Movimento per Perugia

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lunedì 20 luglio 2020

Pediatria, una storia vecchia…



Il futuro della Pediatria all’Ospedale di Perugia da alcuni giorni è diventato il tema predominante del dibattito politico e mediatico umbro. La carenza cronica di personale sanitario, purtroppo, sta emergendo in tutta la sua forza adesso, ma il problema è molto più vecchio, ha delle cause ben più profonde. In questi giorni il PD, con in testa i “soliti” Bori e Bistocchi, si sta distinguendo nel cavalcare l’onda mediatica e la polemica… Ma con quale faccia il PD ha il coraggio di parlare ancora di sanità umbra e attaccare la giunta e l’Assessore Coletto, in carica da meno di un anno? Davvero vogliono farci credere che i problemi di Pediatria sono nati soltanto adesso, dopo le ben note vicende di “Sanitopoli”? Vicende nelle quali il reparto di pediatria è stato in più occasioni coinvolto: ricordiamo le famose intercettazioni in cui emergeva la volontà di dare una metaforica «bastonata tra i denti» alla Professoressa Susanna Esposito, che non si era piegata a ricatti e soprusi! In quelle occasioni non abbiamo sentito una sola protesta da parte di Bori e dei suoi compagni… Possiamo comprendere benissimo e far nostre le preoccupazioni di quelle associazioni che  pretendono spiegazioni e garanzie sul futuro del reparto, ma da Bori, dal PD e dalla sinistra non accettiamo francamente nessuna lezione su come far ripartire la sanità che loro stessi hanno gestito fino a ieri, facendo danni a livello di gestione e di immagine!!! Come dicevamo, i problemi in Pediatria, purtroppo, sono molto profondi e toccano innanzitutto la governance del reparto: dall’agosto 2013 al 2015 il reparto era in buone mani, affidato al Professor Alberto Verrotti, che rivestiva la carica di Direttore della Struttura Complessa della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera, come Professore Associato. Nel 2015 il Professor Verrotti tornò in Abruzzo dove divenne Professore Ordinario e da quel momento sono iniziati  i problemi per la Pediatria di Perugia che si è trovata scoperta, con un solo ricercatore universitario a disposizione. La Direzione della clinica venne allora provvisoriamente affidata al Dott. Maurizio Stefanelli in qualità di facente funzioni, in attesa di un Professore indicato dall’Università, visto che la clinica pediatrica in convenzione  è a direzione  universitaria. Dopo vari approcci in Italia con diversi Professori Associati di Pediatria (di cui uno in servizio all’Ospedale Bambin Gesù che vinse il concorso bandito da Professore Associato ma non prese servizio) l’Università di Perugia bandì un posto da Professore Ordinario e la scelta dell’Università, tramite concorso, cadde sulla professoressa Susanna Esposito, all’epoca in servizio a Milano come Professore Associato. Il resto è storia nota e il triste epilogo della Professoressa costretta ad andarsene a Parma ancora oggi grida vendetta, ma su questo il silenzio del PD fa molto, molto rumore… Alla Esposito, al termine della sospensione, non fu restituita la guida della Pediatria e la Professoressa preferì trasferirsi a Parma, avendo avuto la opportunità di vincere il concorso da Professore Ordinario là bandito. Oggi il reparto è guidato dal Prof. Giuseppe Di Cara, l’unico ricercatore di cui  sopra, nel frattempo diventato Professore Associato. La giunta e l’Assessore Coletto, insieme al nuovo commissario Marcello Giannico, si trovano quindi a fronteggiare una situazione molto delicata, figlia di problemi ben più intricati e profondi, come abbiamo descritto sopra. Si dice purtroppo che molti pediatri, oggi, hanno riserve nell’accettare di trasferirsi a Perugia proprio per la mancanza di una governance stabile e per le note vicende giudiziarie e di cronaca che hanno travolto l’Azienda Ospedaliera lo scorso anno. Siamo preoccupati anche per la Scuola di specializzazione di Pediatria: quale sarà il suo futuro…? Per fronteggiare l’emergenza e garantire il servizio nel reparto si sta adottando una soluzione “tampone” fino a fine anno, con medici “esterni”, in attesa del concorso per 5 posti a tempo indeterminato, le cui procedure dovrebbero concludersi entro l’anno.  L’Assessore Coletto e il Direttore Regionale Dario dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter lavorare serenamente e prendere in autonomia tutte le decisioni sulla sanità e la coalizione di centro-destra dovrebbe far quadrato intorno a loro, a partire dalla Presidente Tesei...  Coletto e Dario rappresentano le uniche speranze di vero cambiamento nella sanità, cambiamento necessario per attirare le migliori figure professionali per l’azienda Sanitaria di Perugia e gli altri ospedali dell’Umbria, se necessario anche da fuori Regione. Le migliori menti della sanità umbra, a poco a poco, stanno andando via, tra trasferimenti e pensionamenti: se non verranno adeguatamente rimpiazzate la nostra sanità, e insieme ad essa la nostra Università, rischiano una crisi senza precedenti!
Carla Spagnoli Presidente Movimento per Perugia

martedì 17 settembre 2019

Regionali in Umbria, l’inciucio giallo-rosso è consumato!!!



Dopo l’indigeribile governo nazionale in salsa giallo-rossa, il duo PD-Movimento 5 Stelle si appresta a compiere un vero “capolavoro” di trasformismo, l’inciucio più indecente che la mia memoria ricordi: l’alleanza in Umbria!!! Avete capito bene, cari umbri: Luigi Di Maio ha infatti annunciato, con il linguaggio contorto e biforcuto che ormai contraddistingue i 5 Stelle, l’apertura ad un “patto civico” (leggasi alleanza) con le forze che credono nel bene comune (sic!), con evidente riferimento ai “compagni” di governo di PD e LeU. Associare il PD al bene comune in Umbria già fa ridere così, dopo 50 anni di potere assoluto in cui la Sinistra ha spadroneggiato in Umbria come fosse “roba sua”… Ma Di Maio va oltre e, senza vergogna né spirito grillino delle origini, pone come condizioni un passo indietro da parte di tutti e la rinuncia ai propri candidati presidente (povero Andrea Fora…) e ai vecchi consiglieri regionali, il tutto in favore di un progetto e un candidato Presidente “civico”. Quanta ipocrisia in una sola dichiarazione!!! È questa la rivoluzione sognata dal Movimento 5 Stelle, una foglia di Fico (ogni riferimento a politici è puramente casuale)? Ma cosa crede Luigi Di Maio, che gli umbri abbiano l’anello al naso e siano disposti ad ingoiare qualsiasi rospo, dopo l’inchiesta sulla sanità che ha causato la caduta anticipata della giunta regionale? Ma Di Maio conosce gli umbri…? Almeno avesse il coraggio, se è un vero leader, di dire le cose come stanno, di volere l’alleanza con il PD e la sinistra, senza troppi fronzoli e senza fare gli “amanti segreti”! Celebrassero pure questo matrimonio, alla luce del sole, mettendoci la faccia di fronte agli elettori… Con quale coraggio i 5 Stelle guardano in Umbria al PD, ovvero al sistema di potere per antonomasia, da loro duramente attaccato e combattuto…? Ricordo benissimo l’opposizione intransigente fatta dai consiglieri regionali Liberati e Carbonari in questi 5 anni, le loro battaglie senza sconti su temi come l’ambiente, i rifiuti, il lavoro e i trasporti. Abbiamo elogiato il Consigliere Liberati e non dimentichiamo che è proprio grazie alle sue denunce che è nata l’inchiesta sulla sanità che ha decapitato i vertici PD, provocato le dimissioni della Presidente indagata Marini e portato la Regione alle elezioni anticipate… E ora, dopo tutto questo, PD e 5 Stelle corrono insieme…? Quindi era tutta una finta? Con che faccia i grillini parleranno di rivoluzione, cambiamento, buon governo e onestà in campagna elettorale?? Veramente pensate che basti sostituire i vecchi consiglieri con volti “nuovi” ma legati al PD e al sistema  per parlare di cambiamento? Veramente pensate che sia sufficiente mettere un po’ di vernice fresca sulla facciata per salvare un palazzo in degrado che crolla? Ma per piacere, non offendete la nostra intelligenza e soprattutto non prendeteci in giro!!!  Non c’è nulla di civico e di rivoluzionario nella vostra improponibile alleanza! Chiudo con un appello a tutte le forze di centrodestra e mi rivolgo in particolare ai candidati Presidente Claudio Ricci e Donatella Tesei: vi invito, da cittadina che ama la sua Umbria e spera in un vero cambiamento come voi, a non sottovalutare il pericolo di questo inciucio e ad agire di conseguenza facendo fronte comune contro questi avversari del rinnovamento! Cari Ricci e Tesei, mettete da parte ogni divisione e incomprensione, sedetevi su un tavolo comune con tutte le forze che vi sostengono, dialogate e alleatevi per marciare uniti verso la vittoria… Un centrodestra diviso è il miglior regalo che si possa fare oggi alla sinistra e al suo vecchio sistema! Queste regionali sono un’opportunità unica per realizzare un sogno di cambiamento che moltissimi umbri attendono da troppo tempo e sciuparla con assurde divisioni sarebbe un delitto, difficilmente perdonabile…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 20 maggio 2019

Università, un’alleanza “surreale”!



Quello che sta succedendo in Umbria nelle ultime settimane ha veramente un qualcosa di surreale, dove assurdo e paradosso la fanno da padroni… Tutti noi umbri abbiamo sotto gli occhi la “farsa” delle dimissioni della Marini, annunciate il 16 aprile, confermate in Aula il 7 maggio e “congelate”, per poi arrivare all’Assemblea Legislativa di sabato, con la Marini che con il suo voto decisivo ha in pratica salvato sé stessa rimangiandosi tutto quello che aveva detto pochi giorni prima. L’ultima tappa di questa “comica” risale al 19 maggio, con la Marini che ha di nuovo annunciato le sue dimissioni, non appena starà meglio… Ma se la Regione piange, di certo l’Università di Perugia non ride: giovedì 23, infatti, ci sarà il ballottaggio decisivo che decreterà il nuovo Rettore. A contendersi la vittoria sono il Prof. Franco Cotana e il Prof. Maurizio Oliviero. Bene, tutti noi conosciamo la collocazione politica del Prof. Oliviero, da sempre legato strettamente alla sinistra, alla Presidente dimissionaria Marini e a tutto il PD. Allora come si può spiegare l’accordo chiuso proprio in questi giorni (ma di cui si parlava da tempo…) tra Oliviero e il Prof. Fausto Elisei? Ricordiamo che il Prof. Elisei è da sempre legato a quell’area cattolica che guarda al movimento Comunione e Liberazione fondato dal grande Don Luigi Giussani, un movimento cattolico che è quanto di più lontano ci possa essere dalle idee e dalle visioni politiche del Professore Oliviero! Fausto Elisei ha rivendicato la sua scelta “autonoma” e ha parlato di pura «questione accademica» e ha detto che «la politica nulla c’entra nella corsa al Rettorato». Professor Elisei, le sue affermazioni, francamente, ci lasciano perplessi! Sappiamo benissimo che la politica c’entra eccome e lo dimostra in modo palese il candidato Oliviero che Lei sostiene: Maurizio Oliviero, infatti, non ha mai fatto mistero dei suoi stretti legami con la politica e la sinistra e nel 2013, quando si candidò per la prima volta a Rettore, ebbe l’appoggio forte ed esplicito della Presidente Marini e dell’allora sindaco Boccali, entrambi presenti allora alla presentazione del Programma alla Sala dei Notari. Peraltro, Professor Elisei, proprio Lei nel 2013 decise di sostenere il Professor Franco Moriconi contro Oliviero perché, riportiamo le parole dette da Lei, «il futuro non può prescindere dalla salvaguardia e dalla valorizzazione dell’autonomia». Davvero, Professor Elisei, Lei pensa che le cose adesso siano cambiate a tal punto che, con Oliviero, l’autonomia dell’Università non sarà più a rischio? Come pensate di spiegare la vostra alleanza “innaturale” (come l’ha giustamente definita il Professor Cotana) ai vostri elettori, così profondamente diversi? Francamente, in questa alleanza Oliviero-Elisei non vediamo una visione lungimirante per l’Università, né una governance in grado di rilanciare il futuro del nostro Ateneo: vediamo solo un’alleanza “innaturale”! Anzi, vediamo in questo accordo l’estremo tentativo di salvataggio di una sinistra ormai in disarmo che, in vista di prevedibili batoste alle prossime Amministrative e Regionali, vorrebbe appropriarsi dell’Università!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 9 maggio 2019

Regione Umbria, si fa ancora melina!



Quanto tempo ancora durerà questa pantomima sulle dimissioni della Marini? Per quanto ancora assisteremo a questa lenta agonia della nostra Regione? È passato quasi un mese da quando Catiuscia Marini il 16 aprile annunciava il suo passo indietro, ma da quel giorno, invece che trarne le dovute conseguenze, i “compagni” del PD e i loro alleati hanno dato vita ad un ignobile “prendere tempo”, evidentemente terrorizzati al solo pensiero di andare a casa e ripresentarsi davanti agli elettori!!! Martedì si è riunito il Consiglio Regionale, la Marini si è presentata in aula e ha confermato le sue dimissioni «per motivazioni politico istituzionali». Anziché prenderne atto e assumersi la responsabilità delle proprie posizioni, di qualunque natura, i Consiglieri del PD, insieme al socialista Rometti e a Solinas di MDP, hanno preferito “svignarsela” e rimandare il dibattito di ulteriori 10 giorni, “congelando” così le dimissioni! Il Capogruppo PD Gianfranco Chiacchieroni (nomen omen…) ha motivato questa decisione “pilatesca” dicendo che «serve una valutazione politica attenta»: ma cosa c’è da valutare ancora? Che cosa possono cambiare dieci giorni in più in una vicenda ormai stranota? Non è bastato un mese di tempo per farsi un’idea e approfondire? Peraltro il Consigliere Chiacchieroni ha dichiarato che l’inchiesta non riguarda il gruppo consiliare del PD: quindi la Presidente dimissionaria Marini e l’ex assessore Barberini, entrambi indagati, non sono consiglieri regionali? Quindi, Consigliere Chiacchieroni, lei non conosce neppure i componenti del suo stesso gruppo? Che figura barbina, Capogruppo!!! La Marini, nel suo discorso “strappalacrime” in Aula, ha ribadito che «l’Umbria non è una terra da liberare», ma la realtà purtroppo è un’altra! Presidente Marini, lei e il PD, con la vostra “melina” e con i vostri tentativi di prendere tempo, state “tenendo in ostaggio” il Consiglio Regionale paralizzandone l’azione amministrativa, una cosa gravissima e inaudita!!! Per quanto ancora dovremo assistere alle vostre beghe interne? Per quanto ancora dovremo assistere a questo spettacolo penoso? Quanto al Movimento Democratici e Progressisti (MDP), il 5 maggio il partito dichiarava in una nota: «crediamo che ormai non ci siano più le condizioni per andare avanti, data l’assenza di compattezza della maggioranza, nonché l’attuale assenza di un progetto di rilancio». Il 7 maggio Attilio Solinas, Consigliere regionale MDP, si schiera per “congelare” le dimissioni, rimandare la discussione e tergiversare…  Ci sarebbe da ridere, se non fosse che questo immobilismo istituzionale va avanti sulla pelle degli umbri! L’unico a salvarsi nella maggioranza è il Consigliere Giacomo Leonelli, che con coraggio e grande dignità sta portando avanti la linea dell’accettazione delle dimissioni e del voto anticipato, da solo e anzi osteggiato e attaccato dal suo stesso partito! Chapeau, Consigliere Leonelli. L’invito finale lo rivolgo ai Consiglieri di opposizione: ora è il momento di essere compatti ed essere più duri e inflessibili per dare una svolta e porre fine a questo “strazio” politico! Fate qualcosa, prendete decisioni eclatanti, coinvolgete i cittadini, fate appello alle piazze, occupate il Consiglio se necessario e chiedete elezioni subito!!! Non se ne può più, si liberi l’Umbria e si rivada al voto! La sinistra e il PD affrontino le urne il giudizio popolare, se ne hanno il coraggio…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 24 aprile 2019

Umbria, PD come il “Gattopardo”!



Fino a quando, oh Marini e “compagni” piddini, abuserete della nostra pazienza? Fino a quando pensate di prendervi gioco degli umbri e farvi beffe della loro indignazione? La notizia del ritorno di Walter Orlandi alla Direzione Regionale della Sanità e Welfare, dopo una diffida inviata alla Regione dall’Avvocato dello stesso Orlandi, rappresenta un vero “schiaffo” alla richiesta di giustizia degli umbri! Dopo un’inchiesta del genere, che ha aperto il “vaso di Pandora” su un sistema di potere di sinistra collaudato che ha gestito la sanità umbra come fosse “cosa loro”, in barba a qualsiasi principio di indipendenza e meritocrazia, com’è possibile rimettere al proprio posto Walter Orlandi? Non un Medico qualsiasi, ma una persona indagata in un’inchiesta che ha provocato un vero e proprio “terremoto” politico  in Umbria e ha “decapitato” vertici e figure di spicco del PD regionale. Tutto questo sembra non sfiorare Orlandi, che si permette persino “il lusso” di diffidare la Regione e far sospendere la rotazione dei Dirigenti per riprendersi la Direzione Regionale della Sanità!!! Direttore Orlandi, inutile girarci intorno: sappiamo benissimo che in 15 anni Lei è stato prima all’Azienda Asl 2 del perugino, poi alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e, infine, alla Direzione Regionale della Sanità… In pratica, negli anni Orlandi ha rivestito tutti i ruoli apicali nella sanità umbra, caso più unico che raro… Direttore Orlandi, Lei non sapeva nulla di quello che succedeva nel mondo della sanità in Umbria? Con quale ardore pretende, e ottiene dai suoi “compagni”, il ritorno alla Direzione Regionale della Sanità? Caso curioso la Presidente Marini, un attimo prima di presentare le dimissioni, pensò bene di attuare la rotazione dei Dirigenti e portare Orlandi alla Direzione della «Programmazione Affari Internazionali ed Europei»… A proposito, il PD regionale e il nuovo Commissario Verini non hanno nulla da dire in merito? Questa è la pulizia e il nuovo corso annunciato dalla maggioranza e da tutto il partito? A che punto sono i controlli e la vigilanza su tutto il sistema sanitario? Il sistema sanitario denunciato era vigente solo a Perugia…? L’unico che ha avuto il coraggio di alzare la voce contro il ritorno di Orlandi alla sanità è stato il Consigliere Regionale Sergio De Vincenzi, che ha denunciato «un governo regionale depotenziato e decapitato che non ha nemmeno il potere decisionale sulla rotazione dei propri Direttori» e ha chiesto «se e quando la Marini lascerà effettivamente la Presidenza». Un plauso al Consigliere De Vincenzi, ma dove sono gli altri esponenti dell’Opposizione? Nessuno ha niente da dire in merito a questa vicenda? Possibile che solo De Vincenzi si sia accorto di questa “farsa”? Ci auguriamo, oggi più che mai, che l’intera opposizione si compatti, metta da parte ogni calcolo politico ed elettorale e faccia muro contro questa maggioranza ormai alla deriva, che “tiene in ostaggio” la Regione, paralizzandone i lavori, e che sta cercando disperatamente di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla… Stavolta, però, sarà difficile, molto difficile, convincere gli umbri di questo ennesimo “Gattopardo”: il cambiamento in Umbria è già iniziato e non saranno i “parrucconi” al potere a fermarlo!!!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia


mercoledì 20 febbraio 2019

Perugina, qual è la situazione?



In questi giorni la macchina della propaganda in Perugina è ritornata molto attiva: l’ultimo roboante annuncio è l’arrivo di nuovi volumi produttivi, con l’entrata dei Kit-Kat e l’incremento della produzione del “Tartufo”. Grande “entusiasmo” per annunciati «aumenti dei volumi in vista» e numeri importanti per l’azienda: stesso “film”, da qualche anno a questa parte… Ci auguriamo sia la volta buona! Tuttavia, l’annuncio dei Kit-Kat e del “Tartufo”  è stato accompagnato da un altro annuncio, molto meno roboante e poco felice: si parla, infatti di dire addio ad alcuni “cioccolatini marginali” del marchio, un modo “carino” per definire alcuni prodotti Perugina che, si dice, saranno sostituiti! Lo scorso novembre, in un nostro articolo, avevamo già rimarcato l’assenza dei “Tre Re”, “Dimmi di Sì” e Gianduiotti dal “Grande Assortimento Perugina”, la scatola da sempre “bandiera”del marchio: sono forse questi i famosi “cioccolatini marginali” destinati alla dismissione o al cosiddetto “avvicendamento di produzioni”, come definito su “La Nazione” di martedì …? Stiamo parlando di cioccolatini che hanno fatto la storia della Perugina e la sua identità!!! Anche le “Rossana” erano state ritenute marginali e portate via da Perugia senza troppe proteste o clamore: ora vivono una seconda giovinezza grazie alla piemontese FIDA, che ha creduto nelle “Rossana”, ci ha investito, le ha pubblicizzate e ne sta sfruttando al massimo le potenzialità, tanto  che a marzo arriverà sul mercato pure “La Crème di Rossana”, una crema spalmabile al gusto delle amatissime caramelle create dalla mia bisnonna Luisa nel 1926… Adesso si parla dei Kit-Kat che, secondo le più rosee previsioni, dovrebbero portare 2000 Tonnellate di volumi in più (comprese le 500 Tonnellate del “Tartufo”) e circa 2 milioni di investimenti complessivi. Ben venga una nuova produzione, per carità, ma parliamo di un prodotto che poco ha a che vedere con la tradizione del marchio Perugina: per quanto tempo i Kit Kat verrebbero prodotti a San Sisto? Può reggere, il solo Kit Kat, i volumi produttivi dell’azienda? E poi, come si può parlare di 2 milioni per il rilancio della Perugina, quando non sono bastati 60 milioni in tre anni? A proposito, qualcuno del sindacato ha chiesto all’azienda come sono stati investiti? Che cosa hanno portato? Come è possibile che, nonostante i 60 milioni sbandierati e le mille promesse, la produzione nel 2018 si è fermata a sole 21.000 Tonnellate? Ricordiamo che, fino al 2015, la produzione a San Sisto non era mai scesa sotto le 25.000 Tonnellate… Il “Codino” della FLAI-CGIL (da non confondere con il grande “Divin Codino” Roberto Baggio) dice che «alcuni part-time potrebbero migliorare il loro contratto»: ma davvero con i Kit-Kat cambieranno le cose? I sindacati non hanno nulla da dire sui “cioccolatini marginali”? La FLAI ne sa qualcosa a proposito del futuro dei “Tre Re”, “Dimmi di Sì” e Gianduiotti (vedi nostro articolo dello scorso novembre)? O, come al solito, fingono di “cadere dal pero”? Infine, due parole sull’apertura della candidatura a sindaco di Giuliano Giubilei fatta al CRAL Perugina: con quale coraggio Giubilei ha scelto proprio il CRAL? Ai tempi della vertenza Perugina non fu detta una sola parola né dal Giubilei giornalista né dal Giubilei cittadino perugino! Solo ora lui e i suoi “compagni” si affacciano e “guardano al mondo del lavoro? Tra i tanti “vecchi volti” della sinistra, riuniti per “l’occasione”, erano presenti Vincenzo Sgalla e Simona Marchesi, Segretario regionale CGIL e delegata della FLAI-CGIL in Perugina: già, proprio quel sindacato che nel 2016 firmò e celebrò l’accordo con Nestlè, permettendo così alla multinazionale di dismettere interi reparti e far “uscire” dalla fabbrica centinaia di lavoratori, tra cui moltissime donne…. Quanta ipocrisia!!! Questo è il nuovo che avanza, Dottor Giubilei…? A proposito, una parola sulla Perugina nemmeno in questa occasione l’ha spesa? Forse è a corto di informazioni…?

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 1 novembre 2018

Risposta a Giuliano Giubilei e alla sua Cort…ina!



Prendo atto, non senza sorpresa, che il candidato sindaco del PD a Perugia Giuliano Giubilei abbia preso male alcuni miei commenti su Facebook e mi abbia risposto in maniera “piccata”, e che questo “botta e risposta” sia stato rilanciato persino su “La Nazione Umbria” del 31 ottobre. Mi trovo costretta a rispondere a queste affermazioni di Giubilei che trasudano un po’ di nervosismo (d’altronde la corsa a sindaco richiede un grosso dispendio di energie fisiche e mentali). Dottor Giubilei, le posso assicurare innanzitutto che i radical chic non hanno mai fatto parte del mio mondo né lo faranno mai, e chiunque mi conosca anche solo di nome credo possa confermarlo… Nell’associarmi ai «veri chic, più o meno radical ma con la puzza sotto il naso», Lei ha preso un grosso abbaglio Dottor Giubilei, e la mia storia credo ne sia la dimostrazione… Semmai Lei deve guardare dentro quel PD che lo rappresenta e in quel mondo di sinistra a Lei tanto caro: lì i radical chic hanno trovato l’ambiente ideale ed esercitano una discreta influenza da sempre!!! Leggere della «puzza sotto il naso», poi, mi fa sinceramente ridere: da qual pulpito viene la predica? Forse Lei, Dottor Giubilei, non lo sa, forse non ha letto i giornali locali (magari dove vive Lei non arrivano nelle edicole…) o non ha seguito in questi anni le vicende di Perugia, ma posso assicurargli che le mie battaglie sul territorio sono sempre state in difesa degli operai e dei perugini delle periferie o frazioni della città: quel mondo che la sinistra tanto cara a Lei ha da tempo dimenticato, impegnata com’è a fare altro, magari qualche foto sorridente insieme a manager di una grossa multinazionale, dimenticando i lavoratori…! Insomma una sinistra che ormai da tempo parla un linguaggio opposto a quello del mondo che dovrebbe rappresentare, una sinistra che guarda caso ora vede in Lei, Dottor Giubilei, il perfetto rappresentante per Perugia: chi è che ha la “puzza sotto il naso”? A proposito, Lei dov’era quando a Perugia si lottava per le sorti della Perugina? Non ricordo, a memoria, una sua presa di posizione o una sua parola per le maestranze o per i reparti che venivano smantellati… Che tristezza, poi, tirare in ballo la mia famiglia per attaccarmi o “farsi scudo” della madre operaia: Dottor Giubilei, ma cosa c’entra la famiglia? Quando mai io ho parlato dei suoi cari, come ha fatto Lei con me? Nei commenti che faccio e nelle mie azioni ho sempre messo la mia faccia in prima persona senza usare la mia famiglia né, tanto meno, la mia bisnonna! Dottor Giubilei, siamo entrambi, ahimè, avanti negli anni e siamo adulti abbastanza da prenderci le nostre responsabilità, senza bisogno di interpellare i nostri avi, come invece ha fatto lei e qualche suo “sponsor” politico… E poi provo un po’ di pena per la strumentalizzazione e l’uso che i “compagni” del PD fanno oggi della mia famiglia per attaccarmi, e non è la prima volta!!! Ora il PD radical chic prende la mia famiglia come esempio per tutto, ma ben ricordo i tempi non lontani in cui, per certa sinistra, gli Spagnoli erano i padroni da contrastare ad ogni costo, i nemici e il male assoluto!!! Infine, Dottor Giubilei, mi consenta di dissentire dall’espressione «amica Carla» da Lei utilizzata per riferirsi a me: non mi risultano francamente rapporti di amicizia tra di noi, semmai di lontana conoscenza, ma l’amicizia è un’altra cosa! Ricordo solo due episodi di “conoscenza” con Lei: il primo risale alla nostra giovinezza, quando io e Lei giovanissimi frequentavamo le stesse lezioni private, ma la Professoressa dovette separarci per le continue discussioni politiche tra di noi. L’altro episodio è di qualche anno fa, quando io e Lei ci siamo ritrovati una settimana a Cortina (!) insieme ad amici comuni. Non mi dilungherò oltre  e non tornerò sull’argomento: debbo solo riconoscere che i miei commenti per Lei hanno evidentemente un’importanza tale da meritare la sua risposta, a differenza di molti altri commenti… Onorata di così grande considerazione…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 30 maggio 2018

Sagre, perché no?



L’Umbria da sempre è, per la sua storia, i suoi splendidi borghi e le sue caratteristiche, una regione che vive dei suoi monumenti, del suo paesaggio ma anche dei suoi eventi (pochi), delle sue feste religiose e soprattutto di sagre. Tuttavia la burocrazia e le Istituzioni stanno lentamente ma inesorabilmente uccidendo queste tradizioni con continue restrizioni, imposizioni, “lacci e lacciuoli”! L’ultimo duro colpo a questi eventi è arrivato lo scorso anno da una circolare del Capo della Polizia che obbliga addirittura ad avere un «adeguato numero di steward professionali inseriti in apposite liste delle Prefetture», costi che ricadono interamente sugli organizzatori!!! Questa circolare mette dei paletti francamente insostenibili per tutti quei cittadini e Pro loco che VOLONTARIAMENTE e senza chiedere nulla in cambio offrono il proprio tempo e il proprio servizio per sagre e feste che sono l’anima di un territorio, soprattutto in Umbria dove spesso rappresentano l’unico mezzo per tenere unite intere comunità e dare vita a moltissimi paesi e piccoli comuni, oggi sempre più deserti!!! Questo è il modo di tutelare e valorizzare certe realtà, con la loro storia e le loro tradizioni millenarie? Certe misure vanno bene, ma solo per grandi eventi come concerti, cortei, eventi speciali e particolari, non certo per sagre paesane o feste patronali!! Purtroppo la circolare del Capo della Polizia non fa distinzioni e così in molte parti d’Italia numerosi eventi sono stati cancellati e anche in Umbria si rischia grosso, dal momento che i piccoli comuni, i cittadini dei vari borghi, le associazioni e le Pro loco territoriali non sono in grado di sostenere gli aspetti organizzativi e i costi non indifferenti per adeguarsi agli standard… Già una festa agricola millenaria come quella di Sant’Eurosia e San Faustino a Narni quest’anno non si farà per colpa di questi paletti, come denunciato dal Corriere dell’Umbria… Quante altre sagre e feste umbre rischiano di fare la stessa fine e di morire? Mi chiedo dove sono i parlamentari umbri e soprattutto dove fossero quei parlamentari del PD che fino a pochi mesi fa stavano nella maggioranza di Governo: che cosa hanno fatto per tutelare i territori e le loro sagre? Dov’erano mentre venivano imposti certi vincoli assurdi? Perché non hanno detto una parola e parlano solo oggi, a ridosso delle sagre previste? Eppure una volta per il vecchio Partito Comunista Italiano queste erano il “fiore all’occhiello” dei paesi e anche una fonte di sostentamento per i circoli… Il PD di oggi, erede del PCI, è sempre più lontano dalla gente, dai lavoratori, dai territori e strizza l’occhio a Confindustria, all’alta finanza, ai poteri forti, e per questo perde sempre più voti!

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

giovedì 8 marzo 2018

Elezioni, l’Umbria “boccia” la sinistra…



I recenti risultati elettorali rappresentano in Umbria l’ennesimo “schiaffo” ad un sistema di potere che per 70 anni ha fatto il bello e il cattivo tempo in tutta la regione. La vittoria schiacciante del centro-destra in tutti i collegi umbri ha dato un “avviso di sfratto” al PD e ai compagni e alla loro politica disastrosa e arrogante che ha portato l’Umbria tra i fanalini di coda per sviluppo, occupazione, collegamenti e tra i primi posti in termini di cittadini depressi! I “compagni” di sinistra ormai da tempo hanno perso il contatto con la realtà, con il territorio, con la gente, la sinistra un tempo sapeva ancora parlare con le classi popolari ma oggi ha completamente smarrito la sua missione originaria e il suo “spirito operaio” per diventare sempre più snob e “radical-chic”! L’ultima campagna elettorale ne è stata la prova più lampante: niente proposte o argomenti da affrontare, se non quello di evocare presunti “fantasmi del fascismo” con tanto di caccia al “fascista” o presunto tale… Hanno “urlato” inesistenti pericoli di “dittature razziste” e di squadrismi violenti quando gli unici violenti, a parole e nei fatti, sono stati sempre loro!!! Nel frattempo, tra una manifestazione antifascista e l’altra, c’erano, e ci sono ancora, quasi un migliaio di posti di lavoro a rischio in tutta l’Umbria, nella Perugina ci sono ancora 364 famiglie a rischio lavoro e con poche speranze per il futuro, diventate da un giorno all’altro soltanto dei “numeri in esubero” grazie anche a sindacalisti colpevoli di aver messo le loro firme (e la loro faccia) su accordi “capestro”. I lavoratori non sono stati la priorità in campagna elettorale e la sinistra ne ha fatte le spese! L’augurio è che il messaggio lanciato dai cittadini diventi ancora più forte alle prossime elezioni amministrative: c’è voglia di cambiamento, questa sinistra è arrivata al capolinea e non “incanta” più nessuno! Il risultato del centro-destra, trainato da una Lega dirompente, è andato oltre le più rosee aspettative: ora ci aspettiamo che i nuovi deputati Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Raffaele Nevi, Catia Polidori, Emanuele Prisco e i nuovi senatori Luca Briziarelli, Donatella Tesei, Franco Zaffini, Fiammetta Modena e soprattutto l’amico Simone Pillon, persona di grande valore eletto in Lombardia con la Lega, sul quale riponiamo grandi speranze, portino finalmente in Parlamento la nostra Regione e le sue gravi “precarietà”…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 11 ottobre 2017

Perugina, sindacati patetici!!!


Sulla Perugina i sindacati, dopo tutti i disastri commessi, hanno un nuovo leitmotiv: “All’incontro del 13 ottobre con Nestlè si dovrà parlare di lavoro e investimenti, non di esuberi, licenziamenti o ricollocazione”. Bello slogan, non c’è dubbio, frase degna di un politico in campagna elettorale o di un abile venditore di pentole… Peccato che sulla parola “ricollocazione” proprio loro avevano apposto le loro firme, a pagina  3 e 4 dell’Accordo firmato con Nestlè il 07 aprile 2016! Se Nestlè oggi può permettersi di portare avanti lo smantellamento della Perugina, riducendola a “fabbrichetta” periferica di cioccolato da circa 600 lavoratori, è proprio grazie a questi sindacalisti che oggi “urlano”, fanno manifestazioni e scioperi di facciata e fanno finta di battere i pugni sul tavolo, quando fino a ieri elogiavano il Piano Industriale Nestlè e tacciavano con arroganza chi sollevava dei dubbi! Non a caso, Nestlè continua a dire che rispetta il Piano Industriale e non ha mai parlato di “licenziamenti” ma appunto di «ricollocazioni in altre aziende del gruppo Nestlè in Italia o in altre aziende del territorio umbro», parla di “esodi volontari” e di “percorsi formativi”, tutte opzioni previste esplicitamente nell’Accordo del 07 aprile 2016!!! È vero che è prevista la volontà del lavoratore nella ricollocazione esterna, ma se già i Sindacati fin da subito prevedono questa possibilità di ricollocazione, che è chiaramente in contrasto con le promesse di rilancio, e ci mettono pure le loro firme, perché poi si lamentano se una multinazionale come Nestlè la mette in pratica??? È a dir poco patetico il loro “arrampicarsi sugli specchi” quando affermano che di ricollocazioni si parla solo nell’ultima pagina dell’Accordo e che questa opzione era solo l’ultima ipotesi… Che razza di giustificazione è questa? Un accordo deve essere preso nella sua interezza, l’ultima pagina è importante tanto quanto la prima! Troppo facile prendere ciò che più vi fa comodo, signori sindacalisti… Le ricollocazioni sono un’ipotesi prevista nell’Accordo e voi lo avete permesso con le vostre firme, punto e basta! Ancora una volta, signori sindacalisti, fate la figura “barbina” di quelli che non hanno capito l’Accordo firmato, un accordo che non prevedeva solo 60 milioni di investimenti ma anche, e soprattutto, le ricollocazioni, frutto degli esuberi… Ora è inutile “stracciarsi le vesti” e fare i “duri”, organizzando scioperi e manifestazioni di facciata o facendo finta di dettare voi gli argomenti dei prossimi incontri con Nestlè. Sulla manifestazione di sabato meglio stendere un velo pietoso: solamente un migliaio circa i partecipanti, nessuna proposta da parte dei sindacati, solo vuote parole, slogan e un gran “tripudio” di bandiere del PD e compagnia cantante di sinistra e bandiere rosse inneggianti a Che Guevara: chissà cosa penserebbe il Che di questi sindacalisti che sulla Perugina hanno scritto una delle pagine peggiori di storia del lavoro…. E meno male che i sindacati con l’evento volevano coinvolgere tutta la città: ma chi vi crede più!!! Avete chiuso la stalla quando i buoi sono scappati da un pezzo, e sotto i vostri occhi! Adesso aspettiamo “fiduciosi” (si fa per dire) l’incontro di venerdì tra Nestlè e sindacati, i cui incontri somigliano sempre più ad una partita di ping-pong o ad un dialogo tra sordi: che faranno i sindacati? Mostreranno le loro carte oppure, ancora una volta, la “butteranno in caciara” per far vedere che “lottano”…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 25 luglio 2017

Vicenda Orlandi, quando la sanità diventa “cosa loro”




L’attuale Direttore regionale della Sanità Walter Orlandi è indagato per abuso d’ufficio, in merito alla nomina a Direttore Sanitario della Dott.ssa Manuela Pioppo nel 2007, quando Orlandi era Direttore Generale del “Santa Maria della Misericordia” di Perugia. Non entriamo nel merito dell’indagine né vogliamo commentarla, perché il Direttore Orlandi è innocente fino a prova contraria. Tuttavia è innegabile che in questi anni Walter Orlandi sia stato il vero “dominus” della sanità umbra, l”assessore ombra” delle giunte Marini che ha fatto il bello e il cattivo tempo per quasi 15 anni, prima all’azienda ASL2 del perugino, sempre con la Dott.ssa Pioppo al suo fianco, poi all’ospedale di Perugia e ora in tutta la sanità regionale… Per molto tempo abbiamo attaccato, anche duramente, l’operato di Orlandi come Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e abbiamo smontato, dati alla mano, l’immagine retorica e “da cartolina” della sanità umbra, sbandierata come “eccellente” dalla Marini e dallo stesso Orlandi: certamente una sanità virtuosa per quanto riguarda i conti in ordine, ma disastrosa sotto l’aspetto dell’organizzazione, un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti e che si ripercuote inevitabilmente sull’operato dell’ottimo personale sanitario e soprattutto sui servizi ai pazienti. Non dimentichiamo tutte le volte che l’allora D.G Orlandi negava l’esistenza del problema barelle nei corridoi oppure minimizzava e annunciava “urbi et orbi” che il problema era stato superato! Molte sue decisioni o iniziative in questi anni sono state molto discutibili, una su tutte la riunione di interi reparti sotto un’unica guardia notturna per decine e decine di pazienti anche di aree diverse… Nonostante tutto, Orlandi ha sempre potuto contare sull’appoggio incondizionato di Catiuscia Marini, che per difenderlo ha addirittura messo in gioco più volte la tenuta della sua stessa maggioranza e il futuro della Legislatura regionale: ricordiamo ancora la vicenda delle dimissioni dell’assessore alla Sanità Luca Barberini, “bocciano” DOC, che riguardo Orlandi arrivò persino a dire di non aver bisogno di “cani da guardia”! Alla fine, dopo qualche mese, Barberini ritornò nei ranghi, si diceva che Orlandi sarebbe stato spostato ma alla fine è sempre rimasto al suo posto, al comando effettivo della sanità umbra… Questo fa capire quanto sia stretto il legame politico tra la Marini e Orlandi  e come il PD abbia “monopolizzato” con i suoi uomini la sanità umbra! Pur non commentando l’indagine, riteniamo comunque opportuno che Orlandi lasci il suo incarico da Direttore regionale della Sanità, come chiesto dai consiglieri della Lega Fiorini e Mancini. Un Direttore della Sanità non può continuare a svolgere le sue funzioni da indagato in un’indagine molto delicata, che lo vede accusato per una nomina in un settore, la sanità appunto, dove lui opera ancora in un ruolo apicale e strategico e dove potrebbero emergere altre sorprese… Ne va del buon nome della Regione Umbria! Orlandi ha tutto il diritto di dimostrare la sua innocenza, ma sarebbe opportuno che lo facesse da privato cittadino, non da dirigente…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

lunedì 3 aprile 2017

Umbria, la “dittatura LGBT” è in dirittura d’arrivo…


Martedì approda per l’ennesima volta in Consiglio Regionale la proposta di legge sulle «Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere»… Il classico “cavallo di Troia” per imporre anche in Umbria l’ideologia gender! La maggioranza ha deciso di tirare dritto e di presentare in aula una legge che non ha nemmeno la copertura finanziaria, perché i 50.000 euro stanziati nel 2015 erano utilizzabili fino al 31 dicembre 2016! Ma la Marini e i suoi compagni, pur di compiacere i loro amici delle associazioni LGBT, hanno fatto “carta straccia” del regolamento interno e bloccato di fatto ogni attività dell’Assemblea. Come se non ci fossero altre questioni ben più gravi da affrontare… D’altronde è bastato vedere martedì scorso il consigliere Solinas con il fazzoletto arcobaleno al collo per capire dove si vuole andare a parare e soprattutto chi ha scritto veramente questa proposta e per chi è stata pensata! L’art. 3 di questa “legge-truffa” afferma esplicitamente che la Regione promuove percorsi per l’informazione e la sensibilizzazione «sull’affettività, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere» e persino «corsi di formazione per il personale scolastico e seminari d’informazione per i genitori»: un indottrinamento bello e buono dei nostri figli, studiato nei minimi dettagli! Addirittura con l’art.4 si vuole  “sensibilizzare” (ovvero costringere!) le aziende del territorio a «dotarsi di certificazioni di conformità agli standard di responsabilità sociale», delegando le associazioni LGBT a monitorare le imprese private sul rispetto di questi “standard” e sulla presenza di eventuali discriminazioni: un ricatto degno dell’URSS di altri tempi!!! Ovviamente guai a chi osa andare contro la proposta o anche solo avanzare dubbi: l’ultima “vittima” degli attacchi delle associazioni gay è stato il consigliere regionale del PD Andrea Smacchi, colpito pure dal “fuoco amico” del suo stesso partito! Smacchi, agli occhi dei “giudici LGBT”, si è reso colpevole di aver presentato un emendamento al testo  per il quale «Non costituiscono discriminazione, violenza […] il manifestare liberamente il proprio pensiero, le proprie opinioni», un principio costituzionale che dovrebbe essere scontato e sacro in una democrazia. Apriti cielo! Oltre alle solite accuse degli attivisti dell’Omphalos, è intervenuta persino la Presidente Marini in prima persona per silurare Smacchi e definire “inammissibile” l’emendamento… La vicenda dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quali sono le vere intenzioni delle associazioni LGBT: imporre la loro ideologia “fuorviante” ed eliminare ogni forma di dissenso e diversità di opinione!!! Di fronte a questo “bombardamento” propagandistico non si può più far finta di nulla: un plauso va a Simone Pillon e alle centinaia di partecipanti alla splendida fiaccolata di protesta in Corso Vannucci domenica; un plauso va anche a Sergio De Vincenzi che da Consigliere si sta battendo in tutti i modi per fermare questo scempio e all’opposizione del centrodestra che si sta mostrando unito. Ma LA PROTESTA DEVE PROSEGUIRE, continuare anche se la legge verrà approvata! I genitori umbri devono “scendere in campo”: vadano a sentire la discussione in Consiglio Regionale, protestino in piazza, non diano mai il consenso a questi “percorsi di sensibilizzazione” nelle scuole che vogliono lavare il cervello ai nostri figli e disorientarli, vigilino attentamente sulle attività scolastiche… Ci troviamo di fronte a un attacco senza precedenti contro la famiglia, quella composta da un papà, da una mamma e dai figli, l’unica vera famiglia naturale!!! L’ideologia gender è un disegno contro natura, che mira a capovolgere e distruggere le fondamenta della società, perché se non c’è più alcuna differenza tra uomo e donna, se non c’è più un padre e una madre allora non c’è più niente, c’è solo la morte del genere umano…
Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 7 dicembre 2016

Un referendum val più di un terremoto: la Valnerina è stata dimenticata!


La campagna elettorale per il referendum in questi mesi ha paralizzato l’Italia e ha “mandato in soffitta” i veri problemi e le emergenze del paese, come il terremoto in Valnerina! Matteo Renzi e le sue “truppe” piddine (a partire dai sottosegretari, onorevoli, consiglieri regionali e comunali umbri) si sono occupati esclusivamente si promuovere con ogni mezzo il si alla loro impresentabile riforma costituzionale, rottamata alle urne dal popolo italiano. Ma in tutta questa propaganda, che fine hanno fatto le popolazioni terremotate? Norcia e le altre zone colpite dal sisma sono state completamente dimenticate, per loro non c’è stato posto nella campagna “Basta un si” (a proposito, quanto è costata?)… Basti vedere il video di un volontario che ha lanciato l’allarme sulle scorte alimentari che stanno per finire e basta leggere quello che ha scritto il “Sole 24 Ore” riguardo le famiglie sfollate che sono state costrette a comprare a loro spese le roulotte o le casette di legno per non dormire all’addiaccio! Gli aiuti continuano a tardare: c’è ancora un premier? Dove sono i politici locali??? Cari Renzi e Marini, il problema dei terremotati non era e non è il si o il no al referendum, ma come tornare a vivere la loro vita! Non a caso l’affluenza alle urne, in città come Norcia e Cascia, è stata tra le più basse e non a caso ha vinto il NO, che ha dato uno “schiaffo” sonoro a Renzi e a tutto il Pd… Io sono stata a Norcia: mi sono trovata di fronte a un paese devastato come in un bombardamento, un paese fantasma dove tutto è andato distrutto e le case sono crollate e sprofondate. Norcia, ripeto, è una “città-fantasma”, con i militari che presidiano e le persone rimaste, unite da reciproca e indissolubile solidarietà. La gente rimane lì non per capriccio, ma perché non vogliono abbandonare quel che resta delle loro case, le attività, il bestiame, le coltivazioni. È gente forte quella della Valnerina, gente di montagna, abituata da sempre a lottare senza piangersi addosso, ma a tutto c’è un limite! Per quanto ancora dovranno sopportare i ritardi e l’assenza delle istituzioni? Quando sono arrivata a Norcia il governo e il Presidente Mattarella avevano già fatto la loro “passerella”; quel giorno, invece, hanno “sfilato” Alfano e D’Alema. A che è servito? Inoltre si sono sentiti solo proclami di benefattori che vogliono fare e che faranno: ma che cosa? Grande cosa sarebbe aiutare a ricostruire la basilica e le chiese come prima, ma la precedenza ce l’hanno gli abitanti e il tessuto economico del paese, con i suoi agricoltori e allevatori, con le sue attività commerciali e artigianali! Se i “mecenati” (veri o presunti) vogliono ricostruire solo le chiese facciano pure: avremo Norcia con le chiese ma senza “anime”! Le “anime” saranno costrette ad emigrare… Gli imprenditori pensino ad aiutare le piccole attività nursine: si farà del vero bene, anche se forse non si avrà un ritorno d’immagine internazionale, ma quanto conta l’immagine…? Guardiamoci dentro e muoviamoci tutti: la gente non piange ma vuole lavorare e rinascere, mettiamoli in condizioni di farlo!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

lunedì 5 dicembre 2016

Regione Umbria, la maggioranza va in “vacanza”…


Lo scorso 28 novembre la seduta dell’assemblea regionale è stata rinviata per mancanza del numero legale. Molti consiglieri del PD, la Presidente Marini e gli assessori (a eccezione di Luca Barberini) si sono “presi una vacanza” e hanno disertato la seduta. Qual è la ragione? Vergogna! Dov’è finito il senso delle Istituzioni? Dov’è il rispetto della giunta e dei consiglieri verso i cittadini che li hanno eletti? Parliamo degli stessi consiglieri regionali che, se vincerà il si al referendum, sostituiranno i senatori con gli stessi poteri di questi e con l’immunità parlamentare…! Nella seduta, peraltro, dovevano essere discussi temi e atti importantissimi come la delibera N. 1310 della giunta che blocca la consegna delle case popolari per almeno sei mesi per far fronte all’emergenza sisma! Cosa ancor più grave è che la seduta era stata fissata di lunedì (e non di martedì, come avviene solitamente) proprio su richiesta della maggioranza, in funzione degli impegni istituzionali… Ma la giunta Marini e i consiglieri PD chi vogliono prendere in giro? Forse per loro è più importante occuparsi della campagna elettorale per il si al referendum...? Il “giovin” segretario del PD Leonelli ha detto che «il momento straordinario che la nostra terra sta attraversando, legato in particolare all’emergenza terremoto, porta i membri della giunta ad avere molti più impegni istituzionali». Queste parole, caro Leonelli, ci sembrano francamente un tentativo mal riuscito di “arrampicarsi sugli specchi” per giustificare una figuraccia colossale fatta dalla sua maggioranza e dal suo partito! La seduta del Consiglio, dulcis in fundo, è stata rinviata proprio mentre a Palazzo Cesaroni c’era una visita di studenti: che figuraccia! Che credibilità possono avere le parole della Marini e della sua giunta sul “senso di responsabilità” se poi si “scappa”, vanificando il lavoro delle opposizioni? Nel frattempo l’Usl Umbria 1, come denunciato dal consigliere Squarta, ha stanziato 123.000 euro per il Progetto Migrants. Si preferisce così tutelare i migranti piuttosto che destinare risorse per le cure dei disabili, delle persone autistiche e degli anziani non autosufficienti. Alla faccia delle famiglie italiane, lasciate al loro destino… Cari cittadini, chi sono oggi i veri discriminati?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 21 settembre 2016

Perugia, l’ennesima figuraccia dei Consiglieri Comunali!


Lunedì scorso, per l’ennesima volta, la seduta del Consiglio Comunale di Perugia è stata chiusa in anticipo per mancanza del numero legale dei consiglieri, dopo la verifica chiesta dal socialista Nilo Arcudi. La chiusura anticipata ha impedito così la discussione e votazione di vari atti e ordini del giorno. Ancora una volta i cittadini perugini sono stati costretti ad assistere a questo «spettacolo indegno», come è stato giustamente definito dal Presidente Varasano! I consiglieri assenti al momento dell’appello, sia di maggioranza che di opposizione, dovrebbero semplicemente vergognarsi per il loro “oltraggio” al senso istituzionale: si ricordano, questi consiglieri, che sono stati eletti dal popolo? Si ricordano che devono rappresentare il popolo in ogni seduta consiliare fino alla fine delle votazioni? Perché invece molti consiglieri se la “svignano” dopo la discussione dei loro atti? Il “troppo” lavoro in Consiglio forse li distrugge…? Ancor più grave è stata l’assenza dei consiglieri di maggioranza: al momento della verifica, come riportato sul Corriere dell’Umbria di martedì, nella maggioranza erano presenti solo i consiglieri Mignini e Pastorelli, Pittola, Numerini, Vignaroli, Gabriele Romizi, Nucciarelli, Leonardi, Castori, Luciani e Sorcini. Dov’erano gli altri consiglieri di “centrodestra”? Non si rendono conto che così mettono in difficoltà anche il sindaco Romizi e la sua amministrazione? Questo è il modo di sostenere il percorso di cambiamento? Perché questo atteggiamento incomprensibile? Forse è un modo, per qualcuno, di esprimere malcontento per qualche posto non avuto…? Riteniamo infantile, invece, il comportamento dei consiglieri del PD i quali, esclusa la consigliera Mori, non hanno risposto all’appello pur essendo presenti in aula, dando così il loro “prezioso contributo” alla fine anticipata della seduta. C’era proprio motivo di far mancare il numero legale? Quale risultato politico hanno ottenuto con questo atteggiamento? Questo è il senso istituzionale dimostrato dalla sinistra perugina? I risultati di questi “capricci” e di questo ennesimo “teatrino” sono stati il rinvio della discussione di atti comunali, anche importanti, l’aumento del lavoro arretrato e una nuova figuraccia collezionata dai consiglieri e dal Consiglio Comunale, l’istituzione che più di tutte dovrebbe essere vicina alla gente e rappresentare gli interessi dei cittadini! A quanti altri “spettacoli indegni” dovremo assistere ancora…?

Carla Spagnoli

Presidente del Movimento per Perugia

martedì 21 giugno 2016

Le associazioni gay minacciano ancora…


La “Gaystapo” in Umbria è tornata in azione, con i suoi attacchi e le sue minacce… Stavolta è il turno di un assessore di Torgiano, Enzo Morbidini, “reo” di aver dichiarato di non voler celebrare unioni civili tra persone dello stesso sesso. Apriti cielo! Subito l’Omphalos-Arcigay, nota associazione “democratica” per i diritti LGBT, è intervenuta per minacciare querele per «omissione e rifiuto di atti d’ufficio» contro «ogni ufficiale di stato civile che si rifiuti di celebrare un’unione civile»! Le nostre “democratiche” associazioni gay rispondono così a tutte le persone che osano pensarla diversamente su questi temi e che vengono da loro tacciate di “omofobia”, “razzismo” e chi più ne ha più ne metta… L’Omphalos ha ricordato che nella legge sulle unioni civili, entrata in vigore il 5 giugno, non è prevista l’obiezione di coscienza: è assolutamente scandaloso che in una legge così delicata, che tocca le più profonde convinzioni morali e religiose, non venga data ai sindaci o agli assessori la possibilità di potersi astenere dal celebrare unioni che vanno contro la loro coscienza! Perché un sindaco o un ufficiale di stato civile deve celebrare “obtorto collo” un’unione omosessuale per non rischiare un processo penale e il “linciaggio mediatico”? Questa è la “democrazia” in Italia? Si facciano un serio esame di coscienza (se hanno una coscienza!) tutti quei parlamentari che hanno approvato questa legge vergognosa, a partire da quelli del sedicente Nuovo Centro-Destra e dai cosiddetti “cattolici” del PD, se cattolici si possono definire… Questa legge assurda, tanto voluta da Renzi e dalla Boschi, va ad intaccare nei fatti l’istituto del matrimonio, che è da sempre il pilastro della nostra società: perché i sindaci debbono essere complici di questo scempio, anche contro la loro volontà? All’assessore Morbidini e a tutti quegli amministratori che hanno già ribadito il loro rifiuto a celebrare queste unioni va tutta la nostra vicinanza e solidarietà e l’invito a resistere in questa giustissima battaglia! In Italia, ormai, le associazioni gay fanno il bello e il cattivo tempo, possono permettersi di fare propaganda senza contraddittorio sulle scuole, sulle piazze, sui social network e sui media e possono tranquillamente insultare e minacciare querele contro chiunque osi contraddirli! Oggi in Italia c’è discriminazione, ma non contro gli omosessuali, bensì contro la famiglia tradizionale e contro chi dice  che la famiglia è composta da un uomo, una donna e dai figli e che la procreazione naturale avviene con l’unione tra un maschio e una femmina, non tra individui dello stesso sesso…

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia