunciato «un organico spaventosamente sotto il livello previsto: mancano una sessantina di agenti che potrebbero garantire 20 pattuglie» e ha parlato di «personale carente, con un’età media di 49 anni». Parole forti e chiare, quelle del Segretario COISP, che riassumono bene la difficile situazione della Polizia e il senso di abbandono da parte dello Stato che i nostri poliziotti servono fedelmente ogni giorno. Condividiamo in pieno queste parole e le facciamo nostre senza aggiungere altro, se non la nostra vicinanza e solidarietà a questi eroi di ogni giorno! Oltre al problema dei pattugliamenti c’è un altro grave problema nella Polizia, di cui purtroppo si parla poco o niente: la mancanza di personale negli Uffici interni della Questura, che ormai sono ridotti all’osso!!! Basti pensare che nella sola Questura di Perugia i poliziotti oggi impiegati nella Squadra Mobile sono 36, quando fino a poco tempo fa erano 56; la DIGOS è passata da 25 a circa 19 poliziotti; nella Sezione Reati contro la Persona si contano soltanto 5 Poliziotti, chiamati ad occuparsi di casi molto delicati e reati molto gravi come l’omicidio, lo sfruttamento della prostituzione, la pedofilia, eccetera; l’Ufficio Espulsioni vede operativi soltanto 5 funzionari chiamati a gestire anche le pratiche provenienti dalla altre Forze dell’Ordine in tutta Provincia! Ricordiamo infatti che quando un clandestino viene sorpreso a delinquere e arrestato, deve passare dalla Questura per l’identificazione, anche quando viene fermato dai Carabinieri… E che dire della Divisione Anticrimine? Oggi nella Questura di Perugia l’Ufficio è semivuoto per carenza di organico, ma parliamo di un’unità importantissima, chiamata a gestire tutte le misure alternative al carcere, oggi sempre più utilizzate (obbligo di firma, divieto di avvicinamento, sorveglianze speciali, eccetera), oltre a coordinare l’attività di DIGOS e Squadre Mobili! Come può la Polizia lavorare senza personale? Già nelle scorse settimane il sindacato SIULP di Perugia aveva cercato di sollevare l’attenzione proprio sulla precaria situazione degli Uffici, ma di questo problema non se ne parla e nessuno interviene!!! Tutti, quando si parla dei problemi della Polizia, pensano alle volanti logore, ai pochi pattugliamenti e ai pochi poliziotti per strada che non riescono a garantire il controllo pieno del territorio… Giustissimo parlarne, per carità, ma non possiamo dimenticarci degli Uffici interni, perché senza Personale negli Uffici la Polizia non può nemmeno portare avanti le indagini per catturare i balordi o sbrigare le pratiche per espellere i clandestini che delinquono!  Proprio gli Uffici Espulsioni, alla luce delle politiche che il nuovo Governo Lega-Movimento 5 Stelle sta portando avanti, dovrebbero essere i primi ad essere potenziati: l’Ufficio Espulsioni di Perugia, ad esempio, dovrebbe passare dagli attuali 5 poliziotti ad almeno 10, per essere pienamente ottimale… Bene quindi, potenziare le volanti per strada, attualmente a Perugia sono operative  solo 2 volanti per turno della Polizia e 2 dei Carabinieri quando ne servirebbero almeno 3 per turno a testa, tuttavia questo non deve avvenire a discapito degli Uffici o gravando gli Uffici investigativi di altri compiti: gli Uffici per le indagini debbono poter fare solo le indagini!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 5 febbraio 2019

Carceri, chi si ricorda della Polizia Penitenziaria?



Purtroppo ci troviamo costretti, per l’ennesima volta, a denunciare l’abbandono della Polizia Penitenziaria da parte dello Stato! I nostri poliziotti quasi ogni giorno sono costretti a subire vili attacchi e aggressioni da parte di detenuti (l’ultima a Perugia risale a sabato 26 gennaio), senza che nessuno intervenga! Per quanto tempo ancora la Polizia Penitenziaria dovrà sopportare questi soprusi? La situazione a livello nazionale, oggi, è di piena emergenza!!! Ma quando si parla di problema carceri, tutti pensano ai detenuti, parlano delle loro “condizioni disumane”  e i soliti buonisti si “stracciano le vesti” per invocare misure alternative, pene più morbide, reati da depenalizzare e “colpi di spugna” vari! Ma delle esigenze della Polizia Penitenziaria e dei suoi problemi chi ne parla? Chi si ricorda degli oltre 40 suicidi negli ultimi tre anni tra i poliziotti? Dal 2000 ad oggi sono stati oltre 100 unità di Polizia Penitenziaria che si sono tolti la vita, ma questa tragedia passa sempre sotto silenzio!!! Che cosa fa lo Stato per tutelare i suoi stessi servitori? È mai stata strutturata una direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e psicologi per tutelare i dipendenti? La Polizia Penitenziaria, da tempo, si trova costretta ad affrontare, da sola, carceri in perenne sovraffollamento con un organico ridotto all’osso! In pratica è come se uno Stato mandasse il suo esercito a condurre una guerra a mani nude… Secondo il sindacato SAPPE i poliziotti penitenziari in Umbria ad oggi sono, sulla carta, circa 850, 200 in meno rispetto al 2017, quando già l’organico della Polizia Penitenziaria soffriva una carenza di circa 100 unità solo nella Regione… “Merito”, si fa per dire, del precedente Governo di sinistra e della “Riforma Madia”, che ha deciso un taglio verticale di dipendenti negli uffici pubblici… Come si può lavorare in queste condizioni? Come possono i nostri poliziotti garantire l’ordine nelle carceri con innegabili riflessi anche esterni, se lo Stato stesso non fornisce loro i rinforzi e gli strumenti necessari? Come si può in questo modo tutelare la sicurezza degli agenti, ma anche degli stessi detenuti? Ricordiamo, infatti, che la Polizia Penitenziaria ogni giorno, silenziosamente, interviene per sventare tentativi di suicidio o risse e salvaguardare la vita e la tutela della salute di tutti i detenuti! Oltre a questo, i nostri poliziotti sono chiamati a svolgere altri, delicatissimi ed importanti compiti come l’attività di Polizia Giudiziaria, il movimento dei soggetti detenuti (scorte e piantonamenti negli ospedali) e persino la gestione della Banca Dati nazionale del DNA di tutti i soggetti che transitano negli istituti penitenziari nazionali, attività fondamentale per tutte le altre forze di Polizia dove attingono informazioni per attività investigative e monitorare soggetti ritenuti pericolosi. Non da meno, la Polizia Penitenziaria è inserita nella DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e nel  CASA (Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo) con il suo prezioso contributo in ordine al monitoraggio del radicalismo islamico che, in più occasioni, ha ed ha avuto  origine proprio all’interno degli istituti penitenziari o comunque collegati all’ambiente stesso. Infine la Polizia Penitenziaria si trova oggi a gestire una popolazione carceraria molto complessa, formata da detenuti provenienti da etnie e culture diverse, spesso in contrasto tra loro: solo nelle carceri di Perugia e Orvieto i detenuti stranieri sono quasi la metà di tutti i reclusi! Tutto questo senza ricevere fondi sufficienti per la formazione e l’addestramento degli operatori di Polizia…  E ancora sentiamo parlare unicamente di tutela dei carcerati…? Ultima notizia di questi giorni risulta essere quella che proprio i detenuti avranno la possibilità di interagire con le proprie famiglie tramite Skype… Ci auguriamo che questo Governo di Lega e Movimento 5 Stelle possa cambiare le cose anche nella tutela della Polizia Penitenziaria e dia una svolta ascoltando le richieste dei suoi funzionari, da troppo tempo dimenticati!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 10 gennaio 2019

Quale futuro per i terremotati?



Abbiamo letto l’accorato appello dei terremotati di Norcia al Vicepremier Salvini sulle pagine del Corriere dell’Umbria di mercoledì. Un vero e proprio “grido di dolore”, garbato ma deciso, di chi sta perdendo la speranza di rinascita dopo 26 mesi da incubo! La ricostruzione, dopo più di due anni, è inesistente e manca persino una vera progettazione! Adesso che i riflettori sui luoghi del sisma si sono spenti e le telecamere sono andate via, si sono aggiunti altri problemi a rendere impossibile la vita di chi vive su questi territori: primo su tutti l’aumento di furti e di episodi di sciacallaggio, che stanno ponendo un serio problema di sicurezza su queste aree… Guardacaso, l’aumento dei furti è coinciso con la diminuzione dei presidi per la sicurezza! Il “Comitato Rinascita Norcia” nella lettera aperta ha denunciato che «l’Esercito assicura la sua presenza in maniera più limitata, la Polizia di Spoleto non fa più presenza sul nostro territorio e l’organico dei Carabinieri di Norcia è molto sottodimensionato». Cosa ancora più grave, nella lettera viene paventata la possibilità di una soppressione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Norcia. Ci auguriamo che siano solo voci e nulla di più, visto il lavoro fondamentale che i nostri pompieri continuano a svolgere in quelle aree. Il distaccamento dei Vigili, peraltro l’unico attivo in quel territorio montano, non può essere smantellato, anzi deve essere potenziato nell’organico e dotato di una struttura adeguata. Su questo punto gli abitanti di Norcia e delle aree del sisma devono avere risposte al più presto, e confidiamo nel ministro Salvini affinché dia rassicurazioni sul Dipartimento e mantenga la promessa di potenziare l’organico dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine… E confidiamo molto anche nel ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio, che proprio lunedì si è recato in visita a Norcia ad ascoltare gli allevatori e gli agricoltori della zona: finalmente un ministro che non è andato a fare la solita “sfilata” in centro, davanti alle telecamere o alla solita “claque”, ma che ha voluto vedere da vicino il cuore pulsante di Norcia e le sue attività produttive! Il ministro Centinaio si è assunto l’impegno di aprire un tavolo di filiera sul latte e i suoi prodotti, che metta insieme produttori e distributori, allevatori e commercianti, e ha promesso di premere sull’Europa affinché si occupi del territorio di Norcia e lo riconosca come area svantaggiata. Non c’è più tempo da perdere:  se vogliamo veramente tenere in vita Norcia e tutta l’area colpita dal sisma, occorre far partire la ricostruzione, superare la fase dell’emergenza, ricostruire le strade, le gallerie e i ponti per fare uscire questi paesi dall’isolamento. Ma soprattutto occorre basare qualsiasi ricostruzione sulle attività commerciali e artigianali della zona, che insieme all’agricoltura e all’allevamento sono l’anima del tessuto sociale della zona… A proposito, in questi giorni tutti si sono “stracciati le vesti” per i migranti della nave Ong “Sea Watch” e hanno reclamato a gran voce “accoglienza”, “porti aperti” e “restiamo umani”: qualcuno di quest’esercito di “buonisti” ha speso una parola verso quei terremotati che stanno vivendo al gelo, in casette umide, ammuffite e marcite dopo meno di due anni? Nulla da dire sui circa 12.000 posti di lavoro persi in tutto il “cratere” del Centro Italia, di cui 1000 in Umbria? Queste sono forse condizioni umane? I nostri terremotati non scaldano i cuori degli “umanissimi” buonisti? Forse prendersi a cuore le loro sorti non fa “audience” come soccorrere i migranti…?  Confidiamo in questo governo del cambiamento, ma la gente di Norcia, combattiva e laboriosa, è davvero stanca dopo 26 mesi di lotta: fino a quando potrà ancora resistere senza scappare…?

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 10 ottobre 2018

Perugia, la zona Nord è stata dimenticata!!!



Tanto tuonò che piovve! A Ponte Felcino, martoriata dai continui furti come tutta la zona Nord della città, alla fine ci è scappato il morto. La settimana scorsa un ladro di origini albanesi, dopo aver svaligiato una tabaccheria, è rimasto ucciso in seguito ad uno scontro a fuoco con i Carabinieri e una guardia giurata. I suoi complici, codardi e vigliacchi, sono scappati e hanno fatto perdere le tracce, lasciando il loro “compare di furti” agonizzante… Purtroppo la notizia non ci sorprende affatto, anzi la morte del ladro sembra una di quelle tragedie annunciate! La zona di Ponte Felcino e delle altre frazioni a Nord di Perugia (Solfagnano, Piccione, Casa del Diavolo, eccetera) ormai da tempo sono diventate “terra di conquista” per ladri e balordi, con i residenti che da mesi “urlano” la loro disperazione con denunce e segnalazioni, senza essere ascoltati né dalle istituzioni né dai media, salvo rare eccezioni (come l’ottimo sito d’informazione umbriajournal.com). Ora che c’è scappato il morto, la notizia del furto ha attirato l’attenzione  e anche le istituzioni, Comune in primis, sembrano essersi svegliate e ora vogliono rafforzare i controlli sul territorio: guarda caso, negli ultimi giorni queste frazioni stanno “respirando” un po’ di pace e tranquillità… Dall’inizio dell’anno, in tutta la zona Nord e nelle relative frazioni, si sono registrati una trentina di furti e tentativi di furto ai danni di case e attività, senza contare gli episodi non denunciati dalle vittime o per paura di vendette o per sfiducia! La notte stessa dello scontro a fuoco c’è stato un altro furto a Pierantonio di Umbertide e il giorno prima i ladri avevano preso di mira un bar a Ramazzano: come possono gli abitanti di queste frazioni vivere così? Peraltro il Presidente dell’associazione Ma.Pi.Ca. Umbria, Giuseppe Castelli, ci ha segnalato che a Casa del Diavolo sono state avvistate persone sospette mentre fotografavano alcuni appartamenti e altri soggetti che, dopo aver posteggiato l’auto, attraversavano i binari FCU a piedi… Lodevole è senz’altro l’impegno e l’unione dei residenti delle frazioni che hanno fatto squadra per difendere il loro territorio, fanno vigilanza notturna sulle strade e hanno creato gruppi whatsapp per comunicare e segnalare ogni azione sospetta. Purtroppo, però, l’azione dei cittadini da sola non basta, se non viene supportata dalle istituzioni!!! La cosa più preoccupante è che in questa zona Nord i balordi, prima che morisse il ladro giovedì scorso, potevano “operare” e poi fuggire in tutta tranquillità! Questo la dice lunga sull’assoluta mancanza di controllo del territorio: non a caso gli abitanti dei Ponti, di Piccione, Solfagnano, Tavernacce, Resina, Casa del Diavolo, Bosco, eccetera si sentono abbandonati e considerati “cittadini di serie B”! Le Forze dell’Ordine cercano, come sempre, di fare il massimo per tutelare la sicurezza, ma hanno le mani legate, con una carenza di organico di circa 40 unità e con sole due volanti a turno che, oltre ad essere logore e con più di 200.000 km, devono coprire delle porzioni enormi di territorio! Come possono poliziotti e carabinieri lavorare in questo modo? A proposito, ai due Carabinieri e alla guardia giurata indagati per la morte del ladro va la massima solidarietà mia e di tutto il Movimento per Perugia. I Carabinieri hanno fatto il loro mestiere, hanno cercato di fermare i ladri che, dopo aver svaligiato la tabaccheria, non hanno rispettato l’Alt e hanno pure speronato l’auto della guardia giurata, dopo è seguita la sparatoria: ha proprio ragione Salvini, questi Carabinieri e il vigilantes non meritano un processo, semmai un premio! Se, invece di andare a rubare, il ladro fosse rimasto in casa con la sua famiglia, non saremmo qui a parlare della sua morte… Peraltro il “signore” era già stato arrestato nel 2014 e accusato di essere il “basista” di oltre 60 colpi in tutta la provincia!! Noi stiamo dalla parte delle Forze dell’Ordine, sempre!!! Ora anche il Comune deve fare la sua parte: tutte le frazioni a Nord di Perugia sono prive di telecamere sulle strade, invocate a gran voce dai residenti! Perché il Comune non ascolta questa richiesta? Perché non vengono mandate le pattuglie dei Vigili Urbani per controllare le vie e segnalare alla Polizia movimenti o persone sospette? Possibile che si sia rinunciato al controllo di queste zone della città??? I cittadini hanno fatto sempre la loro parte, ora tocca alle Istituzioni intervenire…
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 25 giugno 2018

Lo Stato aiuti la Polizia Penitenziaria

 In Italia ogni anno si parla delle condizioni dei carcerati e ci si “strappa i capelli” per tutelare i detenuti e invocare “pene alternative” e colpi di spugna vari, nessuno si preoccupa della Polizia Penitenziaria e dei suoi agenti, le prime e vere vittime dell’emergenza carceri!!! Ormai non si contano più le aggressioni contro i poliziotti penitenziari, specie nel carcere di Capanne: l’ultimo episodio noto riguarda un criminale nigeriano che ha aggredito tre agenti con calci sul volto e morsi sul collo e li ha mandati all’ospedale!
A questi tre fedeli servitori dello Stato e a tutti i loro colleghi va la mia massima stima, vicinanza e solidarietà. L’episodio di Capanne è l’ennesimo (e temiamo, purtroppo, che non finirà qui…) di una lunga serie di aggressioni, intimidazioni, insulti e offese ai danni della Polizia Penitenziaria, e ancora parliamo di tutelare i detenuti???

Tra il 2013 e il 2017 in Italia si sono registrate circa 2.250 aggressioni e nello stesso periodo ci sono stati 35 SUICIDI tra funzionari della Penitenziaria (6 nel 2017)! Dal 2000 ad oggi i suicidi sono stati più di 100…  Una tragedia, che si consuma sotto gli occhi di uno Stato fino a ieri indifferente e in un silenzio assordante e vergognoso! I poliziotti penitenziari, a Perugia e in tutta Italia, si ritrovano ogni giorno a dover vivere sulla loro pelle l’emergenza carceri, a gestire e rieducare, tra mille difficoltà, una popolazione carceraria composta da molti stranieri, provenienti da culture ed etnie diverse e spesso in contrasto tra loro, a dover affrontare frequenti risse tra detenuti, devastazioni di celle, ribellioni, tentativi di fuga, atti di autolesionismo e persino suicidi…
Senza dimenticare il loro prezioso contributo nelle indagini di Polizia Giudiziaria, nelle scorte e nella gestione della banca dati dei DNA di tutti i soggetti che transitano negli istituti penitenziari. Tutto questo lavoro viene svolto fedelmente con una carenza d’organico e di risorse ormai cronica, in carceri sempre più sovraffollate, in condizioni di stress, scarsa autonomia, turni straordinari che diventano “ordinari” e carichi di lavoro massacranti…
Sono anni che la Polizia Penitenziaria denuncia questa situazione, senza ricevere risposte!!! Come si può lavorare in questo stato? Cosa ha fatto lo Stato fino ad oggi per venire incontro ai suoi uomini e garantire loro condizioni umane e decenti sul lavoro? Cosa ha fatto per contrastare la tragedia dei suicidi tra gli agenti? È mai stata strutturata un’apposita direzione medica, composta da medici e psicologi, per tutelare e promuovere la salute degli agenti?
Sono stati stanziati fondi per l’aggiornamento e la formazione dei poliziotti penitenziari? Si sono fatti accordi con altri Paesi per far si che i detenuti stranieri scontino la pena nelle loro patrie galere? La risposta, cari cittadini, potete immaginarla… Inutili sono le parole o le dichiarazioni di solidarietà rilasciate alla stampa dai soliti politici: se dalla politica non sono arrivati i fatti, oggi con il nuovo governo confidiamo nel cambiamento e che la voce di questi poliziotti venga finalmente ascoltata!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 15 febbraio 2018

Contro la destra puoi dire di tutto, ma guai a toccare la sinistra!



Sabato scorso, durante una manifestazione antifascista, dei vigliacchi balordi hanno picchiato brutalmente in branco (proprio come le bestie!) un Carabiniere che era inciampato e gli hanno procurato una frattura alla spalla e varie contusioni! Un’aggressione infame, ma la notizia è stata minimizzata: nessun attacco “squadrista” allo Stato (nonostante un’AGGRESSIONE FISICA ad un servitore dello Stato!!!), nessun pericolo per la democrazia… Tutte le volte è sempre così: manifesta l’estrema sinistra comunista sulle strade, e magari si scontra con le Forze dell’Ordine, devasta i negozi e imbratta le piazze? Nessuna levata di scudi “democratici”! Manifesta CasaPound, con tanto di regolari autorizzazioni? Tutti indignati, pronti alla “caccia al fascista” con contro cortei e appelli alle istituzioni perché blocchino il diritto a manifestare, com’è successo in occasione della bellissima, pacifica e ordinata manifestazione di CasaPound a Ponte San Giovanni! Insultano o minacciano la Boldrini sui social? Tutti a stracciarsi le vesti, schierati contro il nazifascismo, il sessismo, il razzismo e l’ignoranza, subito si mette alla gogna mediatica l’autore di quel commento o post, con tanto di nome e cognome sulla stampa e casa perquisita… Se invece le minacce o gli insulti riguardano Matteo Salvini, Giorgia Meloni o Mario Adinolfi invece è tutto “democratico” e nella norma, al massimo si tratta di “goliardia”! E così può succedere che Mario Adinolfi venga insultato ogni giorno sui social e persino durante una diretta tv per il suo peso nell’indifferenza generale e la notizia venga confinata in qualche trafiletto da dimenticare in fretta, invece di finire sulle prime pagine quando la vittima è la Boldrini o un “compagno”… Può succedere anche che a Livorno Giorgia Meloni, “colpevole” solo di voler fare un legittimo comizio elettorale, venga insultata e sputata dai “cavalieri” dei centri sociali, quelli che si riempiono la bocca di “parità dei sessi”, “emancipazione femminile” e “tutela delle donne”! Nei giorni scorsi si è parlato tanto a Perugia del cartello infame con scritto «Macerata è solo l’inizio» sotto il quadro murales di Paolo Vinti, noto militante della sinistra perugina morto nel 2010. A Stefano Vinti, fratello di Paolo, va la mia totale solidarietà! Dinanzi a questo gesto ci si è giustamente scandalizzati ed è stata organizzata anche una manifestazione in via Cartolari, dove c’è il quadro oltraggiato. Sempre in quei giorni, però, Matteo Salvini veniva accolto ad Umbertide con un cappio e uno striscione su un cavalcavia con scritto «Occhio Salvini, stavolta spariamo noi»! Ora, che differenza c’è tra la scritta «Macerata è solo l’inizio» e «Occhio Salvini, stavolta spariamo noi»? Nessuna, solo che nel primo caso c’è stato tanto clamore e si è fatta una manifestazione antifascista, nel secondo caso solo indifferenza, giustamente denunciata dal Direttore del Corriere dell’Umbria Franco Bechis in un ottimo editoriale! Solidarietà da parte di politici e “intellettuali”? Neanche per sogno, salvo rare eccezioni!! Non è neanche la prima volta che Salvini riceve queste minacce: una volta è stato persino raffigurato come vittima di un rapimento della Brigate Rosse! Eppure queste notizie non destano clamore, i “paladini della democrazia” restano muti,  la “Presidenta” Boldrini, sempre piangente in prima fila quando ad essere attaccata è lei, pensa ad altro e i media sono in tutt’altre faccende affaccendati… Tutto questo, purtroppo, è l’ennesima dimostrazione della “democrazia a senso unico” propria di questa sinistra ipocrita e intollerante!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 14 febbraio 2018

Forze dell’Ordine dimenticate anche in campagna elettorale!



In questo clima di campagna elettorale la tutela delle Forze dell’Ordine sembra essere un argomento marginale, quasi dimenticato… Il “solito” Matteo Renzi, specialista di fake-news, continua a vantarsi per avere aumentato lo stipendio delle Forze dell’ordine e per aver riconosciuto gli 80 euro anche alle Forze Armate. Per carità, siamo assolutamente favorevoli a questi aumenti, ma cosa centrano con la questione sicurezza? Forse gli aumenti di stipendio risolvono il problema dei balordi nelle strade? Forse migliorano i livelli di sicurezza reale e percepita dei cittadini? Eppure di problemi sulla sicurezza e sulla tutela delle Forze dell’Ordine ce ne sono parecchi e ci sarebbero delle proposte concrete e realizzabili, se solo si ascoltasse la voce dei nostri poliziotti e carabinieri: un problema ormai cronico è la carenza di organico ma soprattutto la mancanza di turnover! Basti pensare alla Questura di Perugia: qui l’età media di agenti e ispettori è di circa 48 anni, mancano poliziotti sotto i 35 anni e da tempo lo Stato non manda più agenti neoassunti a Perugia come prima destinazione. Perché? Questo comporta che per le strade di Perugia, nelle volanti addette al controllo del territorio, troviamo poliziotti con più di 50 anni, costretti a fare dei turni notturni massacranti! Come si può pensare che questi poliziotti abbiano la stessa prontezza, forza e agilità di criminali spesso molto più giovani, se non giovanissimi, soprattutto in caso di fughe o colluttazioni? Come si può lavorare con un organico carente di circa 40 unità? Eppure a Perugia le Forze dell’Ordine non stanno chiedendo la luna: basterebbero anche solo 6-7 agenti giovani, in grado di operare agilmente nel territorio e di fare senza problemi i turni notturni, e 2-3 macchine nuove per migliorare la situazione della Questura e per sopperire alle richieste dei cittadini… Per quanto riguarda il contrasto allo spaccio di droga, occorre subito rivedere e riformare radicalmente il Comma 5 dell’Art. 73 della Legge sugli stupefacenti! Questo Comma sciagurato, infatti, ha introdotto il concetto di «lieve entità» nello spaccio: in questo modo, uno spacciatore preso con piccole dosi di droga dopo poche ore viene rimesso a piede libero e spesso le Forze dell’Ordine se lo ritrovano nello stesso punto in cui è stato arrestato, magari mentre riprende il suo sporco “lavoro”! Non a caso, con questo Comma 5 il numero di arresti e reclusioni di spacciatori è crollato verticalmente… Questo Comma non deve essere applicate quando uno spacciatore viene beccato nelle piazze di spaccio: in questi casi, non conta la quantità di droga, ma il fatto che quel balordo fa parte di un’organizzazione criminale!!! Altra proposta: inasprire le pene contro i furti e le rapine nelle abitazioni e nei negozi e riconoscere questi schifosi delitti  come reati contro la persona e non più contro il patrimonio! In tal senso, ben venga la legge sulla legittima difesa: se un criminale entra in casa mia, magari armato, io devo difendere me e la mia famiglia, NON ESISTE ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA!!! Sull’immigrazione clandestina, ci sorge spontanea una domanda: il Ministro Minniti, il miglior Ministro di questo disastroso governo, nel 2016 aveva proposto di aprire un Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) in ogni regione d’Italia, una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di “rifugiati” e devono quindi essere espulsi.. Più volte in questi anni ci siamo espressi fortemente a favore di un CIE in Umbra da circa 150 posti per una serie di vantaggi: 1) svuoterebbe le carceri, attualmente stracolme di detenuti extracomunitari; 2) snellirebbe le procedure penali e toglierebbe dalle strade i delinquenti; 3) porterebbe cospicui risparmi economici allo Stato. Attualmente, infatti, mantenere un detenuto extracomunitario nelle carceri costa circa 130 euro al giorno, mentre nei CIE costa tra i 40 e 70 euro! Senza contare tutte le risorse e Forze dell’Ordine impiegate per scortare un clandestino che delinque da Perugia agli altri CIE d’Italia. Che fine ha fatto l’ottima idea del Ministro Minniti? Infine un ultima considerazione: si parla tanto dei Patti per la legalità tra Comuni e Prefetti contro i tentativi di infiltrazione criminale. Ottimo, ma quanti sono i poliziotti che nella nostra provincia si occupano di criminalità organizzata e di verificare il rispetto dei protocolli sottoscritti?  Vanno benissimo le intenzioni e i patti tra istituzioni, ma se poi non si aiutano concretamente le Forze dell’Ordine con leggi e risorse concrete, le belle parole sulla sicurezza lasciano il tempo che trovano, specie in campagna elettorale…
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

venerdì 12 maggio 2017

La Polizia Penitenziaria deve essere tutelata!


Massima solidarietà e vicinanza del Movimento per Perugia ai poliziotti della Penitenziaria che al carcere di Capanne hanno proclamato lo stato di agitazione. Ancora una volta siamo costretti ad assistere ad un silenzio vergognoso dello Stato verso i suoi leali servitori, trattati quasi come “Poliziotti di serie B”! Basti pensare alle aggressioni contro gli agenti in servizio a Capanne, ormai sempre più frequenti: soltanto lo scorso aprile tre agenti sono rimasti intossicati da un incendio in una cella appiccato da un carcerato e un ispettore è stato colpito da un violento pugno al volto, scagliato da un detenuto straniero. Sono anni che le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria a Perugia denunciano una situazione al limite per i funzionari, dovuta alle aggressioni da parte dei detenuti e all’indecente carenza di organico che comporta carichi di lavoro assurdi per i poliziotti in servizio, con tutte le conseguenze in termini di sicurezza nel carcere e persino di salute dei nostri poliziotti! Fino al 2016, nel carcere di Perugia, erano in servizio circa 230 poliziotti, quando per lo stesso Ministero della Giustizia dovevano essere 300: una carenza di organico di ben 70 unità! Com’è la situazione oggi? A giudicare dallo stato d’agitazione, non sembra essere migliorata… Eppure lo Stato continua a far finta di niente e a non ascoltare questi gridi di allarme!!! In Italia politici, istituzioni e associazioni, quando si parla di emergenza carceri, pensano sempre e solo ai detenuti e alle loro “condizioni disumane”, invocando spesso “colpi di spugna” dello Stato attraverso indulti e condoni vari… Ma chi pensa alla Polizia Penitenziaria? Chi parla del numero dei suicidi tra i poliziotti penitenziari? Dal 2000 ad oggi i suicidi sono stati oltre cento, ma chi parla di tutelare la Polizia Penitenziaria che ogni giorno garantisce la nostra sicurezza? È mai stata strutturate una direzione medica della Polizia Penitenziaria composta da medici e psicologi, a supporto dei funzionari? Quando si farà fronte alle carenze d’organico del Corpo, divenute ormai una vera e propria emergenza? Quanto investe lo Stato per la formazione e l’aggiornamento dei poliziotti? Eppure, nonostante tutto, con grande dignità e senso del dovere, i poliziotti penitenziari continuano a svolgere il proprio lavoro in maniera impeccabile: ricordiamo i numerosi interventi per sedare risse tra carcerati e mantenere l’ordine, per sventare tentativi di fuga o per salvare la vita  a detenuti che si feriscono o tentano il suicidio… È bene ricordare anche gli straordinari risultati compiuti dalla Penitenziaria nell’attività di polizia giudiziaria e le altre attività tecniche di notevole importanza, come il movimento dei soggetti detenuti, le scorte e la gestione della banca dati dei DNA di tutti i soggetti che transitano negli istituti penitenziari. Ricordiamo infine che quotidianamente questi servitori dello Stato si trovano a gestire e rieducare, tra mille difficoltà, una popolazione carceraria composta da molti stranieri (a Perugia i detenuti stranieri sono il 40%), provenienti da etnie e culture diverse e spesso in contrasto tra loro… Cari politici e benpensanti, quando parlate di emergenza carceri e di tutela dei carcerati fatevi queste domande: chi sono i primi ad assistere e ad ascoltare un detenuto in difficoltà? Chi sono i primi a tutelare i carcerati? I poliziotti penitenziari, che lo Stato ha dimenticato…
Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 10 gennaio 2017

Centri d’Identificazione ed espulsione, meglio tardi che mai


Finalmente si torna a parlare dei Centri d’Identificazione ed Espulsione in Italia! Il Ministro dell’Interno Minniti, in accordo con il Capo della Polizia Gabrielli, ha infatti deciso d’istituire un Centro d’Identificazione ed Espulsione in ogni regione. Che cos’è un Centro d’Identificazione ed Espulsione (abbreviato C.I.E)? Il C.I.E è una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di “rifugiati” e devono quindi essere espulsi. Il tempo di permanenza, che ha un massimo di 12 mesi, è funzionale alle procedure per l’identificazione e il rimpatrio di questi clandestini che molto spesso, per non farsi identificare, strappano i propri documenti prima del loro arrivo in Italia. Istituire un C.I.E in ogni regione italiana è fondamentale per fronteggiare l’allarme dei terroristi che possono infiltrarsi anche tra i migranti che sbarcano in Italia con i gommoni… Non si tratta più di affrontare soltanto la delinquenza comune, oggi si parla di lotta al terrorismo perché i terroristi, ormai, li abbiamo dentro casa e in Europa! Per anni le Forze dell’Ordine, e in particolare il sindacato SIULP, hanno chiesto l’istituzione di un C.I.E da 150 posti a Perugia per combattere e rimpatriare quei balordi che hanno riempito di droga le nostre strade, ma i nostri politici sono sempre rimasti sordi a questa richiesta! Anzi, i soliti buonisti di sinistra hanno sempre definito i C.I.E “lager moderni”, “strumenti inadeguati” e chi più ne ha più ne metta… La Marini nel 2011, in Consiglio Comunale, prese ufficialmente posizione contro un C.I.E in Umbria, a nome della sua maggioranza. Una posizione ipocrita, se si pensa che attualmente i clandestini beccati a delinquere in Umbria vengono mandati al C.I.E di Trapani o nei C.I.E più vicini, con costi enormi e poliziotti sottratti al pattugliamento nelle strade! Siamo stati i soli, insieme a pochissimi altri, a sostenere la voce delle Forze dell’Ordine e a batterci per un C.I.E a Perugia: che ne pensano oggi quelli del PD del loro Ministro Minniti? Saranno forse razzisti persino il Ministro e il Capo della Polizia…? L’istituzione dei C.I.E porterebbe soltanto grandi vantaggi: innanzitutto svuoteremmo le carceri, già colme di detenuti extracomunitari; si snellirebbero le procedure nei processi penali e si ripulirebbero le strada dai balordi oggi fanno il bello e il cattivo tempo! Inoltre lo Stato avrebbe consistenti risparmi economici: attualmente, infatti, mantenere un clandestino nei C.I.E ci costa tra i 40 e i 70 euro al giorno, mentre mantenerlo nelle carceri costa circa 130 euro al giorno. Il segretario del SIULP Perugia Massimo Pici ha anche invocato la presenza in città di consolati di altri paesi per collaborare con le Forze dell’Ordine e velocizzare considerevolmente le pratiche per l’identificazione e l’espulsione: è una proposta saggia, giusta, che sosteniamo in pieno perché porterebbe a grandi risultati nella lotta ai delinquenti e al terrorismo. In questi anni i politici hanno sempre preferito la politica retorica e buonista, foraggiando le solite cooperative e associazioni che lucrano sul “business dell’accoglienza”: i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Costruire un C.I.E in Umbria da circa 150 posti oggi si può, magari convertendo a tale funzione edifici preesistenti dismessi, come già accaduto altrove. I nostri politici sono pronti…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 19 ottobre 2016

Sicurezza a Fontivegge: presidio fisso di Polizia o Esercito?


Lunedì in Comune è stato discusso l’ordine del giorno sull’utilizzo dell’esercito a Fontivegge, votato a maggioranza in Commissione Cultura e appoggiato dallo stesso sindaco Romizi. Ottima la decisione dell’amministrazione per garantire la sicurezza in un quartiere a rischio, tuttavia non sarebbe meglio il presidio fisso di Polizia al posto dell’esercito? Quest’ultimo, infatti, è esclusivamente un deterrente, in quanto i militari sulle strade non possono arrestare un criminale in flagranza di reato, possono solo fermarlo e fare intervenire in secondo tempo le Forze dell’Ordine, gli unici che possono procedere all’arresto. In questo modo però si crea un “doppio passaggio”... I criminali, che oggi sono molto più informati e preparati di quanto si creda, sanno benissimo quali sono i poteri dell’Esercito e quelli delle Forze dell’Ordine; il presidio fisso di Polizia avrebbe molta più efficacia per la sicurezza del quartiere rispetto alla presenza dei soldati… Non è un caso che, dall’inizio di ottobre, i residenti e i lavoratori di Fontivegge si siano attivati con una raccolta firme per chiedere proprio la presenza di un presidio fisso di Polizia h24. È un’ottima proposta e invitiamo tutti i cittadini a sottoscriverla. I nostri militari dell’Esercito non sono agenti giudiziari, come i poliziotti o i carabinieri, ma solo agenti di pubblica sicurezza e hanno quindi le “mani legate”! Ci auguriamo che il Comune e la Giunta Romizi portino avanti e raggiungano l’obiettivo di un presidio fisso di Polizia a Fontivegge, piuttosto che chiedere l’esercito a Fontivegge: se poi si riuscirà ad ottenere il presidio di Polizia e l’esercito insieme sarà solo un bene per Perugia e per i cittadini!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 13 settembre 2016

Rom a Perugia, un allarme sociale!


La presenza di vere e proprie famiglie rom a Perugia sta diventando un grosso problema sociale… Solo nelle ultime settimane sono state continue le segnalazioni di furti e altri reati da parte di cittadini residenti in diverse zone della città, da via Birago a via della Concordia, da via della Pescara al Bellocchio, passando per via Campo di Marte e via Fonti Coperte… Proprio in quest’ultima via ci risulta che le Forze dell’Ordine abbiano sorpreso minorenni rom intenti a spostare le telecamere di sicurezza verso l’alto, in modo da non riprendere eventuali reati o azioni criminose! Per non parlare, poi, del Parco Sant’Anna, diventato “proprietà privata” di decine di rom che vi bivaccano tutto il giorno… Persino al Percorso Verde, ormai, i furti d’auto sono all’ordine del giorno! Inoltre alle istituzioni risulta che nessuno degli appartenenti a queste famiglie rom abbia un lavoro. Eppure spesso arrivano notizie di rom “nullatenenti” che vengono sorpresi con auto e oggetti di lusso: com’è possibile senza un lavoro? Possibile che nessun politico né le istituzioni si facciano questa domanda elementare e si diano una risposta? Possibile che le segnalazioni di allarme e le denunce di comitati e cittadini debbano sempre rimanere inascoltate? Purtroppo le Forze dell’Ordine, nonostante l’impegno che mettono al di sopra delle loro forze, hanno le mani legate da uno Stato che non fornisce loro gli strumenti e i poteri utili per combattere questa delinquenza. Infatti quando un rom viene arrestato, viene subito rilasciato perché risulta residente e quindi, secondo la legge, viene meno il presupposto del pericolo di fuga. Le Forze dell’Ordine possono solo controllare il nominativo, fare le foto, prendere le loro impronte e rilasciarli per non rischiare l’accusa di sequestro di persona! Per questo i rom in Italia possono tranquillamente circolare senza documenti e aggredire le Forze dell’Ordine che fanno controlli nei campi nomadi e nelle loro abitazioni… È normale lasciare in giro gente che ha alle spalle decine di precedenti penali per gli stessi reati? A chi giova questo assurdo buonismo? Che credibilità ha questo Stato, impotente per sua scelta? Il problema deve essere risolto alla radice: se un rom non italiano non dimostra di avere un lavoro e una fissa dimora, deve essere rimpatriato, anche se comunitario! Anche i comuni e le regioni devono fare la loro parte e non devono dare la possibilità di restare a gente che non lavora, non ha fissa dimora, delinque e non vuole integrarsi! In Francia, prima con Sarkozy e poi con Hollande, è stata attuata una politica di rimpatrio incentivato, ma anche coatto, di rom rumeni e bulgari (quindi comunitari). Sono razzisti pure i francesi e Hollande? Se la Romania riprende i suoi rom dalla Francia, perché non dovrebbe riprenderli dall’Italia? Inoltre si deve dire basta ai campi rom, ormai diventati una “terra di nessuno” in mano a criminali che dettano la loro legge, minacciando la sicurezza delle città e dei cittadini italiani. I campi rom come noi li conosciamo non esistono altrove: nel Regno Unito esistono solo siti di sosta temporanea, non permanenti, e fermarsi fuori da questi siti è considerato reato; in Francia ci sono aree di permanenza temporanea fornite di acqua e luce per i rom, a condizione che abbiano le Carnets de voyage rilasciate dalla Prefettura. Quando in Italia lo Stato tornerà a essere uno Stato…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 5 luglio 2016

Stazione di Sant'Anna, chiusa la sala d'attesa!


"Stazione di Sant'Anna senza sala d'aspetto, tutta colpa di ubriaconi e balordi"

Da alcuni giorni la sala d’attesa della stazione di Sant’Anna a Perugia è stata chiusa al pubblico. Perché? Ci è stato segnalato da alcuni perugini che da tempo la sala era diventata una “casa sicura” per persone ubriache che andavano a dormire sulle panchine all’interno, lasciando come segni della loro presenza rifiuti, cattivi odori, sporcizie di ogni genere e persino vomito! Per queste ragioni Umbria Mobilità avrebbe deciso di chiudere, non si sa per quanti giorni, la sala d’attesa. Comprendiamo benissimo il disagio del personale che lavora alla stazione e che quotidianamente deve assistere a scene disgustose di ubriachi e balordi che sporcano e imbrattano la stazione: a questi onesti lavoratori va tutta la nostra solidarietà. Questa decisione, però, va a colpire tutti quei cittadini, umbri e non solo, che per lavoro o per studio devono prendere quotidianamente il treno per venire a Perugia e tornare a casa! Queste persone, oggi, sono costrette ad aspettare l’arrivo del treno sotto il sole cocente, sottoposti ad ogni intemperia… Chi ci pensa a questi cittadini? Perché tutti i pendolari debbono pagare per alcuni incivili? Invece di chiudere la sala d’attesa sarebbe necessario fare più controlli, attraverso telecamere di sorveglianza, e intervenire subito se c’è qualcosa che non va, rivolgendosi alle Forze dell’Ordine. I problemi si risolvono individuando i responsabili, non punendo indistintamente tutti! Purtroppo la questione degli ubriachi che si aggirano per la zona non è stata affatto risolta: ci è stato segnalato, infatti, che adesso questa gente si è “trasferita” nella stazione degli autobus a Piazza Partigiani, poco distante dalla stazione ferroviaria di Sant’Anna: il problema, in pratica, è stato solamente spostato! I pendolari che prendono i treni ex-FCU già sono costretti ad affrontare ogni giorno mille disagi tra biglietti carissimi, ritardi, disservizi, stazioni fatiscenti e viaggi su treni diesel vecchi e obsoleti:  è possibile che ora non possono più aspettare neanche in una sala d’attesa…?

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 4 giugno 2015

Sicurezza a Perugia… Poca!


Il senatore Stefano Candiani, Commissario della Lega Nord in Umbria, ha criticato il sindaco Romizi e la sua amministrazione “radical-chic” perché a Perugia “non stanno cambiando nulla sul fronte della legalità” e ha invitato il sindaco a cambiare passo. Concordiamo in pieno: a un anno dalla vittoria di Romizi, la sicurezza a Perugia continua a essere insicurezza, nonostante l’instancabile impegno delle Forze dell’Ordine alle quali va tutta la nostra gratitudine e riconoscenza sempre. Non è un caso che, in queste ultime Regionali, a Perugia e in Umbria il partito più votato di tutto centrodestra è stato la Lega Nord, l’unico che ha messo al centro la legalità e la sicurezza! Perugia deve essere ancora rifondata e il sindaco Romizi deve essere più decisionista! È compito del sindaco, delegato alla sicurezza, chiedere con forza al Premier Renzi e al Ministro dell’Interno Alfano più poliziotti e carabinieri a Perugia, è il sindaco che deve garantire alle Forze dell’Ordine la collaborazione concreta dei Vigili Urbani sulla sicurezza. I Vigili Urbani non servono solo a fare le multe, devono anche vigilare sull’ordine pubblico e andare sulle strade, perché serva anche questo come deterrente contro delinquenti comuni e criminali, giorno e notte… Il sindaco utilizzi i Vigili per un sistematico controllo dei documenti di “individui sospetti” e dei contratti d’affitto, per verificare se ci sono delle irregolarità e collaborare così con le Forze dell’Ordine. Caro sindaco, abbiamo aspettato un anno, oggi ci aspettiamo di più da lei… Anche gli assessori della giunta, così distanti dai problemi della città, passino meno tempo nei palazzi del Comune e nei loro e molto più tempo nel territorio, a contatto con i cittadini: cari assessori, dovete rendervi conto della “percezione” d’insicurezza che hanno i perugini! Basti pensare che circa un mese fa un italiano ha inseguito un tunisino che aveva rubato il portafoglio a una signora dalla macchina a Fontivegge ed è riuscito a farlo arrestare fornendo una dettagliata descrizione del balordo al 113. Il nostro concittadino si è comportato in maniera lodevole e a lui va il plauso di tutti noi, ma non è possibile che i cittadini debbano essere costretti a difendersi da soli: sono le istituzioni che devono collaborare con le Forze dell’Ordine! Caro sindaco Romizi, ha ragione il senatore Candiani: ci vuole più impegno, Perugia deve cambiare passo…

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

venerdì 10 aprile 2015

A Terni una coppia di Vigili al giorno tolgono la paura di torno!

A Terni una coppia di Vigili al giorno tolgono la paura di torno… Due tutori delle casse comunali in servizio dalle 8,00 alle 20,00, con turni da sei ore, sulle vie del centro. Questa la grottesca, ridicola risposta dell’assessore Falchetti Ballerani dopo i recenti fatti di sangue, ennesima presa per i fondelli dell’amministrazione ternana nei confronti di una collettività desiderosa di maggiore sicurezza, specialmente nelle ore notturne!
In merito ai fondi da destinare alla sicurezza urbana, il Comune afferma che mancano i soldi, ma cosa sarebbe cambiato nel far lavorare gli agenti della municipale in orario notturno? Sicuramente non sarebbe stato possibile cogliere la palla al balzo ed avere ulteriori “spargimulte” sul territorio, quindi maggiori introiti dalle contravvenzioni, vero assessore Ballerani?
Chiamiamoli pure esattori municipali, non poliziotti municipali! Come al solito, l’attuale amministrazione si dimostra non solo lontana dai cittadini, ma anche pronta a speculare sulla loro incolumità.
Simone Ascani
Corrispondente Terni del Movimento per Perugia 

venerdì 23 gennaio 2015

L’Europa è in guerra…


La grande manifestazione di Parigi dell’11 gennaio, con due milioni di persone in piazza, ha visto sfilare in prima fila i potenti del mondo, gli stessi che con il loro buonismo ci hanno sottomessi a questi fanatici che applicano con ferocia le loro leggi religiose! L’eccessiva tolleranza che ha contraddistinto le politiche sull’immigrazione, la sottovalutazione del pericolo del fanatismo islamico e l’assenza di controlli del territorio e delle persone ci hanno portato a questa situazione e se non fosse per la tragicità degli eventi e delle circostanze ci verrebbe da ridere nell’osservare le facce spaventate e contrite dei potenti, che per mano hanno “sfilato” circospetti ripresi dalle telecamere davanti al mondo intero, come se bastasse una “sfilata” per ripulirsi le coscienze, qualora ne avessero una, e la faccia, qualora ne avessero solo una, di fronte a tutti noi, ormai sotto assedio e vittime della loro incapacità! I fatti di Parigi ci hanno fatto capire che la guerra non riguarda più solo gli “altri” ma riguarda anche noi, e molto da vicino! Il fine della strage al Charlie Hebdo da parte dei fanatici musulmani è stato quello di dimostrare alla loro comunità che gli jihadisti applicano con determinazione la sharia e la pena di morte per i blasfemi, invocata da sempre da centinaia di migliaia di musulmani.  Ancora oggi, in 13 Stati islamici (tra cui Pakistan, Iran, Kuwait e Arabia Saudita) l’apostasia e la blasfemia contro Maometto vengono punite con la pena di morte e in altri Stati islamici vengono applicate altrettante dure punizioni corporali, il carcere, l’ergastolo e la fustigazione nelle pubbliche piazze! E come dimenticare l’orrore delle bambine cristiane e yazide ridotte in schiavitù dall’Isis? La schiavitù di queste giovani è prevista e regolamentata non solo dalla sharia ma anche da molti versetti del Corano ed è praticata in tutte le monarchie del Golfo! Per un jihadista e per molti musulmani e stati islamici, uccidere un blasfemo non è gesto di terrorismo, ma significa applicare la sharia più classica, in vigore anche in paesi alleati dell’occidente.
 Ma di questi fatti i media occidentali non si occupano né gli danno la giusta importanza: basti pensare alla storia di Asia Bibi, una giovane cattolica pakistana condannata a morte con la falsa accusa di blasfemia contro Maometto e che dal 2009 vive rinchiusa in una cella in condizioni disumane nell’indifferenza totale di media e istituzioni! Per interessi economici e politici, l’Occidente ha rinnegato i propri valori e le proprie tradizioni cristiane e nessun paese europeo chiede agli immigrati che vengono ospitati di rispettare leggi, costumi e religione di chi li ospita! Le società multirazziali oggi sono diventate società “multiconflittuali”, senza integrazione: con la crisi che c’è in Europa, dove manca persino il lavoro per noi italiani ed europei, come si può pensare di dar lavoro anche agli extracomunitari? E quindi come si possono integrare persone che non hanno un lavoro? I governanti, in una vera democrazia, dovrebbero pensare prima alla tutela dei loro popoli e poi agli altri... L’immigrazione ha portato l’Europa a una situazione di saturazione e i popoli europei non ne possono più!
Per quanto riguarda l’Isis, oggi non si può più parlare di semplice fenomeno jihadista o di fanatici religiosi, ma di  un movimento  che si è fatto Stato con il Califfato di Al Baghdadi, uno Stato islamico che applica l’identica sharia che vige in molti altri paesi islamici, solo con più rigore e ferocia! La legge della sharia è applicata nell’Arabia Saudita dell’ “amico” Re Abdullah, grande alleato degli americani e dei politici occidentali, i quali tacciono sulla sharia saudita per interessi economici e di politica estera! Purtroppo oggi ci rendiamo conto di come la “fratellanza musulmana” sia incompatibile con i  valori del mondo occidentale! A questo punto, cosa devono fare l’Europa e l’Italia per difendersi? Innanzitutto abolire da subito il trattato di Schengen e la libera circolazione delle persone ripristinando le frontiere: in questo momento le ragioni della sicurezza devono avere la precedenza su ogni altra ragione! L’Italia deve impedire ad attivisti e “volontari” di recarsi nelle zone di guerra con il rischio di essere presi come ostaggi dai miliziani con i quali poi bisogna trattare, e trattare vuol dire pagare forti riscatti che finanzieranno i nostri nemici e porteranno altri sequestri e stragi. Infine destinare fondi cospicui alle Forze dell’Ordine e ai servizi segreti per il contrasto al terrorismo e all’immigrazione clandestina: è forte infatti il rischio che miliziani dell’Isis possano infiltrarsi tra gli immigrati clandestini che sbarcano in Europa! Dobbiamo riconoscere che questa è una guerra e che bisogna applicare le leggi di guerra!

Carla Spagnoli Presidente onorario del Movimento per Perugia

giovedì 8 maggio 2014

Basta attacchi alle Forze dell’Ordine!


Le Forze dell’Ordine, da ormai troppo tempo, sono costrette a subire sui giornali e nelle televisioni attacchi e processi: si continua a parlare degli applausi fatti dai poliziotti del Sap agli agenti condannati per il caso Aldrovandi e dei presunti abusi di alcuni agenti, ma non si spende mai una parola sulle violenze fatte ai danni delle Forze dell’Ordine da parte di teppisti e delinquenti… In una nazione dove tutto viene ribaltato sembra quasi che i poliziotti siano diventati il mostro da sbattere in prima pagina, e questo non è ammissibile! Non si può puntare sempre l’indice contro le Forze di Polizia e far finta di niente sugli insulti, lanci di oggetti e attacchi che puntualmente gli agenti subiscono durante cortei, manifestazioni, partite, ecc. Non è possibile che in Italia un delinquente possa entrare liberamente in uno stadio e sfoggiare, in mondovisione, una maglietta inneggiante all’assassino di un poliziotto! Che Stato è quello che non difende e condanna le proprie Forze dell’Ordine e poi permette ai veri delinquenti e violenti di farla franca? Poliziotti e Carabinieri ogni giorno sono in prima linea per far rispettare la legge e per garantire la sicurezza a tutti i cittadini, eppure lo Stato, di cui essi sono fedeli servitori, continua a umiliarli e a insultarli tagliando i fondi per la sicurezza e lasciandoli soli alla gogna mediatica! Noi diciamo basta: le Forze dell’Ordine, orgoglio del nostro paese, devono essere tutelati e difesi da questi vili attacchi! Le Istituzioni pensassero a punire i veri delinquenti e non gli agenti che difendono la legge, a rischio della propria vita!

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia