Movimento per Perugia

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venerdì 17 aprile 2020

Corso Garibaldi, la gente chiede sicurezza!



Non si fermano le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai perugini su degrado e insicurezza nelle strade, tanto nel centro quanto nelle frazioni. L’ultimo sfogo ricevuto riguarda Corso Garibaldi e le sue caratteristiche e bellissime traverse. Anche qui, come a Fontivegge, ci risulta che in questo periodo le vie siano tutt’altro che deserte e che accadano cose veramente assurde. Innanzitutto ci è stato segnalato che sulle strade della zona lo spaccio di droga, un problema ormai vecchio, non si sia fermato e che gli spacciatori, incuranti della legge e della quarantena,  continuano ad incontrare i loro “clienti” tossici e i loro “compari” criminali, pressoché indisturbati. Pare che un “covo” di spaccio sia da tempo il punto dove si trovano i distributori automatici di cibi e bevande. Sembra anche che questi balordi abbiano ormai un “meccanismo” collaudato per portare avanti i loro sporchi affari e dileguarsi all’arrivo di una volante di Polizia o Carabinieri: in tal caso spacciatori e “clienti” si nascondono nelle vie limitrofe per qualche minuto, per poi ricomparire nel Corso in tutta tranquillità! Non solo, al danno si aggiunge la beffa… Si perché questi criminali non si limitano solo a spacciare, ma pensano pure di essere i padroni assoluti e non risparmiano i loro strilli e urla a tutte le ore, alla faccia del rispetto civile e del decoro, e spesso sono soliti camminare con cani di grossa taglia e pericolosi senza nemmeno tenerli al guinzaglio!!! Come è possibile tollerare tutto ciò in una società civile? Come si può permettere a certi loschi figuri di fare quello che vogliono in una città come Perugia, che è il capoluogo e il “biglietto da visita” di un’intera Regione? Ricordiamo che Corso Garibaldi fa parte del centro storico, cuore della città, parliamo di un borgo stupendo, circondato dal verde, da panorami mozzafiato e da opere d’arte che sono un patrimonio di tutti (come non citare la meraviglia del Tempio di San Michele…). Corso Garibaldi è un vanto di tutta Perugia e dovrebbe essere una risorsa inesauribile per il turismo e per chi ci vive… Invece Corso Garibaldi non è ancora morto solo grazie ai residenti e al lavoro instancabile ed encomiabile delle associazioni, che fanno quello che possono con amore e passione. La gente del posto è molto stanca e preoccupata per questa situazione di insicurezza, le vie del Corso sono occupate dai delinquenti sia alla luce del giorno, sia di notte. Questa gentaglia può stare per strada in tutta calma, con cani sciolti e persino accompagnati da spranghe o altro (anche le risse, purtroppo, sono frequenti)… È preoccupante il “senso di sicurezza” che hanno questi balordi che, evidentemente, non temono le restrizioni dovute al Coronavirus e nemmeno le Forze dell’Ordine! Uno schiaffo alla pazienza della gente perbene!!! Ci auguriamo maggiori controlli su tutta la zona, e soprattutto perlustrazioni a piedi nei vicoli da parte delle Forze dell’Ordine, per “liberare”  Corso Garibaldi dai criminali e per garantire che tutti osservino le restrizioni per contenere il virus, nessuno escluso…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 12 marzo 2019

Arma dei Carabinieri, una situazione di emergenza!



Abbiamo più volte parlato della difficile situazione che stanno vivendo i nostri poliziotti e la Polizia Penitenziaria, ma anche l’Arma dei Carabinieri, purtroppo, non se la passa tanto meglio, in Umbria e in tutta Italia: insomma, se Atene piange, Sparta non ride! I nostri Carabinieri, da tempo, si trovano a dover fronteggiare una carenza d’organico ormai cronica, i cui effetti si fanno sentire pesantemente sulla sicurezza, con la difficoltà sempre maggiore di garantire un controllo completo ed efficace del territorio: basti pensare che nella sola città di Perugia, quando va bene, ci sono soltanto due volanti per turno della Polizia e due dei Carabinieri, mentre ne servirebbero almeno 3 per turno… Quel che è peggio, però, è che i Carabinieri, oltre ad essere pochi, sono anche anziani! L’età media, infatti, si attesta intorno ai 47 anni. Non a caso, della necessità di assumere e ringiovanire il personale dei Carabinieri ha parlato a lungo il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri durante un’audizione alla Camera in Commissione Difesa, lo scorso anno: chi pensa ai nostri Carabinieri? Questi campanelli d’allarme verranno ascoltati o cadranno ancora una volta nel vuoto? Ci auguriamo che questo Governo del cambiamento possa invertire la rotta rispetto a chi li ha preceduti e non si dimentichi della Benemerita e dei suoi militari… Intanto i Carabinieri si trovano costretti a convivere con questa emergenza organica e debbono correre ai ripari per garantire comunque la sicurezza degli italiani: e così i militari in servizio sono chiamati agli straordinari e a carichi di lavoro stressanti, che di certo non li aiuta nei loro compiti! Quanto può durare ancora una situazione del genere? Come può l’Arma operare in queste condizioni? Dov’è lo Stato nei confronti di questi suoi fedeli servitori…? I problemi per la Benemerita, purtroppo, non finiscono qui: oltre agli sforzi immani che i militari debbono sostenere, la carenza d’organico sta portando i vertici  a rimodulare gli orari delle Stazioni dei Carabinieri, da sempre il fiore all’occhiello di tutta l’Arma, punto di riferimento storico per tutti i cittadini, specie dei piccoli centri. Una rimodulazione degli orari che non può non tener conto di aspetti come l’apertura al pubblico, il controllo del territorio ma anche, purtroppo, la mancanza di personale: con un organico ridotto all’osso, come possono sopravvivere le Stazioni? Ma se chiudono le Stazioni, inevitabilmente viene a mancare la presenza dello Stato in certi territori e crescono i problemi legati alla sicurezza: insomma, siamo arrivati al “cane che si morde la coda”!!! Purtroppo non bastano una manciata di assunzioni in tutta Italia per risolvere un problema ormai radicato, frutto di errori e sottovalutazioni di un’intera classe politica che, da almeno un decenni, ha dimenticato le sue Forze dell’Ordine: basti pensare al blocco del turn over che ha paralizzato e invecchiato le Forze di Polizia… Qualcosa, però, bisogna pur fare, il Governo deve avere il coraggio di trovare le risorse per assumere nuovi Poliziotti e Carabinieri: nell’Arma, oggi, la sola Organizzazione Territoriale patisce un deficit organico di circa 5797 unità, e gli assetti dedicati al controllo del territorio e posti alle dipendenze dei Comandi Provinciali che mancano di circa 6337 unità complessive, su tutto il territorio nazionale! Numeri che fanno rabbrividire ma che descrivono alla perfezione lo stato d’emergenza dell’Arma. Per garantire un efficace controllo del territorio, l’Arma oggi sembra indirizzata a promuovere «il graduale riassorbimento dei sovra organici dei Servizi Amministrativi, Reparti Comando e Uffici di Stato Maggiore»: in pratica, si ricorrerà agli Uffici per mandare i Carabinieri a pattugliare il territorio. Attenzione, però, ad impoverire gli uffici: ricordiamo che gli uffici delle Forze di Polizia svolgono delle funzioni fondamentali per la sicurezza e portano avanti le indagini che permettono di incastrare e portare in carcere i delinquenti. Il rischio, quindi, è quello di mandare poliziotti e Carabinieri a pattugliare le strade ma di lasciare pochi uomini a condurre le indagini… E uno Stato che si rispetti non può garantire il controllo del su territorio a discapito dei suoi Uffici: ci vogliono semmai nuovi e giovani Poliziotti e Carabinieri!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 10 novembre 2014

Emergenza sicurezza tra San Marco e Ponte d’Oddi!


Da quando la caserma dei Carabinieri di Ponte d’Oddi è stata trasferita, nella zona tra San Marco e Ponte d’Oddi è tornata l’emergenza sicurezza come previsto! Da diversi giorni, infatti, i residenti denunciano continui furti di pneumatici dalle automobili e nella sola giornata di martedì sono state ben tre le auto razziate. Alcuni cittadini hanno segnalato anche l’aumento dei furti negli appartamenti in questi ultimi giorni. Come purtroppo temevamo, la chiusura della caserma dei Carabinieri di Ponte d’Oddi ha avuto l’effetto di far tornare balordi e criminali nella zona!  Nel 2012, quando per la prima volta si paventò la possibilità di chiudere la caserma per la spending review, noi come Movimento per Perugia, con comunicati e volantinaggi, sollecitammo l’allora sindaco Boccali e il Comune a farsi carico dell’affitto dei locali, unico provvedimento in grado di mantenere la caserma dei Carabinieri a Ponte d’Oddi… I nostri appelli caddero nel vuoto! La sinistra per mesi negò il problema sostenendo, per bocca dei suoi consiglieri e assessori, che la caserma non sarebbe stata né chiusa né trasferita: due anni dopo fu chiusa! Dal 2012 a oggi lo spaccio e i furti sono ritornati a San Marco, Montegrillo e Ponte d’Oddi e l’insicurezza tra i residenti è tangibile! Questo è quello che ci ha lasciato la sinistra, quella stessa sinistra che non ha accolto la nostra proposta di pagare l’affitto dei locali per la caserma mentre per oltre 20 anni ha pagato regolarmente l’affitto del locale concesso agli “amici” Arci di Ponte d’Oddi… Sapete, cari perugini, quanto abbiamo pagato per questo affitto negli ultimi 22 anni? Oltre 156.000 euro! Ma si sa, i “compagni” vengono sempre prima dei cittadini. Come se non bastasse, i residenti di Ponte d’Oddi hanno dovuto subire un’altra beffa: i locali che prima ospitavano i Carabinieri da circa una settimana sono stati destinati all’accoglienza di 28 rifugiati politici, che si aggiungono ai circa 10 rifugiati già accolti due anni fa a Ponte d’Oddi! Di questa decisione la cittadinanza non è stata resa partecipe né informata dalle istituzioni… Questi locali non potevano essere destinati a un presidio della Municipale, richiesto più volte dai residenti? Perché si pensa più agli stranieri (rifugiati politici?) che agli italiani?

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia