Movimento per Perugia

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venerdì 17 aprile 2020

Corso Garibaldi, la gente chiede sicurezza!



Non si fermano le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai perugini su degrado e insicurezza nelle strade, tanto nel centro quanto nelle frazioni. L’ultimo sfogo ricevuto riguarda Corso Garibaldi e le sue caratteristiche e bellissime traverse. Anche qui, come a Fontivegge, ci risulta che in questo periodo le vie siano tutt’altro che deserte e che accadano cose veramente assurde. Innanzitutto ci è stato segnalato che sulle strade della zona lo spaccio di droga, un problema ormai vecchio, non si sia fermato e che gli spacciatori, incuranti della legge e della quarantena,  continuano ad incontrare i loro “clienti” tossici e i loro “compari” criminali, pressoché indisturbati. Pare che un “covo” di spaccio sia da tempo il punto dove si trovano i distributori automatici di cibi e bevande. Sembra anche che questi balordi abbiano ormai un “meccanismo” collaudato per portare avanti i loro sporchi affari e dileguarsi all’arrivo di una volante di Polizia o Carabinieri: in tal caso spacciatori e “clienti” si nascondono nelle vie limitrofe per qualche minuto, per poi ricomparire nel Corso in tutta tranquillità! Non solo, al danno si aggiunge la beffa… Si perché questi criminali non si limitano solo a spacciare, ma pensano pure di essere i padroni assoluti e non risparmiano i loro strilli e urla a tutte le ore, alla faccia del rispetto civile e del decoro, e spesso sono soliti camminare con cani di grossa taglia e pericolosi senza nemmeno tenerli al guinzaglio!!! Come è possibile tollerare tutto ciò in una società civile? Come si può permettere a certi loschi figuri di fare quello che vogliono in una città come Perugia, che è il capoluogo e il “biglietto da visita” di un’intera Regione? Ricordiamo che Corso Garibaldi fa parte del centro storico, cuore della città, parliamo di un borgo stupendo, circondato dal verde, da panorami mozzafiato e da opere d’arte che sono un patrimonio di tutti (come non citare la meraviglia del Tempio di San Michele…). Corso Garibaldi è un vanto di tutta Perugia e dovrebbe essere una risorsa inesauribile per il turismo e per chi ci vive… Invece Corso Garibaldi non è ancora morto solo grazie ai residenti e al lavoro instancabile ed encomiabile delle associazioni, che fanno quello che possono con amore e passione. La gente del posto è molto stanca e preoccupata per questa situazione di insicurezza, le vie del Corso sono occupate dai delinquenti sia alla luce del giorno, sia di notte. Questa gentaglia può stare per strada in tutta calma, con cani sciolti e persino accompagnati da spranghe o altro (anche le risse, purtroppo, sono frequenti)… È preoccupante il “senso di sicurezza” che hanno questi balordi che, evidentemente, non temono le restrizioni dovute al Coronavirus e nemmeno le Forze dell’Ordine! Uno schiaffo alla pazienza della gente perbene!!! Ci auguriamo maggiori controlli su tutta la zona, e soprattutto perlustrazioni a piedi nei vicoli da parte delle Forze dell’Ordine, per “liberare”  Corso Garibaldi dai criminali e per garantire che tutti osservino le restrizioni per contenere il virus, nessuno escluso…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

venerdì 22 novembre 2019

Lettera aperta al Professor Luca Ferrucci



Gentile Professore Luca Ferrucci,
ho letto con vivo interesse la sua intervista rilasciata su La Nazione di giovedì a proposito del centro storico di Perugia. Pur non conoscendola personalmente (mi auguro che ci sia l’occasione), tengo a complimentarmi con Lei per le sue parole e le sue proposte. Per la prima volta ho letto parole di buon senso e proposte serie e concrete riguardo un tema ormai noto, vecchio e drammatico come quello dell’abbandono dell’acropoli perugina, cuore pulsante della città. Ho apprezzato molto il suo voler andare al nocciolo della questione e analizzare le cause profonde di questa crisi che sembra irreversibile, senza stare troppo a pensare sui responsabili o sui colpevoli di sinistra, destra o chicchessia! Ma ho apprezzato soprattutto il suo voler fare delle proposte reali e lungimiranti che possano garantire una ripresa e un rilancio strutturale del nostro centro storico. Perché, diciamocela tutta, la domanda impellente non è su chi sia stato, con le sue politiche, a svuotare il centro storico, ma come possiamo far rivivere il centro storico? Occorre cambiare radicalmente prospettiva, modo di vedere le cose e affrontare le questioni! La prima causa di desertificazione del centro, senza dubbio è stata lo spostamento nelle periferie degli uffici, che difficilmente ritorneranno nell’acropoli. Che fare allora? Prima di tutto, e qui mi trovo totalmente d’accordo con i rappresentanti dei commercianti, occorre riportare i perugini in centro, far abitare il centro, e la proposta di rigenerare gli uffici pubblici dismessi per destinarli a residenze per giovani coppie avanzata da Lei, Professor Ferrucci, la ritengo più che valida! Da questo punto di vista è necessario e urgente avere delle Istituzioni locali decise, coese, in grado di avanzare progetti seri e di farsi sentire nei Ministeri. Ci auguriamo che il nuovo governo regionale inauguri una nuova stagione di dialogo e proficua collaborazione con i Comuni, a partire proprio dal capoluogo, e su questo siamo molto fiduciosi. Ma per dare nuova vita al centro storico dobbiamo pensare a nuove idee di ampio respiro, a progetti o eventi in grado di rendere attraente il cuore della città e invogliare la gente ad andarci, dando a tutti la possibilità di accedervi senza troppe difficoltà (e qui occorre rivedere radicalmente il sistema di accesso in centro e dei collegamenti pubblici). Faccio sicuramente mie le domande e le proposte del Professor Ferrucci: si può pensare ad una Scuola del Jazz? Abbiamo un ottimo Conservatorio proprio in centro, con il quale si può e si deve collaborare. Si può pensare ad un museo del cioccolato nella città che ha dato i natali a Luisa Spagnoli e al Bacio Perugina? Proporrei inoltre attività proprie di tutta la nostra Regione, come progetti legati alla ceramica e all’artigianato tessile, attività che sono sempre stati un vanto per gli umbri, una tradizione da non dimenticare e valorizzare, da trasmettere ai nostri figli e ai nostri nipoti. Per dare forza a certe idee quello che serve è creare un “tavolo” di confronto con tutti i soggetti, di ogni parte politica, che abbiano a cuore la città e anche una progettualità per Perugia, di breve e lungo termine. Qui a Perugia è possibile? Ci riusciremo…?

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 14 febbraio 2018

Forze dell’Ordine dimenticate anche in campagna elettorale!



In questo clima di campagna elettorale la tutela delle Forze dell’Ordine sembra essere un argomento marginale, quasi dimenticato… Il “solito” Matteo Renzi, specialista di fake-news, continua a vantarsi per avere aumentato lo stipendio delle Forze dell’ordine e per aver riconosciuto gli 80 euro anche alle Forze Armate. Per carità, siamo assolutamente favorevoli a questi aumenti, ma cosa centrano con la questione sicurezza? Forse gli aumenti di stipendio risolvono il problema dei balordi nelle strade? Forse migliorano i livelli di sicurezza reale e percepita dei cittadini? Eppure di problemi sulla sicurezza e sulla tutela delle Forze dell’Ordine ce ne sono parecchi e ci sarebbero delle proposte concrete e realizzabili, se solo si ascoltasse la voce dei nostri poliziotti e carabinieri: un problema ormai cronico è la carenza di organico ma soprattutto la mancanza di turnover! Basti pensare alla Questura di Perugia: qui l’età media di agenti e ispettori è di circa 48 anni, mancano poliziotti sotto i 35 anni e da tempo lo Stato non manda più agenti neoassunti a Perugia come prima destinazione. Perché? Questo comporta che per le strade di Perugia, nelle volanti addette al controllo del territorio, troviamo poliziotti con più di 50 anni, costretti a fare dei turni notturni massacranti! Come si può pensare che questi poliziotti abbiano la stessa prontezza, forza e agilità di criminali spesso molto più giovani, se non giovanissimi, soprattutto in caso di fughe o colluttazioni? Come si può lavorare con un organico carente di circa 40 unità? Eppure a Perugia le Forze dell’Ordine non stanno chiedendo la luna: basterebbero anche solo 6-7 agenti giovani, in grado di operare agilmente nel territorio e di fare senza problemi i turni notturni, e 2-3 macchine nuove per migliorare la situazione della Questura e per sopperire alle richieste dei cittadini… Per quanto riguarda il contrasto allo spaccio di droga, occorre subito rivedere e riformare radicalmente il Comma 5 dell’Art. 73 della Legge sugli stupefacenti! Questo Comma sciagurato, infatti, ha introdotto il concetto di «lieve entità» nello spaccio: in questo modo, uno spacciatore preso con piccole dosi di droga dopo poche ore viene rimesso a piede libero e spesso le Forze dell’Ordine se lo ritrovano nello stesso punto in cui è stato arrestato, magari mentre riprende il suo sporco “lavoro”! Non a caso, con questo Comma 5 il numero di arresti e reclusioni di spacciatori è crollato verticalmente… Questo Comma non deve essere applicate quando uno spacciatore viene beccato nelle piazze di spaccio: in questi casi, non conta la quantità di droga, ma il fatto che quel balordo fa parte di un’organizzazione criminale!!! Altra proposta: inasprire le pene contro i furti e le rapine nelle abitazioni e nei negozi e riconoscere questi schifosi delitti  come reati contro la persona e non più contro il patrimonio! In tal senso, ben venga la legge sulla legittima difesa: se un criminale entra in casa mia, magari armato, io devo difendere me e la mia famiglia, NON ESISTE ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA!!! Sull’immigrazione clandestina, ci sorge spontanea una domanda: il Ministro Minniti, il miglior Ministro di questo disastroso governo, nel 2016 aveva proposto di aprire un Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) in ogni regione d’Italia, una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di “rifugiati” e devono quindi essere espulsi.. Più volte in questi anni ci siamo espressi fortemente a favore di un CIE in Umbra da circa 150 posti per una serie di vantaggi: 1) svuoterebbe le carceri, attualmente stracolme di detenuti extracomunitari; 2) snellirebbe le procedure penali e toglierebbe dalle strade i delinquenti; 3) porterebbe cospicui risparmi economici allo Stato. Attualmente, infatti, mantenere un detenuto extracomunitario nelle carceri costa circa 130 euro al giorno, mentre nei CIE costa tra i 40 e 70 euro! Senza contare tutte le risorse e Forze dell’Ordine impiegate per scortare un clandestino che delinque da Perugia agli altri CIE d’Italia. Che fine ha fatto l’ottima idea del Ministro Minniti? Infine un ultima considerazione: si parla tanto dei Patti per la legalità tra Comuni e Prefetti contro i tentativi di infiltrazione criminale. Ottimo, ma quanti sono i poliziotti che nella nostra provincia si occupano di criminalità organizzata e di verificare il rispetto dei protocolli sottoscritti?  Vanno benissimo le intenzioni e i patti tra istituzioni, ma se poi non si aiutano concretamente le Forze dell’Ordine con leggi e risorse concrete, le belle parole sulla sicurezza lasciano il tempo che trovano, specie in campagna elettorale…
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 2 maggio 2016

Il Sindaco Andrea Romizi ha ragione

 


Finalmente il sindaco Romizi si è deciso a passare all’attacco e, con garbo e determinazione, non ha risparmiato bordate alla sinistra definita “imbarazzante”. Durante l’ultimo Consiglio Comunale il sindaco ha ricordato le «macerie» lasciate a Perugia da questa sinistra, a partire dal buco di bilancio, dalla mancata manutenzione delle strade e dalle strutture scolastiche lasciate all’abbandono.
Romizi ha quindi difeso la sua giunta e il suo operato, ricordando l’abbassamento della TARI dopo anni di aumenti fatti dalla sinistra, e l’aver evitato il dissesto finanziario delle casse comunali avute in eredità dalle precedenti amministrazioni. Il nostro plauso va ad Andrea Romizi per il suo intervento, probabilmente il migliore da quando è stato eletto sindaco! Con che coraggio la sinistra continua a parlare di risorse per le scuole, il sociale e i servizi? Con quale faccia l’opposizione cerca di scaricare su un’amministrazione in carica da due anni decenni di politiche sciagurate e di disastri fatti da loro stessi? È assurdo che chi è stato al potere a Perugia per circa 70 anni oggi si “erga” a paladino dei perugini e del territorio… Bravo è stato Romizi a inchiodare il PD alle sue responsabilità e a chiamare in causa anche la Regione e la giunta Marini per avere equità nella ripartizione dei fondi per i trasporti. Ancora una volta, però, siamo costretti a vedere consiglieri di maggioranza, eletti nello stesso partito di Romizi, che continuano a “remare contro” l’operato della giunta e del sindaco attraverso critiche e azioni incomprensibili! L’ultimo “sgarbo” risale a ieri, quando la seduta della III Commissione è saltata per mancanza del numero legale: mancavano nella maggioranza i consiglieri Camicia, Fronduti e Sorcini, guarda caso tra i più critici verso la giunta… Vorremmo tanto che i consiglieri “ribelli” spiegassero il perché di questi comportamenti che non fanno altro che logorare la loro stessa maggioranza. Invece di lavorare uniti certi consiglieri continuano a “fare i capricci” e a puntare i piedi contro il sindaco, grazie al quale sono stati eletti e hanno il loro posto da consigliere! Forse questi consiglieri chiedono altri posti…?

Carla Spagnoli

mercoledì 20 aprile 2016

A Perugia vince ancora la propaganda gender!

Il Consiglio Comunale di Perugia, nella seduta del 18 aprile scorso, ha respinto l’Ordine del Giorno del consigliere Sergio De Vincenzi per ritirare dalle scuole dell’infanzia i libri «Piccolo uovo» e «Libro delle Famiglie», inneggianti all’ideologia gender. Determinanti per l’esito del voto sono state le astensioni dei consiglieri di maggioranza Scarponi, Gabriele Romizi e Perari e l’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia Cenci, Fronduti e Sorcini. Per far approvare l’O.d.G non è bastato nemmeno l’emendamento di rendere immediatamente esecutiva l’informativa sul consenso informato all’uso dei libricini, per dare così l’ultima parola ai genitori sulla volontà o meno di far partecipare i loro figli alle letture. Il nostro plauso va al consigliere De Vincenzi che si batte con coraggio e determinazione per la salvaguardia dei nostri figli da ogni forma di propaganda “gender” nelle scuole, una propaganda che vuole imporre ai bambini una visione distorta e ideologica della famiglia, creando volutamente una confusione tra genere maschile e genere femminile! Il consigliere De Vincenzi si è fatto portavoce di migliaia di genitori che si sono rivolti al sindaco Romizi attraverso mail per ribadire la loro contrarietà alla lettura di questi libri ideologici e “fuorvianti”. Qui non si tratta di appartenenza ideologica ma di buon senso e il buon senso è la tutela dei bambini da questo “bombardamento”propagandistico continuo a favore della teoria gender, nelle scuole, sui media e sui social. Ci complimentiamo, si fa per dire, con gli “impavidi” consiglieri che si sono astenuti o che sono “scappati” al momento del voto, affossando l’Ordine del Giorno. Complimenti per la figura a dir poco barbina che hanno fatto, degna di perfetti ignavi che, come Ponzio Pilato, se ne sono lavati le mani! Almeno avessero avuto il coraggio di votare no, sarebbe stato più apprezzabile… Ci stupiamo dell’astensione del consigliere Scarponi, esponente dell’NCD di Alfano: caro Scarponi, ma il suo partito non si batteva contro il gender nelle scuole, almeno a parole…? Il risultato di questo voto vergognoso è che negli asili di Perugia continueranno a circolare certi libri ideologici, per nulla innocenti! I perugini, ancora una volta, hanno visto una maggioranza consiliare balcanizzata in mille correnti dove ognuno gioca contro l’altro! La sinistra, ovviamente, ringrazia… Da mesi alcuni consiglieri di maggioranza sembrano remare contro il percorso di cambiamento che il sindaco Romizi sta cercando di realizzare: perché? Sono forse rivendicazioni contro il sindaco per non avere avuto i posti che volevano? Che figura ci fa il centrodestra perugino con queste spaccature agli occhi della gente? Questo “gioco al massacro”, lo diciamo chiaramente, rischia alle prossime elezioni di riportare la sinistra al potere per altri 70 anni! A perderci, come al solito, sono tutti quei cittadini che hanno sperato, e continuano a sperare, nel vero cambiamento…

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 24 febbraio 2016

Il triste compleanno della caramella Rossana, la Perugina smantella il reparto




"Il triste compleanno della caramella Rossana, la Perugina smantella il reparto"
Quest’anno la tanto amata caramella “Rossana” compie 90 anni. Nel 1926, infatti, dalle mani e dal genio della mia bisnonna Luisa nasce questa caramella, il cui nome è dovuto a Roxanne, la dama amata da Cyrano de Bergerac nel celebre romanzo di Rostand. Lo squisito contrasto del gusto zuccherino con la dolce crema di mandorle e rhum all’interno ha fatto della “Rossana” un’icona del marchio Perugina, insieme al “Bacio”.

La “Rossana” rappresenta l’autentica trasposizione nel mondo delle caramelle di quei connotati già consolidati da Perugina sul cioccolato: eleganza e raffinatezza, unite alla ricchezza e alla bontà del prodotto. Il tutto unito a quell'ammiccamento al mondo dei sentimenti, strada già percorsa dal “Bacio”, completato da un pizzico di sensualità che ne ha fatto, da sempre, la signora in rosso delle caramelle italiane. Eppure non ci risulta che la Nestlè o i Sindacati ad oggi stiano organizzando eventi per celebrare i 90 anni delle caramelle “Rossana”, un vero peccato se si pensa che la Perugina potrebbe avvantaggiarsi di questa pubblicità per rilanciarsi sul mercato… Ci vorrebbe poco per dare una svolta: è bastata una scena del film “La Giovinezza” di Paolo Sorrentino per dare un’impennata alla vendita delle “Rossana”: un giapponese a Perugia, dopo aver visto il film, ne comprò addirittura 36 chili! Che cosa sarebbero oggi le “Rossana”, con un po’ di pubblicità in più

 Ogni marchio concorrente ci invidia questa caramella longeva, che ha fatto la storia della Perugina e del made in Italy, e farebbe di tutto per promuoverla! Oggi in Perugina sembra che il reparto caramelle, insieme a quello dei biscotti e della confiserie, sia in “fase di smantellamento”… I sindacati continuano a parlare e a presentare ipotetici Piani Industriali per cercare di salvare la faccia agli occhi degli operai. La realtà, però, vede i lavoratori allarmati e preoccupati e il clima, allo stabilimento Perugina di San Sisto, è sempre più pesante! Si teme il peggio per il prossimo 2 marzo, giorno in cui la Nestlè presenterà il vero Piano Industriale (non quello di carta dei Sindacati!)… Che cosa ne sarà delle caramelle “Rossana”? Cari Sindacati, come volete celebrare i 90 anni delle “Rossana”? Che eventi ci sono in programma? È impensabile anche solo ipotizzare che un prodotto come la “Rossana”, cuore della Perugina, possa scomparire, ma i dubbi sul futuro restano e le paure aumentano! Un triste compleanno quello delle “Rossana”, ci auguriamo che non sia l’ultimo…

martedì 19 maggio 2015

Perugia, Patrocinio del Comune all’Omphalos, vincono ancora le lobby gay!


Domenica l’Omphalos Arcigay ha celebrato la “Giornata internazionale contro l’Omofobia” a Perugia con banchetti e attività di sensibilizzazione in Piazza Italia e con una rassegna corale serale all’Auditorium di Santa Cecilia. Gli eventi sono stati patrocinati dal Comune di Perugia: perché? Sindaco Romizi, i fondi elargiti per il patrocinio non potevano essere destinati ai tanti perugini in difficoltà, che avrebbero potuto beneficiare di questi soldi pubblici? Forse è iniziata la “caccia ai voti” in vista delle prossime regionali?

Tra le promesse che lei aveva fatto durante la scorsa campagna elettorale per le comunali c’era forse quella di patrocinare gli eventi dell’Omphalos Arcigay? O venivano prima i “comuni” perugini? Ancora una volta è evidente il potere di queste lobby gay che riescono a ottenere patrocini e finanziamenti pubblici anche in un periodo di “vacche magre” per le casse comunali, regionali e statali. Queste lobby gay fanno gola ai nostri politici, di destra e di sinistra, e non possono essere messe in un angolo, perché portano voti….


Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

lunedì 16 febbraio 2015

Enti Locali, nuove assunzioni, nuovi dirigenti…


Con il riordino delle province adottato definitivamente in Umbria, è stata confermata la ripartizione dei dipendenti provinciali tra la Regione e i Comuni, aggregati in Unione dei Comuni. La Regione andrà a gestire direttamente gran parte delle funzioni prima svolte dalle Province e assorbirà circa 150 dipendenti provinciali, mentre i dipendenti della Polizia Provinciale verranno smistati tra i vari comuni umbri, che accoglieranno anche il personale delle ex comunità montane! Nonostante questa “riorganizzazione”, la Regione Umbria e i Comuni continuano a pubblicare altri bandi per l’assunzione di ulteriori funzionari e dirigenti, a tempo determinato o indeterminato! La Regione ora ha deciso di pubblicare altri due bandi di concorso per l’assunzione di due dirigenti a tempo determinato (consultabili sul sito istituzionale) ma anche il Comune di Perugia non resta indietro… Nonostante in Comune si lamentino per la mancanza di risorse e per i tagli, il contratto a tempo determinato della Dottoressa preposta ai Servizi sociali è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016, con una spesa prevista di oltre 187.000 euro in due anni…! Era proprio necessario? Ma perché assumere nuovi dirigenti in Regione e nei Comuni quando presto questi enti si ritroveranno in organico i dipendenti della provincia e delle ex comunità montane? Perché i nostri amministratori che piangono miseria non riducono le spese, non solo quelle a discapito del cittadino…?

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 24 settembre 2014

Caso San Bevignate, il Comune intervenga!


La vicenda dello studentato che dovrebbe sorgere di fronte la chiesa di San Bevignate, purtroppo, è tutt’altro che chiusa…. L’Adisu amministrata da Maurizio Oliviero, incurante delle proteste dei perugini e dei dubbi di legittimità avanzati dal precedente consiglio comunale, nelle scorse settimane ha mandato tutti i documenti alla Soprintendenza per ottenere una nuova autorizzazione dopo quella scaduta! La cosa grave è che se il Comune di Perugia non interviene il palazzone di fronte la chiesa si farà! Il progetto edilizio, che costerebbe circa 12 milioni di euro, è un vero e proprio scempio, che andrebbe a deturpare e sminuire la chiesa medievale di San Bevignate, ricca di storia e orgoglio della nostra Perugia. L’assessore Prisco, coordinatore perugino di Fratelli d’Italia, ha affermato che adesso il Comune non può intervenire, una specie di resa… Ma perché in campagna elettorale veniva detto il contrario? Perché si gioca allo scaricabarile? La giunta Romizi, e in particolare il vicesindaco Barelli che sulla vicenda San Bevignate ha incentrato la sua campagna elettorale, si assuma le sue responsabilità e prenda fin da subito una posizione netta contro questo progetto che i perugini non vogliono! Noi del Movimento per Perugia, che siamo stati affianco ai cittadini nelle manifestazioni di protesta e nella raccolta firme, continueremo a tenere alta la guardia per mettere una volta per tutte la parola “fine” alla triste vicenda!

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 21 maggio 2014

Corse degli autobus a Perugia, ancora tagli!


Il Comune di Perugia, per ragioni di bilancio, ha chiesto a Umbria Mobilità di tagliare 170mila km di corse autobus nel territorio… I tagli dovrebbero essere effettivi a partire dal prossimo 7 giugno, guarda caso a elezioni finite! L’amministrazione Boccali, in questi cinque anni, non ha saputo fare altro che tagliare le corse urbane degli autobus, rendendo pessimo un servizio fondamentale per i perugini e per gli studenti universitari! E pensare che Perugia è la città con i biglietti più cari d’Italia (1,50 euro), validi soltanto 70 minuti, quando in molte città italiane un biglietto è valido fino a 90 o anche 100 minuti, come ad esempio a Genova. Quest’amministrazione continua a tagliare le corse urbane sul territorio, senza pensare minimamente alle esigenze degli universitari, che più volte hanno denunciato l’inefficienza dei trasporti pubblici a Perugia, senza essere ascoltati… Con che faccia Boccali, nei suoi comizi, parla di rilancio dell’università e delle iscrizioni universitarie a Perugia? Come può il sindaco parlare di trasporti pubblici e di collegamenti urbani da potenziare, se poi i servizi continuano a essere tagliati? Perché invece di ridurre le corse degli autobus non si tagliano le risorse dell’inutile e fallimentare minimetrò, che costa ai cittadini 10 milioni di euro all’anno per collegare solo una parte della città? Ancora una volta, le parole e le promesse di Boccali vengono smentite clamorosamente dai fatti!
Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

martedì 25 marzo 2014

Impianti bike sharing, la grande rivoluzione della giunta Boccali!


Da domenica mattina è entrata in funzione un’altra stazione di bike sharing, quella del centro storico in piazza Italia, composta da 3 biciclette a pedalata assistita e da 5 colonnine per la ricarica di bici elettriche. L’amministrazione Boccali ha inoltre annunciato l’attivazione a breve di altre due stazioni bike sharing che sorgeranno in via Pascoli, dove c’è la mensa universitaria, e presso i giardini del Frontone… Quindi, avanti tutta con il bike sharing, in una città “notoriamente pianeggiante” come Perugia! Così, mentre in non poche città italiane si prende atto del fallimento di questo progetto (come a Roma per esempio) a Perugia non solo questo non avviene, ma la giunta si affretta ad annunciare altre nuove stazioni, come se il maggior interesse dei perugini fosse quello di andare in bici su e giù per le impervie salite della città! E quali sarebbero i tragitti adatti al percorso in bicicletta? Forse la salita di via dei Priori o quella di Maestà delle Volte? La giunta Boccali, così “sensibile” alle istanze ambientali e del centro storico, perché non invoglia i perugini a passeggiare di nuovo sulle vie del centro attraverso provvedimenti seri, attivandosi ad esempio per abbattere i costi vergognosi dei parcheggi e aprendo il centro storico? Dopo il fallimentare investimento del minimetrò, un altro costoso investimento fallimentare….? Il bike sharing è costoso e ci risulta che abbia costi di manutenzione non indifferenti (costi pubblicati per legge nelle altre città).. Quanto si spende a Perugia per la manutenzione degli impianti e delle bici? Perché la richiesta da parte del Movimento per Perugia di conoscere i costi per la manutenzione delle bici è stata rigettata, adducendo come scusa un vizio di forma? Perché l’amministrazione della nostra città continua a investire su progetti fallimentari, a spese di noi cittadini?
Carla Spagnoli
Presidente Onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 19 marzo 2014

La replica all'assessore Pesaresi sul "bike sharing"

Ecco la risposta del Movimento per Perugia all'assessore Pesaresi che non è stata pubblicata sui giornali a proposito della questione della richiesta d'accesso agli atti negata... Sul Bike sharing il Movimento per Perugia andrà avanti, ci documenteremo, faremo nuove richieste fino a quando non sapremo quanto si spende per quest'opera rivelatasi un completo fallimento! Il testo integrale:

L’assessore Pesaresi ha replicato al nostro intervento sulla richiesta d’accesso agli atti negata accusandoci di fare una polemica strumentale, priva di fondamento. Noi rispondiamo punto per punto al suo intervento. L’assessore dice che gli atti relativi alla realizzazione del “bike sharing” sono pubblicati sul sito del comune di Perugia e sono accessibili a tutti… Ma entrando sul sito si fa una gran fatica a trovare le informazioni che abbiamo richiesto: ci sono alcuni atti riguardanti lavori per la realizzazione dell’opera, ma trovare tutta la documentazione completa, riguardante anche i costi per la manutenzione dell’impianto, sembra volutamente un’impresa! D’altronde la stessa U.O “Ambiente e Protezione Civile”, nel negarci la richiesta d’accesso, ha scritto che gli atti richiesti “non risultano di facile individuazione”! Quanto poi alla “congiura” che l’assessore ha ricordato teniamo a precisare che il Movimento per Perugia non ha mai parlato di congiura, limitandosi a fare una semplice domanda, né è stata fatta alcuna polemica circa i 26 giorni di attesa… Semplicemente ci siamo limitati a raccontare le vicende per come si sono svolte! Fare critiche, caro assessore, è un esercizio di democrazia, non è certo evocare “congiure” o chissacché, né significa pensare alle imminenti elezioni… Sono anni che noi del Movimento portiamo avanti certe battaglie tra la gente! Quanto al “bike sharing” noi ribadiamo la nostra posizione: si tratta di un progetto fallito dal principio, che non potrà mai decollare in una città collinare come Perugia! Si può investire sulle biciclette in città pianeggianti, non certo nella nostra acropoli! Il progetto “Bike sharing”, inoltre, ha pienamente fallito in altre città italiane, tra le quali Roma… Perché si insiste nello sprecare le risorse pubbliche?
Carla Spagnoli
Presidente onorario del Movimento per Perugia
Lorenzo Mattioni
Vicepresidente del Movimento per Perugia

giovedì 13 marzo 2014

Richiesta d'accesso agli atti, nessuna trasparenza!

Richiesta d’accesso agli atti, nessuna trasparenza!

Lo scorso 13 febbraio il Movimento per Perugia ha presentato un’istanza di accesso agli atti amministrativi al comune di Perugia. L’istanza richiedeva l’accesso agli “atti riguardanti i costi di costruzione e manutenzione dell’impianto integrato bike sharing e delle relative stazioni e biciclette” ed era motivata con la necessità di ottenere “informazioni di pubblico interesse per la cittadinanza”… Dopo 26 giorni di attesa, l’Unità Operativa “Ambiente e Protezione civile” di Perugia comunica che l’istanza di accesso agli atti non è accolta in quanto non c’è il nesso tra gli atti richiesti e la posizione soggettiva del richiedente né l’interesse specifico, concreto e attuale, collegato ai documenti richiesti…. In poche parole ci viene detto che possono richiedere accesso agli atti non tutti i cittadini, ma solo coloro che richiedono delle informazioni per interessi specifici. Le motivazioni del rifiuto sono state scritte con il solito linguaggio burocratico e contorto, alla faccia della trasparenza! Perché non possono essere considerati soggetti “interessati” le associazioni che operano sul territorio o più semplicemente quei cittadini interessati all’amministrazione della città? Perché non si possono conoscere atti pubblici che riguardano l’intera cittadinanza? Perché i perugini comuni non possono sapere come vengono spesi i loro soldi? Il Comune, che ha il dovere di informare i suoi cittadini, dovrebbe dire, con documenti alla mano, quanti soldi si sono spesi fin qui per le bici in città e per le stazioni del “bike-sharing” il cui fallimento, a Perugia, è sotto gli occhi di tutti! Dov’è l’amministrazione “trasparente” di Perugia? C’è, forse, qualcosa da nascondere?

Carla Spagnoli

Presidente Onorario del Movimento per Perugia