Movimento per Perugia

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giovedì 9 aprile 2020

Fontivegge, tra insicurezza e degrado!



Nemmeno la tragedia del Coronavirus e l’obbligo di restare a casa sono riusciti a liberare Fontivegge e le sue strade dai balordi, e il senso di insicurezza nel quartiere non sembra diminuire. Solo negli ultimi giorni le cronache ci hanno parlato di uno scippo ai danni di un anziano che aveva appena ritirato la pensione e di un’aggressione brutale ai Carabinieri da parte di un criminale di colore che non voleva subire controlli. Capiamo benissimo che in un momento drammatico come questo la priorità assoluta è l’emergenza Coronavirus, tuttavia i problemi che da anni affliggono la nostra città, come quello della sicurezza a Fontivegge, non possono essere trascurati o, peggio ancora, dimenticati! Un’esigenza fondamentale, come la sicurezza, non può restare inascoltata… Da tempo i residenti del quartiere chiedono misure che non devono più essere rinviate! Bene, innanzitutto, che sia stato chiuso il  sottopasso che dalla stazione porta a Via del Macello, diventato ormai covo di tossici e spacciatori. A tal proposito, alcuni residenti lamentano la presenza a Fontivegge del servizio di Comune e Usl “Unità di strada” per drogati, senza tetto e prostitute. L’Unità di strada, in pratica, offre a chi è iscritto al Sert metadone, profilattici e siringhe nuove. In un momento come questo, un servizio del genere costituisce un “assembramento” di persone e fornisce un giustificato motivo per farsi trovare alla stazione, richiamando peraltro la presenza di spacciatori! Si potrebbe pensare ad uno spostamento di questo servizio? Inoltre in tempi di Coronavirus, in cui i cittadini sono chiamati a rimanere nelle proprie abitazioni, il controllo dei contratti d’affitto nella zona e dei relativi affittuari è un provvedimento prioritario che il Comune deve attuare, servendosi dei Vigili Urbani per collaborare con le Forze dell’Ordine. Ci chiediamo anche che cosa si vuole fare del Presidio Fisso di Polizia, inaugurato un anno fa ma che lo scorso marzo risultava chiuso (anche se poi fu riaperto, come riportato sul Messaggero)… Purtroppo la carenza d’organico della Polizia, anche questo un problema grave che non può essere dimenticato, non aiuta di certo a potenziare i Presidi Fissi di Polizia a Fontivegge e nel centro storico. Eppure il Presidio Fisso, richiesto a gran voce dai residenti, è stato il “pezzo forte” della giunta Romizi durante l’ultima campagna elettorale e quindi è doveroso dare delle risposte chiare e trasparenti su questo punto! Nel quartiere continuano a registrarsi quotidianamente episodi di violenza, risse tra bande, spaccio, furti, scippi e altri odiosi reati di strada, persino in questi giorni di isolamento e di strade che (dovrebbero) essere deserte. La gente è stanca di balordi e spacciatori che stanno in giro, fregandosene del distanziamento sociale, e seminano paura e insicurezza… Basta già la tragedia del Coronavirus a incutere terrore e incertezza, lasciateci almeno vivere in sicurezza!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 23 novembre 2017

Minimetrò in vendita (finalmente)!


La giunta Romizi ha deciso di mettere in vendita le quote del Comune di Perugia nella Minimetrò Spa ereditate dalla passata amministrazione, vista la difficile situazione delle casse comunali. Bene, una decisione che condividiamo in pieno e che, se si realizzasse, porterebbe concreti risparmi di soldi pubblici che in questi anni sono stati “buttati” per l’inutile “Brucomela”. Il problema, ora, è trovare qualcuno disposto a prendersi le quote di una società che in questi anni ha chiuso i bilanci in utile solo grazie alle cospicue risorse pubbliche, senza le quali da tempo la Minimetrò avrebbe portato i libri in Tribunale. La decisione della giunta Romizi porta alla luce la vera realtà del Minimetrò, che si rivela per quello che è: un’opera nata morta, fallita già in partenza ma che ci costa ogni anno fior fiore di milioni di euro pubblici, tra mutui da pagare alle banche fino al 2038, manutenzioni, costi di energia elettrica, compensazione dei biglietti invenduti e chi più ne ha più ne metta!! La stessa Minimetrò Spa,  replicando lo scorso maggio ad un nostro articolo, ha dichiarato di aver ricevuto dal Comune di Perugia «un corrispettivo annuo di 7.900.000 euro» che con l’IVA arriva a circa 9 milioni di euro complessivi! Tale cifra, però, riguardava il solo Contratto di Servizio ed escludeva il rimborso pagato dal Comune alla società per i biglietti rimasti invenduti!!! Si, cari perugini, voi pagate anche i biglietti che la Minimetrò non vende, perché ogni anno la stessa società fa una stima degli introiti derivanti dall’incasso dei biglietti, e se queste stime non vengono raggiunte, ci pensa il Comune a pagare!!! Guarda caso, ogni anno il Comune è chiamato a sborsare: nel 2015 il rimborso ammontava a 490.909 euro, nel 2013 addirittura si sono sfiorati i 2 milioni (1.802.383 euro per la precisione)!!! Purtroppo questa è la realtà e la dice lunga sull’ “(in)utilità” del “Brucomela”: con i soli incassi dei biglietti venduti, quanto potrebbe durare il Minimetrò? Questa è la nuda verità, altro che le parole dell’ex amministratore delegato Nello Spinelli e di tutta la sinistra, che si vantava del “bruco mela” e la spacciava come opera d’avanguardia! Tra le cifre sopra scritte non abbiamo poi contato i 2 milioni di euro che la Regione ha sempre garantito ma che da quest’anno non vuole stanziare: su questo è ancora in corso un “contenzioso” tra la stessa Regione e il Comune di Perugia… Il Minimetrò che, ripetiamo, ci è stato lasciato dalle precedenti amministrazioni, è un’opera costata per la realizzazione oltre 100 milioni, i cui mutui e  derivati continueranno ad essere pagati interamente dal Comune anche nel caso si realizzasse la vendita delle quote della società… Una “ferraglia” fatta male, antiestetica, che nulla c’entra con il territorio perugino che è stato “violentato” e snaturato da quest’opera tutt’altro che innovativa! Altro che le scale mobili della Rocca Paolina, opera lungimirante e innovativa che ha valorizzato un grande patrimonio storico della città in un perfetto connubio e sintesi tra passato e presente… Il Minimetrò ha danneggiato i cittadini con il taglio di  kilometri di corse autobus, che hanno portato grandi disagi soprattutto in tutte le aree non collegate dal “Brucomela”, con il rumore insopportabile delle sue carrozze per chi abita nei pressi della linea e con il valore degli appartamenti vicini  che si è a dir poco deprezzato! E non dimentichiamoci delle non rare volte in cui le carrozze si bloccano per guasti tecnici anche per decine e decine di minuti lasciando i passeggeri “sospesi per aria”, senza alcuna assistenza né giustificazione da parte dell’azienda! È ancora il caso di continuare ad investire su questo “scempio”…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

venerdì 16 giugno 2017

Il concetto di rispetto secondo le associazioni LGBT…




Basta, la misura è colma!!! La “lobby gay” in Umbria è tornata in azione ed è arrivata laddove prima non si era mai spinta (almeno da noi): toccare le immagini sacre per farsi pubblicità e offendere la fede di milioni di cristiani! La locandina disgustosa del Perugia Pride 2017 fatta dall’Omphalos con l’immagine della Madonna è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre detto, assumendoci tutte le responsabilità: non può esserci dialogo con queste associazioni LGBT (o come si fanno chiamare adesso)… L’Omphalos, ancora una volta, ha mostrato qual è la sua concezione di “democrazia”: pretendere rispetto per se stessi, insultare e denigrare chi non la pensa come loro! Questo è il loro “motto”… Fanno una certa rabbia, mista a tenerezza, le dichiarazioni di Stefano Bucaioni, presidente Omphalos, il quale ha detto che l’immagine della locandina non è la Madonna, ma una “drag queen”: peccato che migliaia di persone si siano sentite offese nella loro sensibilità, religiosa e non!!! “Signor” Bucaioni, vuole dirci che siamo tutti ottusi e solo lei è intelligente e acuto…? Tutto, in quella locandina schifosa, fa pensare che si tratti di una oscena parodia della Madonna: il velo bianco sulla testa, il cuore con i raggi che sembra rimandare alla rappresentazione del Cuore Immacolato di Maria e, tanto per non farci mancare nulla, una specie di aureola gialla sullo sfondo ma ben riconoscibile… Chi volete prendere in giro, “signor” Bucaioni? Il suo tentativo di arrampicarsi sugli specchi fa soltanto pena! Anziché scusarsi dopo le giuste polemiche innescate dal consigliere Squarta (cui va il nostro plauso) e dopo la richiesta del Comune di ritirare l’immagine, il “democratico” Bucaioni ha voluto tirare dritto e ha dichiarato che «la locandina resta dov’è». E poi parlano di confronto, di dialogo e di rispetto… Queste “associazioni culturali” LGBT (o come si fanno chiamare ora) sono ormai in pieno “delirio di onnipotenza”, pensano di potersi permettere tutto con la loro propaganda e non esitano a insultare e bollare come “bigotti”, “medievali” e “omofobi” chiunque non sia allineato alle loro idee! Ricordo ancora bene i loro commenti contro la mia persona e il Movimento per Perugia… I “poveretti”, peraltro, pensano pure che il Medioevo sia ancora quel periodo buio descritto da Voltaire: invito questi “intellettuali” a scrivere una poesia che eguagli anche solo un sonetto di Dante o qualsiasi poeta medievale a scelta, a costruire un castello o una chiesa belli come quelli medievali sparsi nel mondo o a concepire un pensiero filosofico pari alla filosofia di quel tempo. Mi fermo qui, anche se potrei andare oltre… Ora basta, è giunto il momento che le Istituzioni dicano chiaramente con chi stanno: la Regione, purtroppo, sappiamo bene da che parte sta, ma la giunta Romizi a Perugia prenda una posizione netta, come chiesto anche dal consigliere De Vincenzi! Bene aver chiesto il ritiro dell’immagine a Omphalos, ma ciò non è bastato, vista la risposta del loro Presidente… Allora si ritiri una volta per tutte il patrocinio del Comune al Pride Village ora e nei prossimi anni, basta dare all’Omphalos per tre giorni l’anno i giardini del Frontone, uno dei patrimoni più belli di Perugia, che peraltro sorgono di fronte alla maestosa Basilica di San Pietro (chiesa, guarda caso, di origine medievale)… Nessun dialogo e nessun supporto a chi ha dimostrato di non avere rispetto!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 19 ottobre 2016

Sicurezza a Fontivegge: presidio fisso di Polizia o Esercito?


Lunedì in Comune è stato discusso l’ordine del giorno sull’utilizzo dell’esercito a Fontivegge, votato a maggioranza in Commissione Cultura e appoggiato dallo stesso sindaco Romizi. Ottima la decisione dell’amministrazione per garantire la sicurezza in un quartiere a rischio, tuttavia non sarebbe meglio il presidio fisso di Polizia al posto dell’esercito? Quest’ultimo, infatti, è esclusivamente un deterrente, in quanto i militari sulle strade non possono arrestare un criminale in flagranza di reato, possono solo fermarlo e fare intervenire in secondo tempo le Forze dell’Ordine, gli unici che possono procedere all’arresto. In questo modo però si crea un “doppio passaggio”... I criminali, che oggi sono molto più informati e preparati di quanto si creda, sanno benissimo quali sono i poteri dell’Esercito e quelli delle Forze dell’Ordine; il presidio fisso di Polizia avrebbe molta più efficacia per la sicurezza del quartiere rispetto alla presenza dei soldati… Non è un caso che, dall’inizio di ottobre, i residenti e i lavoratori di Fontivegge si siano attivati con una raccolta firme per chiedere proprio la presenza di un presidio fisso di Polizia h24. È un’ottima proposta e invitiamo tutti i cittadini a sottoscriverla. I nostri militari dell’Esercito non sono agenti giudiziari, come i poliziotti o i carabinieri, ma solo agenti di pubblica sicurezza e hanno quindi le “mani legate”! Ci auguriamo che il Comune e la Giunta Romizi portino avanti e raggiungano l’obiettivo di un presidio fisso di Polizia a Fontivegge, piuttosto che chiedere l’esercito a Fontivegge: se poi si riuscirà ad ottenere il presidio di Polizia e l’esercito insieme sarà solo un bene per Perugia e per i cittadini!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 21 settembre 2016

Perugia, l’ennesima figuraccia dei Consiglieri Comunali!


Lunedì scorso, per l’ennesima volta, la seduta del Consiglio Comunale di Perugia è stata chiusa in anticipo per mancanza del numero legale dei consiglieri, dopo la verifica chiesta dal socialista Nilo Arcudi. La chiusura anticipata ha impedito così la discussione e votazione di vari atti e ordini del giorno. Ancora una volta i cittadini perugini sono stati costretti ad assistere a questo «spettacolo indegno», come è stato giustamente definito dal Presidente Varasano! I consiglieri assenti al momento dell’appello, sia di maggioranza che di opposizione, dovrebbero semplicemente vergognarsi per il loro “oltraggio” al senso istituzionale: si ricordano, questi consiglieri, che sono stati eletti dal popolo? Si ricordano che devono rappresentare il popolo in ogni seduta consiliare fino alla fine delle votazioni? Perché invece molti consiglieri se la “svignano” dopo la discussione dei loro atti? Il “troppo” lavoro in Consiglio forse li distrugge…? Ancor più grave è stata l’assenza dei consiglieri di maggioranza: al momento della verifica, come riportato sul Corriere dell’Umbria di martedì, nella maggioranza erano presenti solo i consiglieri Mignini e Pastorelli, Pittola, Numerini, Vignaroli, Gabriele Romizi, Nucciarelli, Leonardi, Castori, Luciani e Sorcini. Dov’erano gli altri consiglieri di “centrodestra”? Non si rendono conto che così mettono in difficoltà anche il sindaco Romizi e la sua amministrazione? Questo è il modo di sostenere il percorso di cambiamento? Perché questo atteggiamento incomprensibile? Forse è un modo, per qualcuno, di esprimere malcontento per qualche posto non avuto…? Riteniamo infantile, invece, il comportamento dei consiglieri del PD i quali, esclusa la consigliera Mori, non hanno risposto all’appello pur essendo presenti in aula, dando così il loro “prezioso contributo” alla fine anticipata della seduta. C’era proprio motivo di far mancare il numero legale? Quale risultato politico hanno ottenuto con questo atteggiamento? Questo è il senso istituzionale dimostrato dalla sinistra perugina? I risultati di questi “capricci” e di questo ennesimo “teatrino” sono stati il rinvio della discussione di atti comunali, anche importanti, l’aumento del lavoro arretrato e una nuova figuraccia collezionata dai consiglieri e dal Consiglio Comunale, l’istituzione che più di tutte dovrebbe essere vicina alla gente e rappresentare gli interessi dei cittadini! A quanti altri “spettacoli indegni” dovremo assistere ancora…?

Carla Spagnoli

Presidente del Movimento per Perugia

lunedì 2 maggio 2016

Il Sindaco Andrea Romizi ha ragione

 


Finalmente il sindaco Romizi si è deciso a passare all’attacco e, con garbo e determinazione, non ha risparmiato bordate alla sinistra definita “imbarazzante”. Durante l’ultimo Consiglio Comunale il sindaco ha ricordato le «macerie» lasciate a Perugia da questa sinistra, a partire dal buco di bilancio, dalla mancata manutenzione delle strade e dalle strutture scolastiche lasciate all’abbandono.
Romizi ha quindi difeso la sua giunta e il suo operato, ricordando l’abbassamento della TARI dopo anni di aumenti fatti dalla sinistra, e l’aver evitato il dissesto finanziario delle casse comunali avute in eredità dalle precedenti amministrazioni. Il nostro plauso va ad Andrea Romizi per il suo intervento, probabilmente il migliore da quando è stato eletto sindaco! Con che coraggio la sinistra continua a parlare di risorse per le scuole, il sociale e i servizi? Con quale faccia l’opposizione cerca di scaricare su un’amministrazione in carica da due anni decenni di politiche sciagurate e di disastri fatti da loro stessi? È assurdo che chi è stato al potere a Perugia per circa 70 anni oggi si “erga” a paladino dei perugini e del territorio… Bravo è stato Romizi a inchiodare il PD alle sue responsabilità e a chiamare in causa anche la Regione e la giunta Marini per avere equità nella ripartizione dei fondi per i trasporti. Ancora una volta, però, siamo costretti a vedere consiglieri di maggioranza, eletti nello stesso partito di Romizi, che continuano a “remare contro” l’operato della giunta e del sindaco attraverso critiche e azioni incomprensibili! L’ultimo “sgarbo” risale a ieri, quando la seduta della III Commissione è saltata per mancanza del numero legale: mancavano nella maggioranza i consiglieri Camicia, Fronduti e Sorcini, guarda caso tra i più critici verso la giunta… Vorremmo tanto che i consiglieri “ribelli” spiegassero il perché di questi comportamenti che non fanno altro che logorare la loro stessa maggioranza. Invece di lavorare uniti certi consiglieri continuano a “fare i capricci” e a puntare i piedi contro il sindaco, grazie al quale sono stati eletti e hanno il loro posto da consigliere! Forse questi consiglieri chiedono altri posti…?

Carla Spagnoli

mercoledì 20 aprile 2016

Controreplica al consigliere Scarponi


Replichiamo alle affermazioni del consigliere Emanuele Scarponi in merito al nostro intervento sui libri inneggianti al gender presenti negli asili di Perugia. Il consigliere afferma che il progetto ministeriale in cui sono presenti i due libri è stato firmato dal sindaco Romizi e che trova ridicolo che un consigliere comunale «possa decidere cosa sia giusto far leggere o meno all’interno delle scuole»: Scarponi dimentica però di citare le oltre 1000 mail mandate dai genitori allo stesso sindaco per chiedere il ritiro dei due libri “gender”, mail presentate in consiglio dal consigliere De Vincenzi (invitiamo il consigliere Scarponi a rivedere lo streaming online registrato, nel caso se ne fosse dimenticato…). Il consigliere De Vincenzi ha portato in Consiglio la voce di migliaia di genitori che chiedono di tutelare i loro figli da ogni forma di propaganda ideologica nelle scuole inneggiante a una visione fuorviante e distorta della famiglia! La cosa grave è che la voce di questi genitori non è stata ascoltata neppure da alcuni consiglieri di maggioranza, tra i quali Scarponi… Nella sua replica il consigliere Scarponi ha anche affermato che secondo lui i genitori devono poter scegliere liberamente cosa far leggere o meno ai propri figli e se farli partecipare o meno alle lezioni dove vengono fatte tali letture: ricordiamo al consigliere Scarponi che nell’Ordine del Giorno era stato accolto l’emendamento del consigliere Clara Pastorelli proprio per impegnare l’amministrazione a comunicare in via ufficiale ai genitori la tipologia dei testi, per dare loro l’ultima parola sulla partecipazione o meno dei propri figli alle letture! Di cosa stiamo parlando, consigliere Scarponi? Lei sapeva che questo emendamento era stato accolto, ma ha voluto porre una “questione di lana caprina” chiedendo di cambiare addirittura le premesse dell’O.d.G originale e di renderlo più generico e “asettico”: insomma, ha trovato le classiche scuse per non appoggiare l’Ordine del Giorno, facendolo affossare! Almeno avesse avuto il coraggio di votare no invece che “rifugiarsi” nell’astensione… Riteniamo altresì assurda la proposta fatta da Scarponi nel suo intervento ai genitori di non mandare i figli a scuola durante la lettura di questi libri ideologici: bel modo di affrontare il problema quello di fuggirlo, non c’è che dire… È pura anarchia dire ai genitori di non portare i figli a scuola, anche se per alcune ore, una proposta che va contro i principi e gli ordinamenti stessi della scuola! Consigliere Scarponi, il Nuovo Centrodestra di Alfano, di cui lei è esponente, non aveva fatto della battaglia al gender nelle scuole la sua bandiera? Le ricordiamo che a Venezia il sindaco Luigi Brugnaro, sostenuto da NCD, ha giustamente ritirato dalle scuole ben 49 libri inneggianti al gender, e nessuno del partito di Alfano gli ha dato del ridicolo… Confermo ancora una volta quanto ho scritto nell’ultimo intervento: sembra che alcuni consiglieri di maggioranza, da mesi, remino contro il percorso di cambiamento del sindaco Romizi! Chissà, forse alcuni consiglieri si preparano al “salto della quaglia”…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

A Perugia vince ancora la propaganda gender!

Il Consiglio Comunale di Perugia, nella seduta del 18 aprile scorso, ha respinto l’Ordine del Giorno del consigliere Sergio De Vincenzi per ritirare dalle scuole dell’infanzia i libri «Piccolo uovo» e «Libro delle Famiglie», inneggianti all’ideologia gender. Determinanti per l’esito del voto sono state le astensioni dei consiglieri di maggioranza Scarponi, Gabriele Romizi e Perari e l’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia Cenci, Fronduti e Sorcini. Per far approvare l’O.d.G non è bastato nemmeno l’emendamento di rendere immediatamente esecutiva l’informativa sul consenso informato all’uso dei libricini, per dare così l’ultima parola ai genitori sulla volontà o meno di far partecipare i loro figli alle letture. Il nostro plauso va al consigliere De Vincenzi che si batte con coraggio e determinazione per la salvaguardia dei nostri figli da ogni forma di propaganda “gender” nelle scuole, una propaganda che vuole imporre ai bambini una visione distorta e ideologica della famiglia, creando volutamente una confusione tra genere maschile e genere femminile! Il consigliere De Vincenzi si è fatto portavoce di migliaia di genitori che si sono rivolti al sindaco Romizi attraverso mail per ribadire la loro contrarietà alla lettura di questi libri ideologici e “fuorvianti”. Qui non si tratta di appartenenza ideologica ma di buon senso e il buon senso è la tutela dei bambini da questo “bombardamento”propagandistico continuo a favore della teoria gender, nelle scuole, sui media e sui social. Ci complimentiamo, si fa per dire, con gli “impavidi” consiglieri che si sono astenuti o che sono “scappati” al momento del voto, affossando l’Ordine del Giorno. Complimenti per la figura a dir poco barbina che hanno fatto, degna di perfetti ignavi che, come Ponzio Pilato, se ne sono lavati le mani! Almeno avessero avuto il coraggio di votare no, sarebbe stato più apprezzabile… Ci stupiamo dell’astensione del consigliere Scarponi, esponente dell’NCD di Alfano: caro Scarponi, ma il suo partito non si batteva contro il gender nelle scuole, almeno a parole…? Il risultato di questo voto vergognoso è che negli asili di Perugia continueranno a circolare certi libri ideologici, per nulla innocenti! I perugini, ancora una volta, hanno visto una maggioranza consiliare balcanizzata in mille correnti dove ognuno gioca contro l’altro! La sinistra, ovviamente, ringrazia… Da mesi alcuni consiglieri di maggioranza sembrano remare contro il percorso di cambiamento che il sindaco Romizi sta cercando di realizzare: perché? Sono forse rivendicazioni contro il sindaco per non avere avuto i posti che volevano? Che figura ci fa il centrodestra perugino con queste spaccature agli occhi della gente? Questo “gioco al massacro”, lo diciamo chiaramente, rischia alle prossime elezioni di riportare la sinistra al potere per altri 70 anni! A perderci, come al solito, sono tutti quei cittadini che hanno sperato, e continuano a sperare, nel vero cambiamento…

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

giovedì 4 giugno 2015

Sicurezza a Perugia… Poca!


Il senatore Stefano Candiani, Commissario della Lega Nord in Umbria, ha criticato il sindaco Romizi e la sua amministrazione “radical-chic” perché a Perugia “non stanno cambiando nulla sul fronte della legalità” e ha invitato il sindaco a cambiare passo. Concordiamo in pieno: a un anno dalla vittoria di Romizi, la sicurezza a Perugia continua a essere insicurezza, nonostante l’instancabile impegno delle Forze dell’Ordine alle quali va tutta la nostra gratitudine e riconoscenza sempre. Non è un caso che, in queste ultime Regionali, a Perugia e in Umbria il partito più votato di tutto centrodestra è stato la Lega Nord, l’unico che ha messo al centro la legalità e la sicurezza! Perugia deve essere ancora rifondata e il sindaco Romizi deve essere più decisionista! È compito del sindaco, delegato alla sicurezza, chiedere con forza al Premier Renzi e al Ministro dell’Interno Alfano più poliziotti e carabinieri a Perugia, è il sindaco che deve garantire alle Forze dell’Ordine la collaborazione concreta dei Vigili Urbani sulla sicurezza. I Vigili Urbani non servono solo a fare le multe, devono anche vigilare sull’ordine pubblico e andare sulle strade, perché serva anche questo come deterrente contro delinquenti comuni e criminali, giorno e notte… Il sindaco utilizzi i Vigili per un sistematico controllo dei documenti di “individui sospetti” e dei contratti d’affitto, per verificare se ci sono delle irregolarità e collaborare così con le Forze dell’Ordine. Caro sindaco, abbiamo aspettato un anno, oggi ci aspettiamo di più da lei… Anche gli assessori della giunta, così distanti dai problemi della città, passino meno tempo nei palazzi del Comune e nei loro e molto più tempo nel territorio, a contatto con i cittadini: cari assessori, dovete rendervi conto della “percezione” d’insicurezza che hanno i perugini! Basti pensare che circa un mese fa un italiano ha inseguito un tunisino che aveva rubato il portafoglio a una signora dalla macchina a Fontivegge ed è riuscito a farlo arrestare fornendo una dettagliata descrizione del balordo al 113. Il nostro concittadino si è comportato in maniera lodevole e a lui va il plauso di tutti noi, ma non è possibile che i cittadini debbano essere costretti a difendersi da soli: sono le istituzioni che devono collaborare con le Forze dell’Ordine! Caro sindaco Romizi, ha ragione il senatore Candiani: ci vuole più impegno, Perugia deve cambiare passo…

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 13 maggio 2015

Ztl, ora servono i fatti!


La malattia dell’ “annuncite” di Matteo Renzi sembra aver contagiato anche qualche assessore dentro al Comune di Perugia… In questi giorni, la questione della Ztl nel centro storico è tornata nuovamente alla ribalta, con i commercianti che hanno chiesto per l’ennesima volta di cambiare questo sistema che penalizza fortemente le attività e la vita stessa dell’acropoli. L’anno scorso l’assessore al Commercio e alla Mobilità Cristiana Casaioli aveva proposto di sperimentare “l’apertura dell’area Ztl 24 ore su 24, concedendo la possibilità di entrare a tutti e di sostare, per chi non ha il permesso, per un massimo di mezz’ora”. A distanza di un anno, però, nulla è cambiato e manca ancora un piano per la sosta e il traffico nella Ztl… Per quanto ancora dobbiamo aspettare? Oggi il centro storico è quasi inaccessibile per i perugini e con l’attuale sistema della Ztl è impossibile pensare di riportare la gente nell’acropoli e di rilanciare le attività commerciali e artigianali… I perugini devono avere la certezza di poter andare tranquillamente in centro!  Occorre rivedere al più presto la Ztl per permettere alle auto di accedere a tutte le ore per caricare o lasciare la gente in centro e ripartire subito! Inoltre, si potrebbero far circolare nell’area del centro storico navette e minibus per collegamenti più rapidi e frequenti tra i diversi quartieri e frazioni della città. A penalizzare ulteriormente i cittadini e le attività commerciali del centro sono le tariffe fuori da ogni logica dei parcheggi a pagamento, che il Comune deve necessariamente rinegoziare con SIPA! Ci auguriamo, dopo tante parole, interviste e “annunci” stile Renzi, che si passi finalmente ai fatti, per ridare il centro storico alle famiglie e ai perugini….

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

venerdì 3 aprile 2015

Perugia, non tocchiamo le mense scolastiche!


Da alcuni mesi i genitori dei bambini delle scuole d’infanzia ed elementari di Perugia stanno protestando contro il Comune e l’assessore alla scuola Waguè a proposito delle mense scolastiche… Quest’ultimo, infatti, ha annunciato l’intenzione di esternalizzare la gestione delle mense scolastiche e di escludere così i comitati mensa dei genitori che se ne sono occupati fino a oggi, lasciando loro esclusivamente il controllo della qualità dei cibi. Noi del Movimento per Perugia, presenti lunedì al Consiglio Comunale aperto a Ponte San Giovanni, siamo dalla parte dei genitori! La gestione dei genitori è stata fin qui ottima sia sul piano delle spese che della qualità del cibo. Oggi la retta per la mensa dei bambini è  di 50 euro al mese, di cui 10 euro vengono trattenuti dal Comune e i restanti 40 euro vengono messi dal Comune stesso in un conto corrente intestato all’Associazione dei genitori, organo riconosciuto istituzionalmente da tempo, che elegge i comitati mensa dei genitori all’inizio di ogni anno. I fondi sono stati usati con la massima trasparenza e quelli non spesi sono stati reinvestiti in progetti formativi e per le necessità della scuola. Da notare che ai bambini sono stati garantiti sempre prodotti di primissima qualità, provenienti dai nostri territori… D’altronde, chi meglio dei genitori può controllare e garantire un servizio eccellente ai propri figli? Perché il Comune vuole cambiare un sistema che funziona? Assessore Waguè, perché delegittimare i comitati mensa dei genitori? Il servizio mensa in mano ad esterni garantirebbe la stessa qualità? E i fondi non spesi come verrebbero reinvestiti (semmai verranno reinvestiti) dagli “esterni”? I genitori chiedono giustamente di essere resi partecipi nelle scelte del Comune che riguardano i loro figli! Sindaco Romizi, intervenga in prima persona sulla vicenda, ascolti le richieste dei genitori e li coinvolga attivamente nelle decisioni… Altrimenti un dubbio sorge spontaneo: non sarà un ulteriore espediente del Comune per far cassa?

 Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

martedì 25 novembre 2014

Stacchiamo la spina al Minimetrò!


Finalmente abbiamo un assessore a Perugia che mette in discussione le spese per il Minimetrò…. L’assessore Calabrese, commissario per la spending review, ha detto chiaramente che 10 milioni di euro l’anno per il Minimetrò il Comune non se li può permettere e che le spese per la gestione e la manutenzione devono essere riviste… Sono anni che il Movimento per Perugia dice queste cose! Abbiamo contestato quest’opera inutile fin dalla sua inaugurazione e in tempi non sospetti abbiamo denunciato che i costi del “brucomela” sarebbero stati devastanti per i bilanci pubblici del Comune… Purtroppo avevamo ragione! Nessun politico ci ha dato ascolto in questi anni e noi siamo stati soli in questa battaglia fatta con interventi e volantinaggi contro l’inutile Minimetrò… Quando nel 2010 avevamo promosso una raccolta firme per la chiusura del Minimetrò io in prima persona venivo presa in giro e per i nostri politici e amministratori Carla Spagnoli era “quella che non vuole il Minimetrò”! I dati sui passeggeri dimostrano ancora oggi che il Minimetrò è un’opera fallimentare: nel 2013 si prevedevano oltre 10.000 passeggeri trasportati al giorno, nei fatti i passeggeri trasportati sono stati circa 7.000… Un’opera fallimentare che però i cittadini hanno pagato e continuano a pagare cara: il costo di realizzazione dell’opera è stato di circa 100 milioni di euro, cui si aggiungono i 10 milioni l’anno che i perugini pagano tra mutuo, spese di gestione e manutenzione, energia elettrica e rimborso per i biglietti rimasti invenduti! Senza queste risorse pubbliche, esisterebbero ancora il Minemetrò e la Minimetrò Spa? L’assessore Calabrese ha invocato l’intervento della Regione nel sostenere le spese per il Minimetrò e ha assicurato che il Comune non venderà le sue quote nella società: noi andiamo oltre e pensiamo che né i perugini né tantomeno gli umbri possono ancora pagare 10 milioni di euro l’anno per il “brucomela”, un’opera inutile e cara che collega soltanto una piccola parte di Perugia. Le risorse impiegate per il Minimetrò potrebbero essere investite per nuove navette bus più piccole e frequenti e per risistemare e potenziare la nostra ferrovia: è ora di staccare la spina al “brucomela”!

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 24 settembre 2014

Caso San Bevignate, il Comune intervenga!


La vicenda dello studentato che dovrebbe sorgere di fronte la chiesa di San Bevignate, purtroppo, è tutt’altro che chiusa…. L’Adisu amministrata da Maurizio Oliviero, incurante delle proteste dei perugini e dei dubbi di legittimità avanzati dal precedente consiglio comunale, nelle scorse settimane ha mandato tutti i documenti alla Soprintendenza per ottenere una nuova autorizzazione dopo quella scaduta! La cosa grave è che se il Comune di Perugia non interviene il palazzone di fronte la chiesa si farà! Il progetto edilizio, che costerebbe circa 12 milioni di euro, è un vero e proprio scempio, che andrebbe a deturpare e sminuire la chiesa medievale di San Bevignate, ricca di storia e orgoglio della nostra Perugia. L’assessore Prisco, coordinatore perugino di Fratelli d’Italia, ha affermato che adesso il Comune non può intervenire, una specie di resa… Ma perché in campagna elettorale veniva detto il contrario? Perché si gioca allo scaricabarile? La giunta Romizi, e in particolare il vicesindaco Barelli che sulla vicenda San Bevignate ha incentrato la sua campagna elettorale, si assuma le sue responsabilità e prenda fin da subito una posizione netta contro questo progetto che i perugini non vogliono! Noi del Movimento per Perugia, che siamo stati affianco ai cittadini nelle manifestazioni di protesta e nella raccolta firme, continueremo a tenere alta la guardia per mettere una volta per tutte la parola “fine” alla triste vicenda!

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia