Movimento per Perugia

Movimento per Perugia

venerdì 8 gennaio 2016

Immigrazione: anno nuovo, vita vecchia!


Il nuovo anno regalerà agli umbri nuovi immigrati da ospitare, come sempre, a spese nostre! Le Prefetture di Perugia e Terni, infatti, hanno indetto due bandi per l’affidamento dei servizi di accoglienza nel 2016 che prevedono l’arrivo di circa 1546 profughi nella sola provincia di Perugia e di altri 325 nella provincia di Terni. I numeri per il 2016 sono impietosi, se si pensa che nel 2015 la quota massima prevista di richiedenti asilo in tutta l’Umbria era di 1554 unità e i richiedenti asilo ospitati sono stati 1229 (dati del 5 ottobre)… Quanti immigrati dovranno entrare ancora? L’Umbria, che è una piccola regione, in questi anni ha compiuto sforzi enormi per l’accoglienza dei profughi a discapito delle famiglie umbre: perché dobbiamo accoglierne altri? Ricordiamo anche che siamo la terza regione d’Italia a più alta incidenza di immigrati, che sono l’11% dei residenti complessivi, senza contare le centinaia di clandestini presenti nel territorio! Come se non bastasse, i due bandi prevedono appalti stimati in oltre 12 milioni per l’accoglienza nella provincia di Perugia e in circa 2,7 milioni per la provincia di Terni! Con buona pace delle famiglie umbre in difficoltà e sotto sfratto, delle oltre 500 aziende fallite in Umbria negli ultimi due anni e delle Forze dell’Ordine in crisi di organico, per le quali ancora oggi non si trovano risorse...! La priorità, per l’Umbria e per l’Italia di Renzi, è garantire a ogni immigrato accolto vitto, alloggio, vestiario, ricariche telefoniche e altri servizi! Gli oltre 15 milioni di euro complessivi previsti dai due bandi saranno ovviamente intascati dalle “solite” cooperative sociali e ARCI ormai specializzate nel “business dell’accoglienza”, un business trasversale e «più redditizio della droga», come rivelato dalle intercettazioni di Mafia Capitale!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia 

giovedì 3 dicembre 2015

Pietramelina: una "discarica" di domande a cui qualcuno deve rispondere!

"Pietramelina una 'discarica' di domande a cui qualcuno dovrà rispondere"




Ritorniamo a parlare della discarica di Pietramelina. Le indagini in corso sulla Gesenu e le relazioni dei periti della Procura hanno lanciato l’allarme sul danno ambientale che ha colpito il nostro territorio. Ma perché i nostri politici di sinistra, che hanno sempre governato in Umbria, si “svegliano” solo adesso? Il problema della discarica di Pietramelina esiste da sempre! Già nel 1981, anno di costituzione della discarica, una relazione dell’Usl di Perugia considerava la zona della discarica non idonea «in quanto sussistono potenziali possibilità di inquinamento del torrente Mussino» e un’altra relazione geologica sconsigliava l’utilizzo del sito per «la situazione idrogeologica», cioè per la presenza del Mussino: già nel 1981 si parlava di rischio d’inquinamento! 
Perché gli amministratori di allora non tennero conto di queste relazioni? Perché fu scelto proprio il sito di Pietramelina? La sinistra non poteva non sapere visto che la relazione dell’Usl era destinata proprio al sindaco di Perugia… Per decenni il percolato della discarica è stato smaltito solo in parte, il resto veniva ributtato in discarica! Il percolato, fuoriuscendo all’esterno, ha seriamente compromesso il torrente e il territorio boschivo adiacente: dai dati Arpa risulta addirittura che tra il 1999 e il 2000 la quantità di ammoniaca del Mussino aveva superato 21 volte la soglia d’allarme! 
Di questo scempio ambientale era al corrente pure la Provincia che in una relazione scritta attribuiva la causa della forte concentrazione di ammoniaca «ad uno sversamento puntuale di liquidi inquinanti provenienti dalla discarica»: eppure nessuno ha fatto niente! Perché…? Per anni i cittadini del Coordinamento Pietramelina hanno denunciato con manifestazioni, articoli documentati e immagini lo stato del torrente senza essere ascoltati dai politici! 
Dov’è stata per tutto questo tempo l’Arpa, che dovrebbe tutelare l’ambiente e il territorio umbro? Gli esiti dei controlli in questi anni sono stati molto contraddittori: da una parte risultava che livelli d’inquinamento erano presenti in tutte le discariche, dall’altra, nonostante le anomalie, si lasciava intendere che tutto andava bene… Eppure alcuni “valori non ottimali” sono stati rilevati sulle acque superficiali persino a monte della discarica di Pietramelina: ma come è possibile se a monte non c’è nulla? 
L’Arpa, che ha la visione di tutto, è anch’essa responsabile di questa situazione! Purtroppo il danno è stato fatto, tanto che i periti della Procura hanno ipotizzato una «possibile alterazione irreversibile del sito». Oggi il percolato viene smaltito in siti fuori regione e solo per i viaggi di trasporto spendiamo circa 15.000 euro al giorno! Ripetiamo la domanda: Quali sono i rischi per la salute dei cittadini? Ma soprattutto, chi pagherà per questi disastri…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia



martedì 1 dicembre 2015

La Perugina deve unire, non dividere!


Ritorniamo a parlare della Perugina… Oggi, purtroppo, sull’azienda sembra essere tornato un silenzio tombale: la Nestlè, nonostante le preoccupazioni tra i lavoratori, continua a tacere e non c’è traccia di un piano industriale. Anche le istituzioni sembrano essere disinteressate, con la Presidente Marini che ad ottobre ha preferito “volare” a New York alla mostra di Burri invece che partecipare al summit del Ministero sulla Perugina con i rappresentanti dei lavoratori e con l’Amministratore Delegato di Nestlè Italia! Eppure la situazione in questi mesi non è cambiata, anzi! C’è sempre più timore che Nestlè voglia smantellare reparti come la confiserie, i biscotti e le caramelle e che i contratti di solidarietà, in scadenza ad agosto 2016, siano il preludio di oltre 200 esuberi! Il marketing è pressoché inesistente e non c’è alcuna pubblicità dei prodotti Perugina: quest’estate nelle tv girava lo spot delle “Nuvole Perugina” ma sapete, cari umbri, dove vengono prodotte le “Nuvole” e le “Creme”? In Francia! Nel 2013 la Nestlè lanciò sul mercato francese il Bacio con l’etichetta “Lanvin”, senza alcun riferimento al marchio “Perugina” e allo stabilimento di San Sisto… Perché ora si spacciano per “Perugina” prodotti francesi, che nulla hanno a che fare con la storia del marchio? Perché questa delocalizzazione? Fanno forse le “prove generali” per delocalizzare la produzione all’estero…? Dove sono i sindacati? Perché hanno permesso senza fiatare lo scempio dei Baci “Lanvin” e non dicono nulla sui prodotti “Perugina” delocalizzati? I sindacati continuano a parlare di Perugina come «fabbrica dolciaria, non solo del cioccolato» e a chiedere a Nestlè il piano industriale: ma cosa hanno fatto concretamente per tutelare l’azienda e i lavoratori? Niente! Per anni i sindacati hanno fatto il bello e il cattivo tempo dentro la Perugina, minacciando scioperi e persino boicottaggi dei prodotti… La crisi della Perugina è anche una loro responsabilità! La situazione è allarmante: ci risulta che allo stabilimento di San Sisto lavorino 150 stagionali in meno rispetto al 2014. Sabato 21 si è tenuto un dibattito sulla Perugina organizzato dal Movimento 5 Stelle, con la presenza dei deputati Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella: c’erano anche i rappresentanti sindacali ma non quelli della Nestlè, che hanno preferito “disertare”… All’incontro ero stata invitata anche io ma la nascita di una nipotina “impaziente” mi ha impedito di essere presente. Finalmente qualcuno in Parlamento e nelle istituzioni si sta occupando della vicenda della Perugina e sta cercando di sensibilizzare i cittadini sulle sorti dell’azienda che dovrebbe stare a cuore a tutti! Al dibattito c’è stata anche la testimonianza di un lavoratore dell’indotto licenziato insieme ad altre 5 persone nel silenzio più assoluto e con il beneplacito della CGIL… Altro che tutela dei posti di lavoro! Da più di un anno, ormai, il Movimento per Perugia denuncia lo stato di abbandono e di smobilitazione dell’azienda. Dove sono i nostri politici, di destra e di sinistra? Si sveglino, facciano interpellanze, interrogazioni e ogni azione possibile per difendere il futuro della Perugina, patrimonio dell’Umbria e del Made in Italy. Le sorti della Perugina devono unirci, non dividerci…

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia 

martedì 17 novembre 2015

Gesenu, chi parla della tutela degli umbri?


La bufera giudiziaria che sta  travolgendo la GESENU da giorni occupa le prime pagine e i primi titoli dei mass media locali. Si è parlato tanto di possibili nuove interdittive antimafia, di commissariamento, di appalti a rischio e delle dimissioni dell’Amministratore Delegato Silvio Gentile. C’è però un altro aspetto di cui si parla poco ma che riguarda in prima persona tutti noi umbri: il danno ambientale! Eppure le relazioni dei periti della Procura sulle discariche di Borgo Giglione e Pietramelina non lasciano presagire nulla di buono… Nel sito di Pietramelina, infatti, sono state ritrovate enormi quantità di percolato liquido contenente «un elevato tenore di inquinanti organici e inorganici molto pericolosi»; la Procura ha ipotizzato che questo percolato non sia stato trattato e smaltito per risparmiare soldi!  Come si può risparmiare sulla salute del territorio e sulla pelle dei cittadini? Il percolato è stato ritrovato anche all’esterno della discarica, tanto da aver compromesso il terreno boschivo adiacente con il conseguente disseccamento della vegetazione!      La relazione dei periti parla chiaramente di «contaminazione significativa» del suolo e sottosuolo, della flora e delle acque sotterranee, nonché di «possibile alterazione irreversibile del sito». Dove sono stati gli enti che dovevano controllare per tutto questo tempo? Sono anni che i cittadini denunciano le contaminazioni provocate dalla discarica sul bosco adiacente e sul torrente Mussino che scorre a pochi metri di distanza! Persino una nota del Corpo Forestale dello Stato del 2013 accertava la presenza di «circa 1800 metri cubi di rifiuti organici umidi in fase di biodegradazione, accatastati in aree non autorizzate, a cielo aperto, non impermeabilizzate e prive di presidi di canalizzazione e raccolta del percolato», percolato che poi affluiva nelle acque del Mussino… Perché le denunce, le manifestazioni e le raccolte firme dei cittadini sono rimaste inascoltate? Dove erano gli allora amministratori comunali di Perugia e Umbertide? Qualcuno pagherà per questi disastri? Se ci sarà un processo, le nostre istituzioni si costituiranno parte civile a tutela degli umbri e del territorio? E soprattutto, ci sono rischi per la salute dei cittadini? A questa domanda non si può non rispondere!!! I nostri politici, oggi, non possono far finta di “cadere dal pero”, come se la gestione dei rifiuti non sia di loro competenza… Purtroppo le indagini sulla Gesenu stanno dimostrando una volta per tutte che l’immagine da cartolina dell’Umbria “isola verde, pulita e felice”, tanto cara alla sinistra, è soltanto pura retorica per coprire politiche miopi e scellerate adottate in questi anni!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

Ferrovia Centrale Umbra, nessun rilancio…


Ritorniamo a parlare della Ferrovia Centrale Umbra. In questi mesi i nostri politici si sono riempiti la bocca di parole come “rilancio della FCU” ed “FCU strategica” ma la nostra ferrovia è ancora abbandonata a se stessa: la manutenzione della linea è una chimera, la tratta Città di Castello-Umbertide è chiusa (chissà se riaprirà mai…) e il rischio concreto è che presto ci saranno altre chiusure e altri disagi per gli umbri. Persino i lavori per il tanto sbandierato raddoppio della linea Ponte San Giovanni-Sant’Anna, nonostante i 30 milioni già stanziati, sono al palo da anni: oggi si parla di “raddoppio selettivo” da circa 20 milioni di euro, ma questo progetto non era negli accordi di programma! Nonostante il bando di gara per il raddoppio selettivo sia scaduto lo scorso 27 febbraio, le buste non sono ancora state aperte: perché il bando è fermo e le buste sono chiuse? Dove sono finiti i soldi? Forse qualche istituzione ha bloccato tutto? La Marini continua a parlare di “sviluppo della FCU” ma se non si riescono a trovare 7 milioni per ripristinare la tratta Città di Castello-Umbertide di 21 km circa, come si può pensare di risistemare l’intera linea FCU lunga 140 km? Per la manutenzione di tutta la linea ferrata occorrerebbero altri 40 milioni di euro! Adesso la Marini ha annunciato alla prima commissione regionale che c’è un’interlocuzione in atto con Trenitalia per far intervenire il pubblico nella manutenzione della linea FCU: si tratta dell’ultima speranza per salvare la Ferrovia Centrale Umbra! Questa è la conferma che la Regione per la FCU non ha risorse: perché allora si continua a parlare di rilancio? Perché si prendono in giro i cittadini? Perché la sinistra non ha chiesto finanziamenti per la linea ferroviaria quando occorrevano? Persino le sottostazioni elettriche da Ponte San Giovanni a Terni non sono in funzione perché non ci sono i treni elettrici: dei 4 treni elettrici “Minuetto”, due non sono in funzione perché mancano i pezzi di ricambio. Eppure questi treni ci sono costati 18 milioni di euro: non ci troviamo davanti a un danno erariale…? Il Piano Regionale dei Trasporti, approvato nel 2003 dalla sinistra e ancora oggi in vigore, metteva il trasporto sul ferro come priorità e prevedeva che il trasporto su gomma fungesse da “adduzione” alla linea ferrate: la realtà ha smentito le parole della sinistra! Quando sarà approvato il nuovo Piano, verrà “applicato” come quello in vigore…? La realtà, purtroppo, è che la nostra ferrovia è stata sminuita da questa sinistra e chi comanda in Umbria si ricorda della FCU solo in campagna elettorale o, al massimo, per “Eurochocolate”!
Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

mercoledì 11 novembre 2015

Video del convegno "Salviamo i Bambini"


TERNI: LA COOP SEI TU!



A Terni, la nuova Coop di Gabelletta apre i battenti. Special guest dell’inaugurazione la governatrice  Catiuscia Marini, già Dirigente Lega Coop in aspettativa, che guarda caso non è voluta mancare all’inaugurazione dell’ennesimo centro commerciale targato Coop. 
Lei, che tanto parlava di “Manutenzione e ripristino di cose esistenti“, che dichiarava di “Non essere un’asfaltatrice, amica del cemento“, ha dato il suo benestare all’ennesima gettata di cemento a Gabelletta, quartiere già martoriato da anni di brutale cementizzazione.
A fare gli onori di casa “Lo Zar“ Giorgio Raggi, ex  Sindaco di Foligno, Presidente di Coop Centro Italia, nonché abile investitore legato sia al Monte dei Paschi che alla Popolare di Spoleto.
A districare i due ospiti in mezzo al traffico cittadino il Sindaco Leopoldo di Girolamo, autista provetto de “Lu Carrozzone“, “noto sistema di potere“ che ha ridotto così la nostra città... I signori de “Lu carrozzone“ un tour cittadino avrebbero anche potuto farlo! Avrebbero visto un centro storico che arranca, le saracinesche dei negozi abbassate, il degrado che regna sovrano e le infrastrutture che cadono a pezzi! Inevitabile risultato di una politica scellerata,  basata su favoritismi, contentini e…“tessere elettorali“. Per non parlare dei varchi Ztl , dei parcheggi (mera utopia) e di assenza totale di mezzi pubblici da e verso le periferie. 
Ma cosa importa? Tanto c’è la nuova Coop di Gabelletta! Lo spreco al posto della valorizzazione, gli appalti poco chiari al posto della trasparenza, il conflitto di interessi nel totale e sfrontato menefreghismo… Perché la Coop sei tu!

Simone Ascani

Corrispondente Terni Movimento per Perugia