Movimento per Perugia

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lunedì 20 luglio 2020

Pediatria, una storia vecchia…



Il futuro della Pediatria all’Ospedale di Perugia da alcuni giorni è diventato il tema predominante del dibattito politico e mediatico umbro. La carenza cronica di personale sanitario, purtroppo, sta emergendo in tutta la sua forza adesso, ma il problema è molto più vecchio, ha delle cause ben più profonde. In questi giorni il PD, con in testa i “soliti” Bori e Bistocchi, si sta distinguendo nel cavalcare l’onda mediatica e la polemica… Ma con quale faccia il PD ha il coraggio di parlare ancora di sanità umbra e attaccare la giunta e l’Assessore Coletto, in carica da meno di un anno? Davvero vogliono farci credere che i problemi di Pediatria sono nati soltanto adesso, dopo le ben note vicende di “Sanitopoli”? Vicende nelle quali il reparto di pediatria è stato in più occasioni coinvolto: ricordiamo le famose intercettazioni in cui emergeva la volontà di dare una metaforica «bastonata tra i denti» alla Professoressa Susanna Esposito, che non si era piegata a ricatti e soprusi! In quelle occasioni non abbiamo sentito una sola protesta da parte di Bori e dei suoi compagni… Possiamo comprendere benissimo e far nostre le preoccupazioni di quelle associazioni che  pretendono spiegazioni e garanzie sul futuro del reparto, ma da Bori, dal PD e dalla sinistra non accettiamo francamente nessuna lezione su come far ripartire la sanità che loro stessi hanno gestito fino a ieri, facendo danni a livello di gestione e di immagine!!! Come dicevamo, i problemi in Pediatria, purtroppo, sono molto profondi e toccano innanzitutto la governance del reparto: dall’agosto 2013 al 2015 il reparto era in buone mani, affidato al Professor Alberto Verrotti, che rivestiva la carica di Direttore della Struttura Complessa della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera, come Professore Associato. Nel 2015 il Professor Verrotti tornò in Abruzzo dove divenne Professore Ordinario e da quel momento sono iniziati  i problemi per la Pediatria di Perugia che si è trovata scoperta, con un solo ricercatore universitario a disposizione. La Direzione della clinica venne allora provvisoriamente affidata al Dott. Maurizio Stefanelli in qualità di facente funzioni, in attesa di un Professore indicato dall’Università, visto che la clinica pediatrica in convenzione  è a direzione  universitaria. Dopo vari approcci in Italia con diversi Professori Associati di Pediatria (di cui uno in servizio all’Ospedale Bambin Gesù che vinse il concorso bandito da Professore Associato ma non prese servizio) l’Università di Perugia bandì un posto da Professore Ordinario e la scelta dell’Università, tramite concorso, cadde sulla professoressa Susanna Esposito, all’epoca in servizio a Milano come Professore Associato. Il resto è storia nota e il triste epilogo della Professoressa costretta ad andarsene a Parma ancora oggi grida vendetta, ma su questo il silenzio del PD fa molto, molto rumore… Alla Esposito, al termine della sospensione, non fu restituita la guida della Pediatria e la Professoressa preferì trasferirsi a Parma, avendo avuto la opportunità di vincere il concorso da Professore Ordinario là bandito. Oggi il reparto è guidato dal Prof. Giuseppe Di Cara, l’unico ricercatore di cui  sopra, nel frattempo diventato Professore Associato. La giunta e l’Assessore Coletto, insieme al nuovo commissario Marcello Giannico, si trovano quindi a fronteggiare una situazione molto delicata, figlia di problemi ben più intricati e profondi, come abbiamo descritto sopra. Si dice purtroppo che molti pediatri, oggi, hanno riserve nell’accettare di trasferirsi a Perugia proprio per la mancanza di una governance stabile e per le note vicende giudiziarie e di cronaca che hanno travolto l’Azienda Ospedaliera lo scorso anno. Siamo preoccupati anche per la Scuola di specializzazione di Pediatria: quale sarà il suo futuro…? Per fronteggiare l’emergenza e garantire il servizio nel reparto si sta adottando una soluzione “tampone” fino a fine anno, con medici “esterni”, in attesa del concorso per 5 posti a tempo indeterminato, le cui procedure dovrebbero concludersi entro l’anno.  L’Assessore Coletto e il Direttore Regionale Dario dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter lavorare serenamente e prendere in autonomia tutte le decisioni sulla sanità e la coalizione di centro-destra dovrebbe far quadrato intorno a loro, a partire dalla Presidente Tesei...  Coletto e Dario rappresentano le uniche speranze di vero cambiamento nella sanità, cambiamento necessario per attirare le migliori figure professionali per l’azienda Sanitaria di Perugia e gli altri ospedali dell’Umbria, se necessario anche da fuori Regione. Le migliori menti della sanità umbra, a poco a poco, stanno andando via, tra trasferimenti e pensionamenti: se non verranno adeguatamente rimpiazzate la nostra sanità, e insieme ad essa la nostra Università, rischiano una crisi senza precedenti!
Carla Spagnoli Presidente Movimento per Perugia

giovedì 23 aprile 2020

Perugia, riapriamo i reparti dell’ospedale!



La terribile pandemia del Coronavirus, oltre a provocare morte e dolore, ha messo in sordina un altro dramma di cui oggi non si parla più: quello dei malati e dei morti per il cancro!!! Se qualcuno se ne fosse dimenticato, le persone continuano a morire anche per altre malattie. Basta guardare i numeri forniti dal Direttore della Sanità umbra Claudio Dario e riportati in un articolo de La Nazione dell’8 aprile: in media in Umbria si verificano 800/900 decessi al mese per altre patologie. Malgrado i numeri e le denunce, a Perugia le situazioni si aggravano, oggi le attività ordinarie dell’ospedale sono bloccate, paralizzate, c’è poco personale, le liste d’attesa per gli interventi richiedono anche mesi e la situazione è decisamente più esplosiva rispetto al Coronavirus, almeno nella nostra regione! Occorre intervenire subito e sbloccare l’attività ordinaria dell’ospedale, altrimenti rischiamo di creare pregiudizi gravi ai malati oncologici: nel caso di un malato di cancro è essenziale intervenire un giorno prima, non 15 giorni dopo! Altrimenti si corre il rischio serio di passare da un paziente curabile ad un moribondo in pochissimo tempo… Tutto questo, oltre ad avere un impatto devastante sulla salute dei malati e ad aggiungere dolore e sofferenze, ha anche conseguenze economiche per la stessa Azienda Ospedaliera: se non si interviene con tempismo, infatti, si è costretti poi a ricorrere a interventi e cure più importanti e, ovviamente, più costose. Purtroppo il dramma del Coronavirus, che grazie a Dio in Umbria ha avuto un impatto contenuto, ha penalizzato i malati di altre patologie, i tantissimi malati cronici che trovano chiusi gli ambulatori e, soprattutto, i malati oncologici! Prima dell’emergenza gli altri reparti erano pieni, adesso si sono svuotati e non si fanno più interventi chirurgici, se non in casi estremi e gravi. Per la cura del Coronavirus a Perugia bastano i reparti di Medicina Interna e Malattie Infettive e di Pneumologia, gli altri reparti devono essere riaperti per curare tutti i pazienti… Occorre anche una migliore redistribuzione di medici e infermieri e tornare ad operare, a fare di nuovo gli interventi chirurgici! Non dimentichiamoci che in Umbria esiste già un Centro Covid esclusivo ed è l’ospedale di Pantalla… La vera patologia nella nostra regione continua ad essere il cancro, con 3000 nuovi malati l’anno!!! Eppure quello che serve per la cura e la prevenzione, screening, analisi, eccetera, tutto è bloccato ormai da 60 giorni: adesso basta! È ora di pensare ad un ritorno all’ordinario con un rafforzamento delle risorse umane che già prima di questa emergenza erano carenti, questa lunga stasi ha aggravato ulteriormente la situazione e la gente è disperata. Occorre un piano straordinario di rafforzamento per recuperare il tempo perso: 15 o 30 giorni di ritardo per un malato di cancro, spesso, equivale alla morte!
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

martedì 25 luglio 2017

Vicenda Orlandi, quando la sanità diventa “cosa loro”




L’attuale Direttore regionale della Sanità Walter Orlandi è indagato per abuso d’ufficio, in merito alla nomina a Direttore Sanitario della Dott.ssa Manuela Pioppo nel 2007, quando Orlandi era Direttore Generale del “Santa Maria della Misericordia” di Perugia. Non entriamo nel merito dell’indagine né vogliamo commentarla, perché il Direttore Orlandi è innocente fino a prova contraria. Tuttavia è innegabile che in questi anni Walter Orlandi sia stato il vero “dominus” della sanità umbra, l”assessore ombra” delle giunte Marini che ha fatto il bello e il cattivo tempo per quasi 15 anni, prima all’azienda ASL2 del perugino, sempre con la Dott.ssa Pioppo al suo fianco, poi all’ospedale di Perugia e ora in tutta la sanità regionale… Per molto tempo abbiamo attaccato, anche duramente, l’operato di Orlandi come Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e abbiamo smontato, dati alla mano, l’immagine retorica e “da cartolina” della sanità umbra, sbandierata come “eccellente” dalla Marini e dallo stesso Orlandi: certamente una sanità virtuosa per quanto riguarda i conti in ordine, ma disastrosa sotto l’aspetto dell’organizzazione, un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti e che si ripercuote inevitabilmente sull’operato dell’ottimo personale sanitario e soprattutto sui servizi ai pazienti. Non dimentichiamo tutte le volte che l’allora D.G Orlandi negava l’esistenza del problema barelle nei corridoi oppure minimizzava e annunciava “urbi et orbi” che il problema era stato superato! Molte sue decisioni o iniziative in questi anni sono state molto discutibili, una su tutte la riunione di interi reparti sotto un’unica guardia notturna per decine e decine di pazienti anche di aree diverse… Nonostante tutto, Orlandi ha sempre potuto contare sull’appoggio incondizionato di Catiuscia Marini, che per difenderlo ha addirittura messo in gioco più volte la tenuta della sua stessa maggioranza e il futuro della Legislatura regionale: ricordiamo ancora la vicenda delle dimissioni dell’assessore alla Sanità Luca Barberini, “bocciano” DOC, che riguardo Orlandi arrivò persino a dire di non aver bisogno di “cani da guardia”! Alla fine, dopo qualche mese, Barberini ritornò nei ranghi, si diceva che Orlandi sarebbe stato spostato ma alla fine è sempre rimasto al suo posto, al comando effettivo della sanità umbra… Questo fa capire quanto sia stretto il legame politico tra la Marini e Orlandi  e come il PD abbia “monopolizzato” con i suoi uomini la sanità umbra! Pur non commentando l’indagine, riteniamo comunque opportuno che Orlandi lasci il suo incarico da Direttore regionale della Sanità, come chiesto dai consiglieri della Lega Fiorini e Mancini. Un Direttore della Sanità non può continuare a svolgere le sue funzioni da indagato in un’indagine molto delicata, che lo vede accusato per una nomina in un settore, la sanità appunto, dove lui opera ancora in un ruolo apicale e strategico e dove potrebbero emergere altre sorprese… Ne va del buon nome della Regione Umbria! Orlandi ha tutto il diritto di dimostrare la sua innocenza, ma sarebbe opportuno che lo facesse da privato cittadino, non da dirigente…

Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 27 luglio 2016

Umbria, quali politiche per gli anziani?


Nel 2015 all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia sono stati ricoverati più di 7.500 anziani ultraottantenni. Questo dato ci porta a riflettere su quali siano le politiche messe in atto dalla Regione in materia di assistenza e cura degli anziani… Purtroppo i nostri anziani sembrano essere stati dimenticati dalla sinistra! Persino negli ospedali umbri sembra che non si pensi a loro: perché gli anziani ricoverati in reparti come geriatria non mangiano più in salette mensa come una volta, in cui potevano stare insieme e comunicare tra loro? Perché i corridoi degli ospedali non hanno nemmeno dei maniglioni d’appoggio sui muri per aiutare gli anziani che hanno difficoltà a muoversi? Spesso gli anziani vengono dimessi troppo presto per il problema dei posti letto e così, dopo poco tempo, sono costretti a tornare in ospedale… Il problema, per questi pazienti ma non solo, è che non ci sono abbastanza posti letto per la lunga degenza! Allora perché non trasformare in Umbria i piccoli ospedali in strutture riabilitative per la lunga degenza, con personale altamente specializzato? Sarebbe il modo migliore per valorizzare sul serio, e non a parole, i piccoli ospedali umbri... Il problema però, prima ancora che sanitario, è sociale e riguarda il dramma dei nostri anziani che sono sempre più soli ed emarginati. Sarebbe bene che la Regione Umbria, così come le altre istituzioni, intervenissero in tal senso, magari promuovendo dei “tavoli di lavoro” per trovare le giuste soluzioni insieme a medici, personale sanitario e associazioni sociali. Anche le famiglie di questi anziani sono state lasciate sole: nel 2009 la Regione Umbria, allora governata dalla Lorenzetti, decise di abolire la Legge Regionale n. 24 del 2004 che prevedeva un assegno di cura alle famiglie per l’assistenza a domicilio di disabili o anziani non autosufficienti! L’abolizione dell’assegno di cura, che ammontava in origine a circa 418 euro mensili, è stata una scelta scellerata che ha messo con le spalle al muro circa 24.000 famiglie umbre, molte delle quali sono state costrette a mandare i loro cari anziani in case di riposo e altre strutture ricettive! Ma non era meglio e più economico dare dei soldi direttamente alle famiglie attraverso l’assegno di cura? Perché la sinistra non ripristina questo importante assegno? Non è meglio favorire la permanenza degli anziani nelle loro case, con i loro cari? Ci si rende conto di quanto sia dannoso sradicare completamente un anziano dalla sua casa? Nei centri per anziani e case di riposo, qual è il livello di aggregazione degli anziani e di attività sociali? Gli anziani in Umbria sono davvero al centro della politica sociale della Regione? Cari umbri, vi invitiamo a riflettere…

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 23 febbraio 2016

Sanità, il “nuovo” che avanza…


Walter Orlandi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, è stato promosso a Direttore regionale per Salute, welfare, organizzazione e risorse umane, divenendo il vero “dominus” dell’intera sanità umbra. Catiuscia Marini ha puntato tutto su di lui, anche a costo di una crisi di governo che ormai è nota e sotto gli occhi di tutti. La Marini continua a dire che la nomina di Orlandi è stata fatta in base al curriculum e all’esperienza, ma davvero il curriculum di Orlandi è come ci vogliono far credere? Sul sito dell’ospedale di Perugia è pubblicato il curriculum del direttore Orlandi: si parla di 84 pubblicazioni, di progetti di qualità, di “Ospedale accreditato” e di laboratori e dipartimenti realizzati. Un curriculum prestigioso, non c’è dubbio, ma è davvero oro ciò che luccica? Innanzitutto delle 84 pubblicazioni nessuna è stata pubblicata dalle più importanti riviste medico-scientifiche: per dimostrarlo basta andare sul motore di ricerca “Pubmed.org” che censisce oltre 30.000 riviste mediche e costituisce la “bibbia” delle riviste scientifiche; qui non c’è nessuna pubblicazione del dottor Walter Orlandi! Altri medici, anche umbri, possono contare su oltre 300 pubblicazioni e su più di 9.000 citazioni. Quante citazioni hanno le pubblicazioni di Orlandi? Il Direttore Generale ha fatto si pubblicazioni, ma su riviste come “GIMBE” e molte di queste pubblicazioni sono in realtà estratti e atti dell’Azienda Ospedaliera di Perugia… Per quanto riguarda i progetti, nel c.v di Orlandi si parla di “Ospedale Paperless”, cioè senza carta, e di “Cartella clinica informatizzata”: ma quale ospedale senza carta! La carta a Perugia è dappertutto tra moduli da compilare, protocollare e mandare e cartelle cartacee (ogni medico e infermiere ha almeno 3 cartelle!). Un completo fallimento, come la “Cartella clinica informatizzata” costata circa un milione di euro: la cartella non funziona perché non c’è comunicazione né con gli altri ospedali né con i medici di medicina generale! Così medici e infermieri sono costretti a ricopiare a mano tutti gli esami, tutta la terapia e i referti della radiologia. Ci risulta che in certi casi i sanitari debbano compilare ben 5 moduli cartacei con le identiche informazioni anagrafiche del paziente! Davvero un bel successo, caro Direttore… Si parla di “Ospedale senza dolore”, progetto condivisibile ma che dovrebbe essere la normalità per un ospedale che si presenta come “eccellente”! Perché non si parla mai di progetti di alta chirurgia, d’innovazione, del Robot “Leonardo da Vinci” che fa pochissimi interventi rispetto alle altre regioni? Paradossale è l’ “Ospedale accreditato” citato nel curriculum: sono state accreditate strutture che ancora oggi hanno le barelle nei corridoi! Dove sono i servizi di qualità? Meglio stendere un velo pietoso… Orlandi si vanta anche dei dipartimenti e laboratori fatti e persino dell’account twitter per interagire con i cittadini (quali? Forse i suoi “compagni”?). Dice che il fenomeno barelle nei corridoi è stato risolto, eppure il 16 febbraio, al reparto MISEM, le barelle c’erano ancora… Che dice Orlandi del numero d’interventi chirurgici calati? Che ci dice dei tagli sull’aggiornamento scientifico di medici e infermieri? Adesso l’ospedale di Perugia, per ragioni di risparmio, è stato persino “svuotato” dei medici specialisti notturni! Di notte non ci sono più alcuni specialisti come, ad esempio, il gastroenterologo e l’ospedale è in mano a internisti non specialisti! E poi si parla di eccellenza e di qualità…? Perché nei sistemi di valutazione non vengono coinvolte società scientifiche esterne ma solo i sindacati? La Marini fa ancora leva sull’esperienza di Orlandi, ma se così fosse non ci sarà mai posto per i giovani in gamba e per idee fresche! Ha pienamente ragione l’ex assessore Barberini: è ora di cambiare!!!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

martedì 26 gennaio 2016

Sanità umbra, la realtà smentisce Orlandi…


Ritorniamo a parlare della sanità umbra. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Walter Orlandi, durante la conferenza stampa di fine anno 2015, aveva annunciato “urbi et orbi” la fine dell’emergenza barelle all’ospedale di Perugia e, come al solito, aveva elogiato l’eccellenza della sanità in Umbria. Peccato che ancora una volta le belle parole di Orlandi vengano smentite dalla realtà dei fatti: con l’inizio del nuovo anno, infatti, i corridoi dei reparti del “Santa Maria della Misericordia” continuano a essere “invasi” dai pazienti sulle barelle, tanto che a volte è quasi impossibile persino il passaggio per medici e infermieri! Dov’è il Direttore Orlandi? Perché non fa un giro tra i reparti e tra i pazienti? Di quale ospedale parla quando dice che l’emergenza barelle è finita? Ancora una volta Orlandi ha scelto la solita retorica strumentale e ha preferito tacere sui gravi problemi della sanità umbra, che solo lui e la Marini definiscono “eccellente”. Eppure il Direttore Generale non ci risparmia mai dichiarazioni continue sui social network e sui media: come mai? Forse in vista delle prossime nomine dei nuovi Direttori Generali? Forse Orlandi sta cercando in tutti i modi la riconferma…? Per fortuna a smontare il “mito” della sanità umbra virtuosa ci pensano gli ultimi dati ISTAT: l’Umbria è la Regione con meno posti letto d’Italia! Abbiamo 3 posti letto ogni 1000 abitanti, al di sotto persino della soglia ministeriale che prevede 3,3 posti letto ogni 1000 abitanti! Come mai  così pochi posti letto? Forse per non assumere nuovo personale? Eppure il tasso di utilizzo degli ospedali umbri è il più alto d’Italia dopo il Molise e la Liguria. Siamo tra quelli che hanno il maggior numero di ricoveri in Italia ma la media dei giorni di degenza è bassissima (6,6 giorni)! Direttore Orlandi, non è che per caso i pazienti vengono mandati via prima per far posto ad altri? Nel leggere i dati c’è qualcosa che non va… Il dato sul personale dipendente ci indica che l’Umbria non è messa male ma se il personale c’è, come mai ci sono questi problemi? Forse perché medici e infermieri vengono dispersi nei vari ospedali della Regione? Per non parlare del numero d’interventi all’ospedale  di Perugia, di cui tanto si vantano Orlandi e la Marini. Nella Relazione annuale dell’ospedale non c’è una sola riga sulla qualità dei servizi, non viene detto se i servizi sono stati fatti bene o male, si parla solo di quantità… Anche qui c’è però da ridire: se guardiamo la chirurgia (cardiochirurgia, chirurgia vascolare, eccetera) notiamo che nel 2015 gli interventi sono diminuiti e che sono stati inferiori a quelli effettuati dall’Asl 1! Come mai? Forse gli umbri per questi interventi delicati preferiscono andare fuori? Ricordiamo infine che ancora oggi a Perugia manca un protocollo scritto, certificato e approvato sulle urgenze. Altro che sanità virtuosa… La colpa di tutto questo non è certo dei medici o degli infermieri, che tra mille sforzi e ostacoli cercano di garantire agli umbri un servizio degno: le responsabilità vanno cercate nei vertici sanitari, in primis in Orlandi e nella Marini, e nella loro disastrosa organizzazione che pensa solo ai conti in ordine e ai risparmi senza guardare alla salute della gente!
Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

venerdì 29 maggio 2015

Sanità, ancora campagna elettorale!


 
 
Ultimi botti di campagna elettorale all'ospedale di Perugia...adesso l'Azienda Ospedaliera di Walter Orlandi ha creato un'applicazione (APP) per cellulari  “per permettere di usufruire di numerosi servizi di informazioni inerenti l'ospedale”. La notizia, come al solito, è stata diffusa in pompa magna su tutti i media e i social network e l'Azienda Ospedale di Perugia si è presentata come “Azienda di alta specialità per il complesso di tecnologie”...Ma che alta specialità può avere un ospedale che spende soldi per un'APP e taglia sulle riviste scientifiche e sull'aggiornamento di medici e infermieri? Da circa due anni il direttore Orlandi ha disdetto tutti gli abbonamenti di riviste e libri necessari per l'aggiornamento scientifico e professionale di medici e infermieri! È stato perfino tagliato l'abbonamento ad “UpToDate”, un vero e proprio libro elettronico aggiornato in maniera continua che viene considerato la “Bibbia scientifica” di medici e infermieri...Oggi a Perugia gli operatori sanitari che vogliono aggiornarsi debbono rinunciare a una buona fetta di stipendio visto che queste spese non sono neanche deducibili dalle tasse! Direttore Orlandi quanti soldi sono stati spesi per questa APP? Come mai questa APP viene resa disponibile, guarda caso, a pochi giorni dalle regionali? Perché invece l'Azienda Ospedaliera non investe sull'aggiornamento scientifico dei propri medici e infermieri? Forse perché l'aggiornamento non fa propaganda né pubblicità? Anche sull'utilità tanto sbandierata di questa applicazione ci sarebbe da ridire; l'ospedale , infatti, cura per la maggior parte persone anziane: quante di queste persone sapranno o potranno utilizzare questa applicazione? Comunque, per quanto questa APP possa essere utile, la preparazione dei nostri medici e infermieri dovrebbe sempre avere la precedenza! Lo sanno bene regioni come l'Emilia Romagna, la Lombardia e il Piemonte, dove l'aggiornamento scientifico è ritenuto fondamentale tanto che i sistemi bibliotecari permettono a universitari e operatori sanitari di accedere ad articoli e riviste...in Umbria invece Orlandi ha tagliato gli abbonamenti e la Marini, che è anche assessore alla sanità, non ha attuato alcun tipo di convenzione per la fruizione della letteratura scientifica da parte di medici e infermieri con l’Università, nonostante la convenzione d’integrazione tra i due enti siglata in pompa magna lo scorso aprile! E questo sarebbe l'ospedale ad “alta specialità”? La nuova APP non è altro che l'ennesimo fumo gettato negli occhi degli umbri a pochi giorni dalle elezioni...
 

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 27 maggio 2015

Ospedale di Perugia, ora pure i parcheggi a pagamento…


‹‹Attualmente ci sono circa cento corse al giorno da e per l’ospedale che in buona parte risultano vuote. Ecco perché, con una serie di eccezioni, è necessario “penalizzare” chi arriva al Santa Maria in macchina›› (Leonardo Naldini, Dirigente comunale alla mobilità). ‹‹L’amministrazione comunale è favorevole a una scelta di questo tipo che aumenterebbe l’utilizzo degli autobus›› (Cristiana Casaioli, assessore alla Mobilità di Perugia). ‹‹L’Azienda Ospedaliera è perfettamente d’accordo sul fatto che sia giunto il momento di trasformare i posteggi a pagamento. Su questo il Direttore Generale Walter Orlandi non ha alcun dubbio›› (Ingegner Marco Ercolanelli, in rappresentanza del Direttore Orlandi)… Queste sono state le dichiarazione fatte in Commissione Urbanistica da autorevoli rappresentanti del Comune e dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia sulla sciagurata proposta di introdurre le strisce blu a pagamento nei parcheggi dell’ospedale, un’ipotesi che ha subito suscitato la rabbia e l’indignazione dei cittadini e degli operatori sanitari… Ora tutti fanno a gara nel fare marcia indietro e nel dissociarsi dalla proposta, tanto che sulla questione è intervenuto persino l’assessore Prisco per smentire la collega Casaioli e il dirigente Naldini e dire che non è questa l’intenzione della giunta comunale! L’immancabile Direttore Orlandi, sempre presente sui giornali e sulle tv locali, si è affrettato a dichiarare che “l’idea di far pagare il posteggio l’abbiamo abbandonata da tempo”: Direttore Orlandi, perché allora il suo rappresentante in Commissione Urbanistica ha detto il contrario? Forse non sapeva che cosa avrebbe detto Ercolanelli, che ha parlato a nome della sua Azienda Ospedaliera? O forse l’Ingegner Ercolanelli ha parlato a titolo personale? Questo è impossibile, visto il suo ruolo di rappresentanza… L’idea di far pagare i parcheggi all’ospedale è assurda, vergognosa e incivile: la gente che si reca in ospedale ci va per necessità, non per fare una “scampagnata” e di certo non bastano le scuse della “sosta selvaggia” o dell’incentivo all’uso degli autobus per giustificare questa ennesima e odiosa “tassa mascherata” a danno degli umbri! La decisione finale comunque dovrebbe spettare ai vertici dell’ospedale, visto che gli spazi sono di sua proprietà: cosa deciderà Orlandi, una volta passate le elezioni? Temiamo che queste repentine marce indietro siano soltanto dichiarazioni di facciata dettate dalla campagna elettorale: infatti, se la Marini verrà rieletta Walter Orlandi sarà quasi sicuramente il prossimo assessore alla sanità… Il rischio concreto è che i parcheggi a pagamento all’ospedale verranno fatti subito dopo le Regionali! Cari umbri il 31 maggio, quando andrete a votare, pensateci bene a chi dare il vostro voto…

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

giovedì 23 aprile 2015

Sanità, è iniziata la campagna elettorale!


 
Sulla sanità umbra la sinistra ha iniziato la campagna elettorale… Finalmente il Direttore Generale del Santa Maria della Misericordia Walter Orlandi, in odore di assessorato alla sanità, si è accorto dei furti all’ospedale di Perugia che da mesi avvengono ai danni di pazienti e personale sanitario! A poco più di un mese dalle elezioni regionali il Direttore Orlandi, con la delibera 621, ha avviato un bando da oltre un milione di euro per assoldare vigilanti armati all’ospedale di Perugia per 36 mesi di servizio, più 12 mesi riconfermabili. Il bando arriva solo adesso, guarda caso a ridosso delle elezioni regionali, dopo che in questi anni Orlandi, per risparmiare, ha tagliato il numero e le ore dei vigilantes per il servizio di sorveglianza notturna! Noi del Movimento per Perugia ci siamo sempre occupati della sicurezza al Santa Maria della Misericordia e abbiamo denunciato i continui furti di borse, borselli, soldi e computer… In tempi non sospetti abbiamo anche lanciato l’allarme della carenza di personale addetto al controllo delle telecamere: dov’è stato il Direttore Orlandi tutto questo tempo? Nessuno si è mai accorto in questi mesi dei continui furti, con tanto di cassette della sicurezza forzate e porte scardinate? Come mai il bando esce solo ora, un mese prima delle elezioni? Per non parlare dell’emergenza posti letto e delle barelle nei corridoi dell’ospedale: a giorni dovrebbe esserci il nuovo piano organizzativo interno contro le barelle nelle corsie, frutto dell’intesa tra Regione e Università: perché si è aspettato tutto questo tempo? Da mesi, se non da anni, i corridoi dei reparti del Silvestrini sono pieni di barelle con pazienti “scaricati” lì per giorni insieme ai cari che li assistono! E parliamo di reparti delicatissimi come Geriatria, Pneumologia, Oncologia, eccetera, reparti dove un paziente non dovrebbe sostare neanche un minuto in corridoio su una barella! Che cosa è stato fatto fino a oggi dalla Marini e da Orlandi? L’emergenza è stata scoperta solo ora? Esiste a Perugia un protocollo certificato e approvato per le urgenze? Intervenire o fare nuovi piani ora, a un mese delle Regionali, sa tanto di presa in giro nei confronti sia dei pazienti che dei medici e infermieri, gli unici che si sono prodigati oltre limite per ridurre errori, inconvenienti e disagi per i pazienti, sia per gli umbri, che pagano sulla loro pelle un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti. La sanità umbra della Marini e di Orlandi si è dimostrata “virtuosa” solo sui risparmi e sui tagli, a discapito della qualità e della salute dei cittadini e non sarà certo la campagna elettorale a cambiare o smentire i fatti...
Carla Spagnoli
Presidente onorario del Movimento per Perugia

venerdì 27 marzo 2015

Barelle nei corridoi dell’ospedale, una vergogna senza fine!


L’emergenza posti letto e le barelle nei corridoi del “Santa Maria della Misericordia” di Perugia sono sotto gli occhi di tutti e sembra quasi la “normalità”… Il Direttore sanitario Manuela Pioppo adesso sta pensando a una soluzione: nascondere la polvere sotto il tappeto! Infatti si parla di portare le camere di degenza previste per due posti letto a tre posti. Alla camera 12 del reparto MISEM sono già stati sistemati tre letti, con il terzo letto messo in fondo al posto del tavolo per i pasti e senza neppure il campanello d’allarme…     Il problema barelle comporta un ulteriore problema: il paziente non viene ricoverato nel reparto che più gli compete ma in quello con meno barelle. Quindi in gastroenterologia abbiamo malati pneumologici o geriatrici, in nefrologia pazienti  gastroenterologici, in pneumologia pazienti con sanguinamento intestinale!  Il personale sanitario, oltre a essere sovraccaricato di lavoro, è anche costretto al trattamento di pazienti non consoni al reparto dove sono ricoverati, e quindi si hanno anche minori competenze, attitudine, capacità a trattare quel tipo di malati! Un vero caos e una continua mancanza di attenzione alla qualità del servizio, alla faccia delle raccomandazioni del ministro Lorenzin che invita ad una sempre maggiore appropriatezza di cui si riempiono la bocca anche i dirigenti dell'Azienda ospedaliera di Perugia! Il problema barelle non si risolve con “mezzi interventi” o nascondendo la polvere sotto il tappeto, ma con alcune misure di politica sanitaria regionale che coinvolgano globalmente tutto l'assetto organizzativo della regione che, allo stato attuale delle cose, è un caos indicibile con sovrapposizioni, mancanza di competenze, trasferimenti continui da ospedali fino all'azienda ospedaliera. Ancora oggi all’interno dell’ospedale vi sono interi piani lasciati vuoti, con camere attrezzate di ossigeno, luci speciali e tutto… Il IV piano è stato addirittura destinato agli uffici della direzione medica e ogni dirigente ha il suo studio, mentre molti ricoverati vengo lasciati nei corridoi anche per giorni! La camere di questi piani, una volta adibite a degenza, potrebbero benissimo accogliere i pazienti sulle barelle: Direttore Orlandi e Presidente Marini, perché quest’ipotesi non viene presa in considerazione? Forse perché comporterebbe l’assunzione di nuovi infermieri? Ma la salute e la dignità dei malati ricoverati dovrebbe venir prima di ogni logica di risparmio! L’eccellenza di una sanità regionale, cara Marini, deve essere giudicata anche dalla qualità dei servizi e dell’assistenza ai cittadini, non solo dal tenere i conti in ordine… E a proposito di conti ci giunge notizia che non ci sia settimana che l'Azienda ospedaliera non perda una causa o civile o penale. Sono oramai diverse le cause che l'Azienda ospedaliera è stata chiamata a risarcire con i soldi dei contribuenti che potrebbero essere spesi in maniera più idonea per servizi ed infermieri. Torneremo su questo aspetto anche perché nuove cause, nuove denuncie, nuovi aspetti giuridici si addensano sul cielo dell'Azienda ospedaliera di Perugia che, speriamo, contrariamente a quanto ha fatto finora, smetta di pagare profumatamente avvocati molto cari sebbene famosi del foro di Perugia, salvo poi perdere e risarcire con decine e decine di migliaia di euro i danneggiati. La cecità di non voler conciliare di fronte a evidenti colpe e mancanze, utilizzando i soldi dei contribuenti, è un atteggiamento scandaloso, da censurare, e di cui, almeno politicamente, qualcuno dovrà rendere conto…
Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

giovedì 12 marzo 2015

Sanità umbra: declassata all’ottavo posto!


Il mito del modello sanitario umbro da esportare, tanto vantato dalla Marini e da Walter Orlandi, è stato smentito ancora una volta dai fatti… Secondo il ministero della Sanità, nel 2013 l’Umbria è scesa all’ottavo posto tra le regioni italiane per quanto riguarda le prestazioni minime garantite e le modalità di erogazione (“Lea”), un crollo rispetto al 2011 quando la regione veniva classificata al terzo posto.  Sulle prestazioni minime garantite le altre regioni continuano a fare meglio di noi perché riescono a proporre nuove idee per affrontare le nuove esigenze cliniche ed epidemiologiche, mentre l’Umbria resta al palo! Manca all’interno della nostra sanità un’organizzazione efficiente e una programmazione efficace per migliorare prestazioni e servizi, che coinvolga medici e operatori nelle decisioni da prendere… L’Umbria non ha neanche programmato indicatori standard di qualità nella sanità, a differenza di regioni realmente virtuose come l’Emilia Romagna e la Lombardia, che sulla sanità si fa giudicare da autorevoli agenzie statunitensi; nella nostra regione abbiamo soltanto un accreditamento generico Agenas con indicatori “Iso” che valutano solo le fasi di un processo sanitario ma non gli esiti! L’unica preoccupazione dei nostri vertici sanitari, in primis la Marini che ha ancora le deleghe alla sanità (è mai possibile che una regione come l’Umbria non abbia ancora un assessore nell’assessorato più importante?), è quella del risparmio e dei conti in ordine: secondo i dati della Uil, nel triennio 2012-2014 la spesa per il personale è stata tagliata di quasi il 15%, mentre le altre regioni l’hanno tagliata del 4% e peggio di noi c’è solo la Campania! I tagli in questi anni hanno colpito tra i tanti servizi quello della guardia medica attiva 24 ore su 24, con la conseguenza che il numero dei pazienti per medici e infermieri è diventato enorme, e il servizio di sorveglianza notturna all’ospedale di Perugia, dove le visite dei ladri e i furti di borse e altri oggetti sono diventati ormai una “routine”, come le visite dei parenti ai malati ricoverati… Oggi al “Santa Maria della Misericordia” c’è solo un vigilantes che sta davanti ai monitor e che dovrebbe controllare 15-20 uscite dell’ospedale! Per non parlare dei tagli ai posti letto che hanno portato al vergognoso fenomeno delle barelle nei corridoi dei reparti: basti pensare che il Decreto Balduzzi fissava a 3,7% la soglia standard dei posti letto di una regione e l’Umbria è al 3,4%! Al reparto di Gastroenterologia di Perugia, ad esempio, sono stati tagliati 10 posti letto e il numero delle infermiere è passato da tre a due unità, ma sul corridoio del reparto ormai quasi ogni giorno troviamo le barelle con i pazienti: così il carico di lavoro è rimasto lo stesso, anzi si è appesantito, mentre il personale sanitario è diminuito ed è pure meno pagato! Ancora una volta la sanità umbra della Marini, di Orlandi e della sinistra si dimostra “virtuosa” solo sui risparmi e sui tagli, a discapito della qualità e della salute degli umbri…

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

giovedì 5 marzo 2015

Ancora Furti al Santa Maria della Misericordia

Ancora furti all'ospedale "Santa Maria della Misericordia" di Perugia... Ci risulta che sabato scorso sono scomparse delle borse dal reparto di Ginecologia ... I ladri hanno compiuto delle vere e proprie "razzie" in tutta tranquillità! Ormai le visite dei ladri al “Santa Maria della Misericordia” sono diventate una “routine”, come le visite dei parenti ai malati ricoverati… L'Azienda Ospedaliera, per risparmiare, ha deciso di tagliare il numero dei vigilantes e le ore del servizio di sorveglianza notturna: questi sono i risultati!