Nemmeno la tragedia del
Coronavirus e l’obbligo di restare a casa sono riusciti a liberare Fontivegge e
le sue strade dai balordi, e il senso di insicurezza nel quartiere non sembra
diminuire. Solo negli ultimi giorni le cronache ci hanno parlato di uno scippo
ai danni di un anziano che aveva appena ritirato la pensione e di
un’aggressione brutale ai Carabinieri da parte di un criminale di colore che
non voleva subire controlli. Capiamo benissimo che in un momento drammatico
come questo la priorità assoluta è l’emergenza Coronavirus, tuttavia i problemi
che da anni affliggono la nostra città, come quello della sicurezza a
Fontivegge, non possono essere trascurati o, peggio ancora, dimenticati!
Un’esigenza fondamentale, come la sicurezza, non può restare inascoltata… Da
tempo i residenti del quartiere chiedono misure che non devono più essere
rinviate! Bene, innanzitutto, che sia stato chiuso il sottopasso che dalla stazione porta a Via del
Macello, diventato ormai covo di tossici e spacciatori. A tal proposito, alcuni
residenti lamentano la presenza a Fontivegge del servizio di Comune e Usl “Unità di strada” per drogati, senza
tetto e prostitute. L’Unità di strada, in pratica, offre a chi è iscritto al
Sert metadone, profilattici e siringhe nuove. In un momento come questo, un
servizio del genere costituisce un “assembramento” di persone e fornisce un
giustificato motivo per farsi trovare alla stazione, richiamando peraltro la
presenza di spacciatori! Si potrebbe pensare ad uno spostamento di questo
servizio? Inoltre in tempi di Coronavirus, in cui i cittadini sono chiamati a
rimanere nelle proprie abitazioni, il controllo
dei contratti d’affitto nella zona e dei relativi affittuari è un
provvedimento prioritario che il Comune deve attuare, servendosi dei Vigili
Urbani per collaborare con le Forze dell’Ordine. Ci chiediamo anche che cosa si
vuole fare del Presidio Fisso di Polizia, inaugurato un anno fa ma che lo
scorso marzo risultava chiuso (anche se poi fu riaperto, come riportato sul
Messaggero)… Purtroppo la carenza d’organico della Polizia, anche questo un
problema grave che non può essere dimenticato, non aiuta di certo a potenziare
i Presidi Fissi di Polizia a Fontivegge e nel centro storico. Eppure il
Presidio Fisso, richiesto a gran voce dai residenti, è stato il “pezzo forte”
della giunta Romizi durante l’ultima campagna elettorale e quindi è doveroso
dare delle risposte chiare e trasparenti su questo punto! Nel quartiere
continuano a registrarsi quotidianamente episodi di violenza, risse tra bande,
spaccio, furti, scippi e altri odiosi reati di strada, persino in questi giorni
di isolamento e di strade che (dovrebbero) essere deserte. La gente è stanca di
balordi e spacciatori che stanno in giro, fregandosene del distanziamento
sociale, e seminano paura e insicurezza… Basta già la tragedia del Coronavirus
a incutere terrore e incertezza, lasciateci almeno vivere in sicurezza!
Carla Spagnoli
Presidente Movimento per Perugia
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