Movimento per Perugia

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lunedì 18 gennaio 2016

Terni? Una città allo sbando


Terni vuol dire inquinamento, sporcizia, degrado, delinquenza, disoccupazione e favoritismi. La nostra città è in agonia, un clima di sfiducia regna sovrano sotto ogni punto di vista. Non si ricorda una situazione peggiore nel nostro comune come negli ultimi 10 anni! Vogliamo parlare dell’inquinamento? Tra discariche letali da adibire a parchi e inceneritori, che col recente sblocca Italia semineranno ulteriori veleni, non c’è da stupirsi che la città sia tra le prime per tasso di malattie tumorali. Si parla di oltre 70.000 tonnellate di rifiuti da bruciare, che di fatto renderanno Terni la pattumiera della regione! Ulteriore beffa, il recente abbattimento massivo di alberi, vera e propria “barbarie”, smacco all’ecologia e al decoro urbano. Negli ultimi tre anni ne sono stati abbattuti oltre 1000, tutti ritenuti “dannosi per la pubblica incolumità”. La realtà è ben diversa e si chiama manutenzione, parola completamente ignorata dai nostri amministratori. Si pensi alle centinaia di piante rare appassite l’estate scorsa per mancanza d’acqua! Cosa vogliamo dire poi della sporcizia delle strade, dei parchi, delle acque? Per non parlare dell’obsolescenza delle infrastrutture, dell’abbandono di edifici come l’ex caserma della polizia stradale, della fatiscenza di quasi tutti gli istituti scolastici del territorio, che cadono letteralmente a pezzi, invasi da topi e scarafaggi. Un paesaggio lunare, una città lasciata a se stessa, un degrado che offre terreno fertile anche per delinquenza e criminalità, mai così elevata come negli ultimi anni. I recenti fatti di cronaca parlano chiaro. Omicidi, aggressioni, furti e ogni sorta di reato rendono Terni, dati alla mano, come una delle città più rischiose in cui vivere. La tranquillità è mera utopia, con buona pace di chi (in primis i nostri amministratori) considera il nostro territorio ancora sicuro e con una buona qualità di vita. Le speranze invece non sono delle migliori. Che speranza può avere una città con un tasso di disoccupazione record, con un comparto industriale martirizzato e con un clientelismo che paralizza lavoro e servizi? Non è una novità che a Terni si lavori soltanto per grazia ricevuta da tessere elettorali, sindacati e cooperative. La meritocrazia è sparita da un pezzo, letteralmente “uccisa” da collusioni politiche, favoritismi e intrallazzi di vario genere. Inutile nascondersi e far finta di non vedere, la realtà è sotto gli occhi di tutti! Anni di scelte sbagliate, per accontentare i soliti noti a scapito della città, hanno reso Terni un agglomerato urbano indecoroso, pericoloso e inquinato, soprattutto dai suoi stessi amministratori. E’ ora di cambiare aria, ormai “viziata” dal tanfo e dall’ignoranza dell’attuale classe dirigente, colpevole di aver “contaminato” la nostra bella città con anni di nefandezze!


Simone Ascani – Corrispondente Terni “Movimento per Perugia”

martedì 17 novembre 2015

Gesenu, chi parla della tutela degli umbri?


La bufera giudiziaria che sta  travolgendo la GESENU da giorni occupa le prime pagine e i primi titoli dei mass media locali. Si è parlato tanto di possibili nuove interdittive antimafia, di commissariamento, di appalti a rischio e delle dimissioni dell’Amministratore Delegato Silvio Gentile. C’è però un altro aspetto di cui si parla poco ma che riguarda in prima persona tutti noi umbri: il danno ambientale! Eppure le relazioni dei periti della Procura sulle discariche di Borgo Giglione e Pietramelina non lasciano presagire nulla di buono… Nel sito di Pietramelina, infatti, sono state ritrovate enormi quantità di percolato liquido contenente «un elevato tenore di inquinanti organici e inorganici molto pericolosi»; la Procura ha ipotizzato che questo percolato non sia stato trattato e smaltito per risparmiare soldi!  Come si può risparmiare sulla salute del territorio e sulla pelle dei cittadini? Il percolato è stato ritrovato anche all’esterno della discarica, tanto da aver compromesso il terreno boschivo adiacente con il conseguente disseccamento della vegetazione!      La relazione dei periti parla chiaramente di «contaminazione significativa» del suolo e sottosuolo, della flora e delle acque sotterranee, nonché di «possibile alterazione irreversibile del sito». Dove sono stati gli enti che dovevano controllare per tutto questo tempo? Sono anni che i cittadini denunciano le contaminazioni provocate dalla discarica sul bosco adiacente e sul torrente Mussino che scorre a pochi metri di distanza! Persino una nota del Corpo Forestale dello Stato del 2013 accertava la presenza di «circa 1800 metri cubi di rifiuti organici umidi in fase di biodegradazione, accatastati in aree non autorizzate, a cielo aperto, non impermeabilizzate e prive di presidi di canalizzazione e raccolta del percolato», percolato che poi affluiva nelle acque del Mussino… Perché le denunce, le manifestazioni e le raccolte firme dei cittadini sono rimaste inascoltate? Dove erano gli allora amministratori comunali di Perugia e Umbertide? Qualcuno pagherà per questi disastri? Se ci sarà un processo, le nostre istituzioni si costituiranno parte civile a tutela degli umbri e del territorio? E soprattutto, ci sono rischi per la salute dei cittadini? A questa domanda non si può non rispondere!!! I nostri politici, oggi, non possono far finta di “cadere dal pero”, come se la gestione dei rifiuti non sia di loro competenza… Purtroppo le indagini sulla Gesenu stanno dimostrando una volta per tutte che l’immagine da cartolina dell’Umbria “isola verde, pulita e felice”, tanto cara alla sinistra, è soltanto pura retorica per coprire politiche miopi e scellerate adottate in questi anni!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia