Movimento per Perugia

Movimento per Perugia

giovedì 9 maggio 2019

Regione Umbria, si fa ancora melina!



Quanto tempo ancora durerà questa pantomima sulle dimissioni della Marini? Per quanto ancora assisteremo a questa lenta agonia della nostra Regione? È passato quasi un mese da quando Catiuscia Marini il 16 aprile annunciava il suo passo indietro, ma da quel giorno, invece che trarne le dovute conseguenze, i “compagni” del PD e i loro alleati hanno dato vita ad un ignobile “prendere tempo”, evidentemente terrorizzati al solo pensiero di andare a casa e ripresentarsi davanti agli elettori!!! Martedì si è riunito il Consiglio Regionale, la Marini si è presentata in aula e ha confermato le sue dimissioni «per motivazioni politico istituzionali». Anziché prenderne atto e assumersi la responsabilità delle proprie posizioni, di qualunque natura, i Consiglieri del PD, insieme al socialista Rometti e a Solinas di MDP, hanno preferito “svignarsela” e rimandare il dibattito di ulteriori 10 giorni, “congelando” così le dimissioni! Il Capogruppo PD Gianfranco Chiacchieroni (nomen omen…) ha motivato questa decisione “pilatesca” dicendo che «serve una valutazione politica attenta»: ma cosa c’è da valutare ancora? Che cosa possono cambiare dieci giorni in più in una vicenda ormai stranota? Non è bastato un mese di tempo per farsi un’idea e approfondire? Peraltro il Consigliere Chiacchieroni ha dichiarato che l’inchiesta non riguarda il gruppo consiliare del PD: quindi la Presidente dimissionaria Marini e l’ex assessore Barberini, entrambi indagati, non sono consiglieri regionali? Quindi, Consigliere Chiacchieroni, lei non conosce neppure i componenti del suo stesso gruppo? Che figura barbina, Capogruppo!!! La Marini, nel suo discorso “strappalacrime” in Aula, ha ribadito che «l’Umbria non è una terra da liberare», ma la realtà purtroppo è un’altra! Presidente Marini, lei e il PD, con la vostra “melina” e con i vostri tentativi di prendere tempo, state “tenendo in ostaggio” il Consiglio Regionale paralizzandone l’azione amministrativa, una cosa gravissima e inaudita!!! Per quanto ancora dovremo assistere alle vostre beghe interne? Per quanto ancora dovremo assistere a questo spettacolo penoso? Quanto al Movimento Democratici e Progressisti (MDP), il 5 maggio il partito dichiarava in una nota: «crediamo che ormai non ci siano più le condizioni per andare avanti, data l’assenza di compattezza della maggioranza, nonché l’attuale assenza di un progetto di rilancio». Il 7 maggio Attilio Solinas, Consigliere regionale MDP, si schiera per “congelare” le dimissioni, rimandare la discussione e tergiversare…  Ci sarebbe da ridere, se non fosse che questo immobilismo istituzionale va avanti sulla pelle degli umbri! L’unico a salvarsi nella maggioranza è il Consigliere Giacomo Leonelli, che con coraggio e grande dignità sta portando avanti la linea dell’accettazione delle dimissioni e del voto anticipato, da solo e anzi osteggiato e attaccato dal suo stesso partito! Chapeau, Consigliere Leonelli. L’invito finale lo rivolgo ai Consiglieri di opposizione: ora è il momento di essere compatti ed essere più duri e inflessibili per dare una svolta e porre fine a questo “strazio” politico! Fate qualcosa, prendete decisioni eclatanti, coinvolgete i cittadini, fate appello alle piazze, occupate il Consiglio se necessario e chiedete elezioni subito!!! Non se ne può più, si liberi l’Umbria e si rivada al voto! La sinistra e il PD affrontino le urne il giudizio popolare, se ne hanno il coraggio…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 24 aprile 2019

Umbria, PD come il “Gattopardo”!



Fino a quando, oh Marini e “compagni” piddini, abuserete della nostra pazienza? Fino a quando pensate di prendervi gioco degli umbri e farvi beffe della loro indignazione? La notizia del ritorno di Walter Orlandi alla Direzione Regionale della Sanità e Welfare, dopo una diffida inviata alla Regione dall’Avvocato dello stesso Orlandi, rappresenta un vero “schiaffo” alla richiesta di giustizia degli umbri! Dopo un’inchiesta del genere, che ha aperto il “vaso di Pandora” su un sistema di potere di sinistra collaudato che ha gestito la sanità umbra come fosse “cosa loro”, in barba a qualsiasi principio di indipendenza e meritocrazia, com’è possibile rimettere al proprio posto Walter Orlandi? Non un Medico qualsiasi, ma una persona indagata in un’inchiesta che ha provocato un vero e proprio “terremoto” politico  in Umbria e ha “decapitato” vertici e figure di spicco del PD regionale. Tutto questo sembra non sfiorare Orlandi, che si permette persino “il lusso” di diffidare la Regione e far sospendere la rotazione dei Dirigenti per riprendersi la Direzione Regionale della Sanità!!! Direttore Orlandi, inutile girarci intorno: sappiamo benissimo che in 15 anni Lei è stato prima all’Azienda Asl 2 del perugino, poi alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e, infine, alla Direzione Regionale della Sanità… In pratica, negli anni Orlandi ha rivestito tutti i ruoli apicali nella sanità umbra, caso più unico che raro… Direttore Orlandi, Lei non sapeva nulla di quello che succedeva nel mondo della sanità in Umbria? Con quale ardore pretende, e ottiene dai suoi “compagni”, il ritorno alla Direzione Regionale della Sanità? Caso curioso la Presidente Marini, un attimo prima di presentare le dimissioni, pensò bene di attuare la rotazione dei Dirigenti e portare Orlandi alla Direzione della «Programmazione Affari Internazionali ed Europei»… A proposito, il PD regionale e il nuovo Commissario Verini non hanno nulla da dire in merito? Questa è la pulizia e il nuovo corso annunciato dalla maggioranza e da tutto il partito? A che punto sono i controlli e la vigilanza su tutto il sistema sanitario? Il sistema sanitario denunciato era vigente solo a Perugia…? L’unico che ha avuto il coraggio di alzare la voce contro il ritorno di Orlandi alla sanità è stato il Consigliere Regionale Sergio De Vincenzi, che ha denunciato «un governo regionale depotenziato e decapitato che non ha nemmeno il potere decisionale sulla rotazione dei propri Direttori» e ha chiesto «se e quando la Marini lascerà effettivamente la Presidenza». Un plauso al Consigliere De Vincenzi, ma dove sono gli altri esponenti dell’Opposizione? Nessuno ha niente da dire in merito a questa vicenda? Possibile che solo De Vincenzi si sia accorto di questa “farsa”? Ci auguriamo, oggi più che mai, che l’intera opposizione si compatti, metta da parte ogni calcolo politico ed elettorale e faccia muro contro questa maggioranza ormai alla deriva, che “tiene in ostaggio” la Regione, paralizzandone i lavori, e che sta cercando disperatamente di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla… Stavolta, però, sarà difficile, molto difficile, convincere gli umbri di questo ennesimo “Gattopardo”: il cambiamento in Umbria è già iniziato e non saranno i “parrucconi” al potere a fermarlo!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia


martedì 12 marzo 2019

Arma dei Carabinieri, una situazione di emergenza!



Abbiamo più volte parlato della difficile situazione che stanno vivendo i nostri poliziotti e la Polizia Penitenziaria, ma anche l’Arma dei Carabinieri, purtroppo, non se la passa tanto meglio, in Umbria e in tutta Italia: insomma, se Atene piange, Sparta non ride! I nostri Carabinieri, da tempo, si trovano a dover fronteggiare una carenza d’organico ormai cronica, i cui effetti si fanno sentire pesantemente sulla sicurezza, con la difficoltà sempre maggiore di garantire un controllo completo ed efficace del territorio: basti pensare che nella sola città di Perugia, quando va bene, ci sono soltanto due volanti per turno della Polizia e due dei Carabinieri, mentre ne servirebbero almeno 3 per turno… Quel che è peggio, però, è che i Carabinieri, oltre ad essere pochi, sono anche anziani! L’età media, infatti, si attesta intorno ai 47 anni. Non a caso, della necessità di assumere e ringiovanire il personale dei Carabinieri ha parlato a lungo il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri durante un’audizione alla Camera in Commissione Difesa, lo scorso anno: chi pensa ai nostri Carabinieri? Questi campanelli d’allarme verranno ascoltati o cadranno ancora una volta nel vuoto? Ci auguriamo che questo Governo del cambiamento possa invertire la rotta rispetto a chi li ha preceduti e non si dimentichi della Benemerita e dei suoi militari… Intanto i Carabinieri si trovano costretti a convivere con questa emergenza organica e debbono correre ai ripari per garantire comunque la sicurezza degli italiani: e così i militari in servizio sono chiamati agli straordinari e a carichi di lavoro stressanti, che di certo non li aiuta nei loro compiti! Quanto può durare ancora una situazione del genere? Come può l’Arma operare in queste condizioni? Dov’è lo Stato nei confronti di questi suoi fedeli servitori…? I problemi per la Benemerita, purtroppo, non finiscono qui: oltre agli sforzi immani che i militari debbono sostenere, la carenza d’organico sta portando i vertici  a rimodulare gli orari delle Stazioni dei Carabinieri, da sempre il fiore all’occhiello di tutta l’Arma, punto di riferimento storico per tutti i cittadini, specie dei piccoli centri. Una rimodulazione degli orari che non può non tener conto di aspetti come l’apertura al pubblico, il controllo del territorio ma anche, purtroppo, la mancanza di personale: con un organico ridotto all’osso, come possono sopravvivere le Stazioni? Ma se chiudono le Stazioni, inevitabilmente viene a mancare la presenza dello Stato in certi territori e crescono i problemi legati alla sicurezza: insomma, siamo arrivati al “cane che si morde la coda”!!! Purtroppo non bastano una manciata di assunzioni in tutta Italia per risolvere un problema ormai radicato, frutto di errori e sottovalutazioni di un’intera classe politica che, da almeno un decenni, ha dimenticato le sue Forze dell’Ordine: basti pensare al blocco del turn over che ha paralizzato e invecchiato le Forze di Polizia… Qualcosa, però, bisogna pur fare, il Governo deve avere il coraggio di trovare le risorse per assumere nuovi Poliziotti e Carabinieri: nell’Arma, oggi, la sola Organizzazione Territoriale patisce un deficit organico di circa 5797 unità, e gli assetti dedicati al controllo del territorio e posti alle dipendenze dei Comandi Provinciali che mancano di circa 6337 unità complessive, su tutto il territorio nazionale! Numeri che fanno rabbrividire ma che descrivono alla perfezione lo stato d’emergenza dell’Arma. Per garantire un efficace controllo del territorio, l’Arma oggi sembra indirizzata a promuovere «il graduale riassorbimento dei sovra organici dei Servizi Amministrativi, Reparti Comando e Uffici di Stato Maggiore»: in pratica, si ricorrerà agli Uffici per mandare i Carabinieri a pattugliare il territorio. Attenzione, però, ad impoverire gli uffici: ricordiamo che gli uffici delle Forze di Polizia svolgono delle funzioni fondamentali per la sicurezza e portano avanti le indagini che permettono di incastrare e portare in carcere i delinquenti. Il rischio, quindi, è quello di mandare poliziotti e Carabinieri a pattugliare le strade ma di lasciare pochi uomini a condurre le indagini… E uno Stato che si rispetti non può garantire il controllo del su territorio a discapito dei suoi Uffici: ci vogliono semmai nuovi e giovani Poliziotti e Carabinieri!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 4 marzo 2019

Luisa Spagnoli sempre tirata per la giacchetta!

Povera bisnonna Luisa! Ogni qualvolta si parla del futuro della Perugina tutti, nessuno escluso, la citano per portarla dalla propria parte e giustificare certe posizioni o dichiarazioni: già in passato abbiamo visto il nome della bisnonna citato a sproposito o contro di me da gente come Vincenzo Sgalla, Segretario regionale CGIL, Giacomo Leonelli, consigliere regionale PD, e Giuliano Giubilei, “novello” politico candidato a sindaco della città per il centrosinistra… Ora a scomodare la nonna Luisa, della cui esistenza e genialità tutti si sono ricordati solo DOPO la fiction, è stata addirittura la Nestlè che è arrivata persino a dire che «Luisa Spagnoli sarebbe fiera di un auspicabile dinamismo di marca», proprio quel dinamismo che, guarda caso, la multinazionale sta pensando per la Perugina.
Queste affermazioni si inseriscono in una lettera pubblica dove la Nestlè, in risposta ad un’interrogazione dell’On. Tiziana Ciprini, conferma l’arrivo a San Sisto dei Kit-Kat ma parla anche di «prevista dismissione di volumi marginali», ossia altri prodotti del marchio, definiti come «vecchia guardia sempre meno interessante per i gusti». Quindi, in base a questa lettera, la mia bisnonna dovrebbe essere fiera di vedere la sua Perugina spogliata di prodotti che ne hanno fatto la storia e l’identità? Dovrebbe essere fiera di prodotti che vengono cancellati e definiti marginali?
Mi dispiace, cara Nestlè, ma non credo affatto che la mia bisnonna sarebbe fiera della Perugina di oggi: la sua Perugina era un’altra cosa, era un mondo dolciario che non aveva soltanto i Baci o le Tavolette ma mille altri prodotti… Non credo che Luisa sarebbe fiera di vedere le sue caramelle “Rossana” prodotte in Piemonte, lontane da Perugia e dalla Perugina né, credo, apprezzerebbe che si parlasse di “volumi marginali” da dismettere, prodotti che probabilmente faranno la triste fine delle mitiche “Cinzia”, ancora oggi rimpiante dagli appassionati! Cara Nestlè, voi dite che la “vecchia guardia” è sempre meno interessante per i gusti dei consumatori, ma è davvero così?
Allora perché tirare in ballo la bisnonna Luisa, capostipite della “vecchia guardia”….? Tornando alle caramelle Rossana: nel 2016 erano state ritenute un prodotto “residuale”, quasi superato dopo 90 anni di storia gloriosa e per questo furono esternalizzate, nel silenzio sciagurato dei sindacati: la storia, però, vi ha dato torto, visto che le “Rossana” sono rinate grazie all’azienda FIDA e sono apprezzate e ricercate dai consumatori: semplicemente, bastava investirci, pubblicizzarle, sfruttare il loro potenziale…
Perché, oggi, ripetere lo stesso errore con i prodotti da voi definiti “vecchia guardia”? Perché, invece di definirli marginali, non si prova a incrementarne i volumi, a renderli più accessibili sul mercato, a pubblicizzarli e ad investirci sopra? La “vecchia guardia” non sono prodotti qualunque, ma peculiari della Perugina e della sua Peruginità!
Ben vengano i Kit-Kat, i Tartufi e altre produzioni, per carità, ma perché le nuove debbono per forza escludere quelle storiche? Condividiamo la riflessione amara del Dottor Francesco Falcinelli, ex Dirigente Perugina, quando afferma che «distruggendo i prodotti Perugina si distrugge il futuro di San Sisto, eliminando ogni aggancio alla Peruginità di questo stabilimento»: eliminando la “vecchia guardia”, cosa rimane di caratteristico in Perugina?
A questo punto, chiudo il mio intervento rivolgendomi ancora ai sindacati, in primis alla FLAI: possibile che non abbiate nulla da dire a riguardo? Possibile che non si intervenga per fermare queste dismissioni, che ci si accontenti dei soli Kit-Kat? Perché non ricordate all’azienda che i volumi produttivi, prima del 2015, non erano mai scesi sotto le 25.000 Tonnellate a San Sisto, mentre nel 2018 si sono attestate sulle 21.000 Tonnellate? Il tutto nonostante un Piano Industriale da 60 milioni d’investimenti in tre anni e mille altri annunci! Sindacati, se non ponete neppure queste domande in difesa degli operai e del lavoro, qual è la vostra ragione d’esistere? Qual è la vostra missione…?

mercoledì 20 febbraio 2019

Perugina, qual è la situazione?



In questi giorni la macchina della propaganda in Perugina è ritornata molto attiva: l’ultimo roboante annuncio è l’arrivo di nuovi volumi produttivi, con l’entrata dei Kit-Kat e l’incremento della produzione del “Tartufo”. Grande “entusiasmo” per annunciati «aumenti dei volumi in vista» e numeri importanti per l’azienda: stesso “film”, da qualche anno a questa parte… Ci auguriamo sia la volta buona! Tuttavia, l’annuncio dei Kit-Kat e del “Tartufo”  è stato accompagnato da un altro annuncio, molto meno roboante e poco felice: si parla, infatti di dire addio ad alcuni “cioccolatini marginali” del marchio, un modo “carino” per definire alcuni prodotti Perugina che, si dice, saranno sostituiti! Lo scorso novembre, in un nostro articolo, avevamo già rimarcato l’assenza dei “Tre Re”, “Dimmi di Sì” e Gianduiotti dal “Grande Assortimento Perugina”, la scatola da sempre “bandiera”del marchio: sono forse questi i famosi “cioccolatini marginali” destinati alla dismissione o al cosiddetto “avvicendamento di produzioni”, come definito su “La Nazione” di martedì …? Stiamo parlando di cioccolatini che hanno fatto la storia della Perugina e la sua identità!!! Anche le “Rossana” erano state ritenute marginali e portate via da Perugia senza troppe proteste o clamore: ora vivono una seconda giovinezza grazie alla piemontese FIDA, che ha creduto nelle “Rossana”, ci ha investito, le ha pubblicizzate e ne sta sfruttando al massimo le potenzialità, tanto  che a marzo arriverà sul mercato pure “La Crème di Rossana”, una crema spalmabile al gusto delle amatissime caramelle create dalla mia bisnonna Luisa nel 1926… Adesso si parla dei Kit-Kat che, secondo le più rosee previsioni, dovrebbero portare 2000 Tonnellate di volumi in più (comprese le 500 Tonnellate del “Tartufo”) e circa 2 milioni di investimenti complessivi. Ben venga una nuova produzione, per carità, ma parliamo di un prodotto che poco ha a che vedere con la tradizione del marchio Perugina: per quanto tempo i Kit Kat verrebbero prodotti a San Sisto? Può reggere, il solo Kit Kat, i volumi produttivi dell’azienda? E poi, come si può parlare di 2 milioni per il rilancio della Perugina, quando non sono bastati 60 milioni in tre anni? A proposito, qualcuno del sindacato ha chiesto all’azienda come sono stati investiti? Che cosa hanno portato? Come è possibile che, nonostante i 60 milioni sbandierati e le mille promesse, la produzione nel 2018 si è fermata a sole 21.000 Tonnellate? Ricordiamo che, fino al 2015, la produzione a San Sisto non era mai scesa sotto le 25.000 Tonnellate… Il “Codino” della FLAI-CGIL (da non confondere con il grande “Divin Codino” Roberto Baggio) dice che «alcuni part-time potrebbero migliorare il loro contratto»: ma davvero con i Kit-Kat cambieranno le cose? I sindacati non hanno nulla da dire sui “cioccolatini marginali”? La FLAI ne sa qualcosa a proposito del futuro dei “Tre Re”, “Dimmi di Sì” e Gianduiotti (vedi nostro articolo dello scorso novembre)? O, come al solito, fingono di “cadere dal pero”? Infine, due parole sull’apertura della candidatura a sindaco di Giuliano Giubilei fatta al CRAL Perugina: con quale coraggio Giubilei ha scelto proprio il CRAL? Ai tempi della vertenza Perugina non fu detta una sola parola né dal Giubilei giornalista né dal Giubilei cittadino perugino! Solo ora lui e i suoi “compagni” si affacciano e “guardano al mondo del lavoro? Tra i tanti “vecchi volti” della sinistra, riuniti per “l’occasione”, erano presenti Vincenzo Sgalla e Simona Marchesi, Segretario regionale CGIL e delegata della FLAI-CGIL in Perugina: già, proprio quel sindacato che nel 2016 firmò e celebrò l’accordo con Nestlè, permettendo così alla multinazionale di dismettere interi reparti e far “uscire” dalla fabbrica centinaia di lavoratori, tra cui moltissime donne…. Quanta ipocrisia!!! Questo è il nuovo che avanza, Dottor Giubilei…? A proposito, una parola sulla Perugina nemmeno in questa occasione l’ha spesa? Forse è a corto di informazioni…?

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 12 febbraio 2019

Polizia, non dimentichiamo gli Uffici delle Questure!



Nei giorni scorsi abbiamo letto con estremo interesse l’ennesimo “grido di allarme” lanciato dai nostri poliziotti in Umbria: il Segretario Nazionale del sindacato di Polizia COISP Stefano Spagnoli ha infatti denunciato «un organico spaventosamente sotto il livello previsto: mancano una sessantina di agenti che potrebbero garantire 20 pattuglie» e ha parlato di «personale carente, con un’età media di 49 anni». Parole forti e chiare, quelle del Segretario COISP, che riassumono bene la difficile situazione della Polizia e il senso di abbandono da parte dello Stato che i nostri poliziotti servono fedelmente ogni giorno. Condividiamo in pieno queste parole e le facciamo nostre senza aggiungere altro, se non la nostra vicinanza e solidarietà a questi eroi di ogni giorno! Oltre al problema dei pattugliamenti c’è un altro grave problema nella Polizia, di cui purtroppo si parla poco o niente: la mancanza di personale negli Uffici interni della Questura, che ormai sono ridotti all’osso!!! Basti pensare che nella sola Questura di Perugia i poliziotti oggi impiegati nella Squadra Mobile sono 36, quando fino a poco tempo fa erano 56; la DIGOS è passata da 25 a circa 19 poliziotti; nella Sezione Reati contro la Persona si contano soltanto 5 Poliziotti, chiamati ad occuparsi di casi molto delicati e reati molto gravi come l’omicidio, lo sfruttamento della prostituzione, la pedofilia, eccetera; l’Ufficio Espulsioni vede operativi soltanto 5 funzionari chiamati a gestire anche le pratiche provenienti dalla altre Forze dell’Ordine in tutta Provincia! Ricordiamo infatti che quando un clandestino viene sorpreso a delinquere e arrestato, deve passare dalla Questura per l’identificazione, anche quando viene fermato dai Carabinieri… E che dire della Divisione Anticrimine? Oggi nella Questura di Perugia l’Ufficio è semivuoto per carenza di organico, ma parliamo di un’unità importantissima, chiamata a gestire tutte le misure alternative al carcere, oggi sempre più utilizzate (obbligo di firma, divieto di avvicinamento, sorveglianze speciali, eccetera), oltre a coordinare l’attività di DIGOS e Squadre Mobili! Come può la Polizia lavorare senza personale? Già nelle scorse settimane il sindacato SIULP di Perugia aveva cercato di sollevare l’attenzione proprio sulla precaria situazione degli Uffici, ma di questo problema non se ne parla e nessuno interviene!!! Tutti, quando si parla dei problemi della Polizia, pensano alle volanti logore, ai pochi pattugliamenti e ai pochi poliziotti per strada che non riescono a garantire il controllo pieno del territorio… Giustissimo parlarne, per carità, ma non possiamo dimenticarci degli Uffici interni, perché senza Personale negli Uffici la Polizia non può nemmeno portare avanti le indagini per catturare i balordi o sbrigare le pratiche per espellere i clandestini che delinquono!  Proprio gli Uffici Espulsioni, alla luce delle politiche che il nuovo Governo Lega-Movimento 5 Stelle sta portando avanti, dovrebbero essere i primi ad essere potenziati: l’Ufficio Espulsioni di Perugia, ad esempio, dovrebbe passare dagli attuali 5 poliziotti ad almeno 10, per essere pienamente ottimale… Bene quindi, potenziare le volanti per strada, attualmente a Perugia sono operative  solo 2 volanti per turno della Polizia e 2 dei Carabinieri quando ne servirebbero almeno 3 per turno a testa, tuttavia questo non deve avvenire a discapito degli Uffici o gravando gli Uffici investigativi di altri compiti: gli Uffici per le indagini debbono poter fare solo le indagini!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 5 febbraio 2019

Carceri, chi si ricorda della Polizia Penitenziaria?



Purtroppo ci troviamo costretti, per l’ennesima volta, a denunciare l’abbandono della Polizia Penitenziaria da parte dello Stato! I nostri poliziotti quasi ogni giorno sono costretti a subire vili attacchi e aggressioni da parte di detenuti (l’ultima a Perugia risale a sabato 26 gennaio), senza che nessuno intervenga! Per quanto tempo ancora la Polizia Penitenziaria dovrà sopportare questi soprusi? La situazione a livello nazionale, oggi, è di piena emergenza!!! Ma quando si parla di problema carceri, tutti pensano ai detenuti, parlano delle loro “condizioni disumane”  e i soliti buonisti si “stracciano le vesti” per invocare misure alternative, pene più morbide, reati da depenalizzare e “colpi di spugna” vari! Ma delle esigenze della Polizia Penitenziaria e dei suoi problemi chi ne parla? Chi si ricorda degli oltre 40 suicidi negli ultimi tre anni tra i poliziotti? Dal 2000 ad oggi sono stati oltre 100 unità di Polizia Penitenziaria che si sono tolti la vita, ma questa tragedia passa sempre sotto silenzio!!! Che cosa fa lo Stato per tutelare i suoi stessi servitori? È mai stata strutturata una direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e psicologi per tutelare i dipendenti? La Polizia Penitenziaria, da tempo, si trova costretta ad affrontare, da sola, carceri in perenne sovraffollamento con un organico ridotto all’osso! In pratica è come se uno Stato mandasse il suo esercito a condurre una guerra a mani nude… Secondo il sindacato SAPPE i poliziotti penitenziari in Umbria ad oggi sono, sulla carta, circa 850, 200 in meno rispetto al 2017, quando già l’organico della Polizia Penitenziaria soffriva una carenza di circa 100 unità solo nella Regione… “Merito”, si fa per dire, del precedente Governo di sinistra e della “Riforma Madia”, che ha deciso un taglio verticale di dipendenti negli uffici pubblici… Come si può lavorare in queste condizioni? Come possono i nostri poliziotti garantire l’ordine nelle carceri con innegabili riflessi anche esterni, se lo Stato stesso non fornisce loro i rinforzi e gli strumenti necessari? Come si può in questo modo tutelare la sicurezza degli agenti, ma anche degli stessi detenuti? Ricordiamo, infatti, che la Polizia Penitenziaria ogni giorno, silenziosamente, interviene per sventare tentativi di suicidio o risse e salvaguardare la vita e la tutela della salute di tutti i detenuti! Oltre a questo, i nostri poliziotti sono chiamati a svolgere altri, delicatissimi ed importanti compiti come l’attività di Polizia Giudiziaria, il movimento dei soggetti detenuti (scorte e piantonamenti negli ospedali) e persino la gestione della Banca Dati nazionale del DNA di tutti i soggetti che transitano negli istituti penitenziari nazionali, attività fondamentale per tutte le altre forze di Polizia dove attingono informazioni per attività investigative e monitorare soggetti ritenuti pericolosi. Non da meno, la Polizia Penitenziaria è inserita nella DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e nel  CASA (Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo) con il suo prezioso contributo in ordine al monitoraggio del radicalismo islamico che, in più occasioni, ha ed ha avuto  origine proprio all’interno degli istituti penitenziari o comunque collegati all’ambiente stesso. Infine la Polizia Penitenziaria si trova oggi a gestire una popolazione carceraria molto complessa, formata da detenuti provenienti da etnie e culture diverse, spesso in contrasto tra loro: solo nelle carceri di Perugia e Orvieto i detenuti stranieri sono quasi la metà di tutti i reclusi! Tutto questo senza ricevere fondi sufficienti per la formazione e l’addestramento degli operatori di Polizia…  E ancora sentiamo parlare unicamente di tutela dei carcerati…? Ultima notizia di questi giorni risulta essere quella che proprio i detenuti avranno la possibilità di interagire con le proprie famiglie tramite Skype… Ci auguriamo che questo Governo di Lega e Movimento 5 Stelle possa cambiare le cose anche nella tutela della Polizia Penitenziaria e dia una svolta ascoltando le richieste dei suoi funzionari, da troppo tempo dimenticati!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia