Abbiamo letto
l’accorato appello dei terremotati di Norcia al Vicepremier Salvini sulle
pagine del Corriere dell’Umbria di mercoledì. Un vero e proprio “grido di
dolore”, garbato ma deciso, di chi sta perdendo la speranza di rinascita dopo
26 mesi da incubo! La ricostruzione, dopo più di due anni, è inesistente e
manca persino una vera progettazione! Adesso che i riflettori sui luoghi del
sisma si sono spenti e le telecamere sono andate via, si sono aggiunti altri
problemi a rendere impossibile la vita di chi vive su questi territori: primo
su tutti l’aumento di furti e di episodi di sciacallaggio, che stanno ponendo
un serio problema di sicurezza su queste aree… Guardacaso, l’aumento dei furti
è coinciso con la diminuzione dei presidi per la sicurezza! Il “Comitato
Rinascita Norcia” nella lettera aperta ha denunciato che «l’Esercito
assicura la sua presenza in maniera più limitata, la Polizia di Spoleto non fa
più presenza sul nostro territorio e l’organico dei Carabinieri di Norcia è
molto sottodimensionato». Cosa ancora più grave, nella lettera viene paventata la
possibilità di una soppressione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di
Norcia. Ci auguriamo che siano solo voci e nulla di più, visto il lavoro
fondamentale che i nostri pompieri continuano a svolgere in quelle aree. Il
distaccamento dei Vigili, peraltro l’unico attivo in quel territorio montano,
non può essere smantellato, anzi deve essere potenziato nell’organico e dotato
di una struttura adeguata. Su questo punto gli abitanti di Norcia e delle aree
del sisma devono avere risposte al più presto, e confidiamo nel ministro Salvini
affinché dia rassicurazioni sul Dipartimento e mantenga la promessa di
potenziare l’organico dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine… E
confidiamo molto anche nel ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio, che
proprio lunedì si è recato in visita a Norcia ad ascoltare gli allevatori e gli
agricoltori della zona: finalmente un ministro che non è andato a fare la
solita “sfilata” in centro, davanti alle telecamere o alla solita “claque”, ma
che ha voluto vedere da vicino il cuore pulsante di Norcia e le sue attività
produttive! Il ministro Centinaio si è assunto l’impegno di aprire un tavolo di
filiera sul latte e i suoi prodotti, che metta insieme produttori e
distributori, allevatori e commercianti, e ha promesso di premere sull’Europa
affinché si occupi del territorio di Norcia e lo riconosca come area
svantaggiata. Non c’è più tempo da perdere: se vogliamo veramente tenere in vita Norcia e
tutta l’area colpita dal sisma, occorre far partire la ricostruzione, superare
la fase dell’emergenza, ricostruire le strade, le gallerie e i ponti per fare
uscire questi paesi dall’isolamento. Ma soprattutto occorre basare qualsiasi
ricostruzione sulle attività commerciali e artigianali della zona, che insieme
all’agricoltura e all’allevamento sono l’anima del tessuto sociale della zona… A
proposito, in questi giorni tutti si sono “stracciati le vesti” per i migranti
della nave Ong “Sea Watch” e hanno reclamato a gran voce “accoglienza”, “porti
aperti” e “restiamo umani”: qualcuno di quest’esercito di “buonisti” ha speso
una parola verso quei terremotati che stanno vivendo al gelo, in casette umide,
ammuffite e marcite dopo meno di due anni? Nulla da dire sui circa 12.000 posti
di lavoro persi in tutto il “cratere” del Centro Italia, di cui 1000 in Umbria?
Queste sono forse condizioni umane? I nostri terremotati non scaldano i cuori
degli “umanissimi” buonisti? Forse prendersi a cuore le loro sorti non fa
“audience” come soccorrere i migranti…? Confidiamo
in questo governo del cambiamento, ma la gente di Norcia, combattiva e
laboriosa, è davvero stanca dopo 26 mesi di lotta: fino a quando potrà ancora
resistere senza scappare…?
Carla Spagnoli
Presidente
Movimento per Perugia
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