Movimento per Perugia

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mercoledì 14 febbraio 2018

Forze dell’Ordine dimenticate anche in campagna elettorale!



In questo clima di campagna elettorale la tutela delle Forze dell’Ordine sembra essere un argomento marginale, quasi dimenticato… Il “solito” Matteo Renzi, specialista di fake-news, continua a vantarsi per avere aumentato lo stipendio delle Forze dell’ordine e per aver riconosciuto gli 80 euro anche alle Forze Armate. Per carità, siamo assolutamente favorevoli a questi aumenti, ma cosa centrano con la questione sicurezza? Forse gli aumenti di stipendio risolvono il problema dei balordi nelle strade? Forse migliorano i livelli di sicurezza reale e percepita dei cittadini? Eppure di problemi sulla sicurezza e sulla tutela delle Forze dell’Ordine ce ne sono parecchi e ci sarebbero delle proposte concrete e realizzabili, se solo si ascoltasse la voce dei nostri poliziotti e carabinieri: un problema ormai cronico è la carenza di organico ma soprattutto la mancanza di turnover! Basti pensare alla Questura di Perugia: qui l’età media di agenti e ispettori è di circa 48 anni, mancano poliziotti sotto i 35 anni e da tempo lo Stato non manda più agenti neoassunti a Perugia come prima destinazione. Perché? Questo comporta che per le strade di Perugia, nelle volanti addette al controllo del territorio, troviamo poliziotti con più di 50 anni, costretti a fare dei turni notturni massacranti! Come si può pensare che questi poliziotti abbiano la stessa prontezza, forza e agilità di criminali spesso molto più giovani, se non giovanissimi, soprattutto in caso di fughe o colluttazioni? Come si può lavorare con un organico carente di circa 40 unità? Eppure a Perugia le Forze dell’Ordine non stanno chiedendo la luna: basterebbero anche solo 6-7 agenti giovani, in grado di operare agilmente nel territorio e di fare senza problemi i turni notturni, e 2-3 macchine nuove per migliorare la situazione della Questura e per sopperire alle richieste dei cittadini… Per quanto riguarda il contrasto allo spaccio di droga, occorre subito rivedere e riformare radicalmente il Comma 5 dell’Art. 73 della Legge sugli stupefacenti! Questo Comma sciagurato, infatti, ha introdotto il concetto di «lieve entità» nello spaccio: in questo modo, uno spacciatore preso con piccole dosi di droga dopo poche ore viene rimesso a piede libero e spesso le Forze dell’Ordine se lo ritrovano nello stesso punto in cui è stato arrestato, magari mentre riprende il suo sporco “lavoro”! Non a caso, con questo Comma 5 il numero di arresti e reclusioni di spacciatori è crollato verticalmente… Questo Comma non deve essere applicate quando uno spacciatore viene beccato nelle piazze di spaccio: in questi casi, non conta la quantità di droga, ma il fatto che quel balordo fa parte di un’organizzazione criminale!!! Altra proposta: inasprire le pene contro i furti e le rapine nelle abitazioni e nei negozi e riconoscere questi schifosi delitti  come reati contro la persona e non più contro il patrimonio! In tal senso, ben venga la legge sulla legittima difesa: se un criminale entra in casa mia, magari armato, io devo difendere me e la mia famiglia, NON ESISTE ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA!!! Sull’immigrazione clandestina, ci sorge spontanea una domanda: il Ministro Minniti, il miglior Ministro di questo disastroso governo, nel 2016 aveva proposto di aprire un Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) in ogni regione d’Italia, una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di “rifugiati” e devono quindi essere espulsi.. Più volte in questi anni ci siamo espressi fortemente a favore di un CIE in Umbra da circa 150 posti per una serie di vantaggi: 1) svuoterebbe le carceri, attualmente stracolme di detenuti extracomunitari; 2) snellirebbe le procedure penali e toglierebbe dalle strade i delinquenti; 3) porterebbe cospicui risparmi economici allo Stato. Attualmente, infatti, mantenere un detenuto extracomunitario nelle carceri costa circa 130 euro al giorno, mentre nei CIE costa tra i 40 e 70 euro! Senza contare tutte le risorse e Forze dell’Ordine impiegate per scortare un clandestino che delinque da Perugia agli altri CIE d’Italia. Che fine ha fatto l’ottima idea del Ministro Minniti? Infine un ultima considerazione: si parla tanto dei Patti per la legalità tra Comuni e Prefetti contro i tentativi di infiltrazione criminale. Ottimo, ma quanti sono i poliziotti che nella nostra provincia si occupano di criminalità organizzata e di verificare il rispetto dei protocolli sottoscritti?  Vanno benissimo le intenzioni e i patti tra istituzioni, ma se poi non si aiutano concretamente le Forze dell’Ordine con leggi e risorse concrete, le belle parole sulla sicurezza lasciano il tempo che trovano, specie in campagna elettorale…
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 10 gennaio 2017

Centri d’Identificazione ed espulsione, meglio tardi che mai


Finalmente si torna a parlare dei Centri d’Identificazione ed Espulsione in Italia! Il Ministro dell’Interno Minniti, in accordo con il Capo della Polizia Gabrielli, ha infatti deciso d’istituire un Centro d’Identificazione ed Espulsione in ogni regione. Che cos’è un Centro d’Identificazione ed Espulsione (abbreviato C.I.E)? Il C.I.E è una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di “rifugiati” e devono quindi essere espulsi. Il tempo di permanenza, che ha un massimo di 12 mesi, è funzionale alle procedure per l’identificazione e il rimpatrio di questi clandestini che molto spesso, per non farsi identificare, strappano i propri documenti prima del loro arrivo in Italia. Istituire un C.I.E in ogni regione italiana è fondamentale per fronteggiare l’allarme dei terroristi che possono infiltrarsi anche tra i migranti che sbarcano in Italia con i gommoni… Non si tratta più di affrontare soltanto la delinquenza comune, oggi si parla di lotta al terrorismo perché i terroristi, ormai, li abbiamo dentro casa e in Europa! Per anni le Forze dell’Ordine, e in particolare il sindacato SIULP, hanno chiesto l’istituzione di un C.I.E da 150 posti a Perugia per combattere e rimpatriare quei balordi che hanno riempito di droga le nostre strade, ma i nostri politici sono sempre rimasti sordi a questa richiesta! Anzi, i soliti buonisti di sinistra hanno sempre definito i C.I.E “lager moderni”, “strumenti inadeguati” e chi più ne ha più ne metta… La Marini nel 2011, in Consiglio Comunale, prese ufficialmente posizione contro un C.I.E in Umbria, a nome della sua maggioranza. Una posizione ipocrita, se si pensa che attualmente i clandestini beccati a delinquere in Umbria vengono mandati al C.I.E di Trapani o nei C.I.E più vicini, con costi enormi e poliziotti sottratti al pattugliamento nelle strade! Siamo stati i soli, insieme a pochissimi altri, a sostenere la voce delle Forze dell’Ordine e a batterci per un C.I.E a Perugia: che ne pensano oggi quelli del PD del loro Ministro Minniti? Saranno forse razzisti persino il Ministro e il Capo della Polizia…? L’istituzione dei C.I.E porterebbe soltanto grandi vantaggi: innanzitutto svuoteremmo le carceri, già colme di detenuti extracomunitari; si snellirebbero le procedure nei processi penali e si ripulirebbero le strada dai balordi oggi fanno il bello e il cattivo tempo! Inoltre lo Stato avrebbe consistenti risparmi economici: attualmente, infatti, mantenere un clandestino nei C.I.E ci costa tra i 40 e i 70 euro al giorno, mentre mantenerlo nelle carceri costa circa 130 euro al giorno. Il segretario del SIULP Perugia Massimo Pici ha anche invocato la presenza in città di consolati di altri paesi per collaborare con le Forze dell’Ordine e velocizzare considerevolmente le pratiche per l’identificazione e l’espulsione: è una proposta saggia, giusta, che sosteniamo in pieno perché porterebbe a grandi risultati nella lotta ai delinquenti e al terrorismo. In questi anni i politici hanno sempre preferito la politica retorica e buonista, foraggiando le solite cooperative e associazioni che lucrano sul “business dell’accoglienza”: i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Costruire un C.I.E in Umbria da circa 150 posti oggi si può, magari convertendo a tale funzione edifici preesistenti dismessi, come già accaduto altrove. I nostri politici sono pronti…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 2 dicembre 2014

Movimento per Perugia: ronde a Ripa e non solo…


La criminalità diffusa che minaccia la sicurezza dei cittadini ormai non è più soltanto un problema, ma è diventata un'emergenza! Frazioni un tempo tranquille oggi sono visitate giornalmente da ladri che violano la proprietà e l'intimità privata delle famiglie direttamente dentro le proprie abitazioni. A Ripa gli abitanti hanno detto basta, e hanno organizzato tramite la pro-loco un'assemblea pubblica venerdì 28 novembre a cui hanno partecipato cittadini, associazioni ed alcuni rappresentanti del Comune di Perugia e delle Forze dell’Ordine… Naturalmente noi del Movimento Per Perugia non potevamo mancare. Dal dibattito sono emerse alcune proposte da parte dei cittadini che gli amministratori presenti hanno fatto proprie, ma che di fatto difficilmente potranno vedere concreta realizzazione a causa della mancanza, pur vera ed innegabile, di fondi. Come si può aumentare il numero dei vigili urbani senza denari? Che senso ha creare un pur necessario coordinamento interforze tra polizia municipale, forestale e provinciale se queste forze di fatto rimangono a piedi perché non hanno soldi per la benzina e per il rinnovo del parco mezzi? In questo quadro ribadisco quanto detto da me a nome del Movimento Per Perugia durante l'assemblea: prima di tutto gli abitanti di Ripa hanno bisogno di soluzioni per l'immediatezza! Questo piccolo paese è stato già capace di cominciare ad effettuare le “ronde”. Invito il comune a favorire questo tipo di soluzione, unica a costo zero, non solo a Ripa ma ovunque ci siano cittadini così attaccati al loro territorio da fare queste azioni di volontariato e controllo aiutando gli stessi a ricevere la formazione adeguata mediante l’utilizzo di personale delle forze dell'ordine in pensione e fornendo loro le massime garanzie e assistenze legali nel caso occorressero. Deve passare il principio che la violenza è dapprima quella di chi entra in casa altrui senza permesso, non quella di chi difende ciò che ha costruito con sacrificio!!! Inoltre è ora che il Comune approvi una delibera in cui si mostri propenso alla costruzione di un Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) regionale che, per chi non lo sapesse, è il luogo in cui i clandestini che delinquono vengono trattenuti per un periodo massimo di 90 giorni in attesa di essere identificati e poi espulsi!!! Diversamente da ciò, cari abitanti di Ripa e cari perugini, continuerete a essere derubati con sempre maggior frequenza e assisterete all’ennesima assemblea dove ci verranno enunciati tanti buoni propositi, ma poche immediate soluzioni!!!

Lorenzo Mattioni

Vicepresidente Movimento Per Perugia

venerdì 16 maggio 2014

Confronto tra i candidati sindaco: tanti slogan, poche proposte!


Noi del Movimento per Perugia abbiamo assistito ai due confronti tra i candidati sindaco tenutisi lunedì scorso al Teatro Pavone e mercoledì alla facoltà di Economia… Siamo molto delusi dai discorsi fatti dai candidati: in entrambi i dibattiti, infatti, sono stati elencati i soliti slogan e poche sono state le proposte concrete. Nel corso degli incontri, inoltre, i candidati non hanno affrontato questioni molto importanti per la nostra città: perché, ad esempio, in tema di sicurezza nessuno ha detto una parola sul Centro d’Identificazione ed Espulsione a Perugia, invocato a gran voce dalle Forze dell’Ordine? Sinceramente ci saremmo aspettati molto di più dai candidati sindaco, su questo e su molti altri temi! Durante i confronti è emersa la solita ironia inopportuna e la sfacciataggine di Boccali, che ancora una volta ha parlato dei risultati della sua giunta sulla sicurezza e sul centro a Perugia (quali?!) negando anche l’evidenza e si è vista la “timidezza” del candidato di centro-destra Romizi, che ha evitato di affondare il colpo contro l’amministrazione di sinistra, dimostrando per l’ennesima volta che questa opposizione al Comune è stata tutto meno che forte! Infine, constatiamo con amarezza che i “big” di centro-destra, da Valentino a Monni a Laffranco, non hanno partecipato ai dibattiti: questo è un segno di come non ci sia una volontà decisa di vincere da parte di questa opposizione! Se il buongiorno si vede dal mattino, facciamo fatica a vedere un futuro migliore per Perugia…

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia