Movimento per Perugia

Movimento per Perugia

venerdì 6 febbraio 2015

“Perugina”, anno nuovo vita vecchia!


Anno nuovo vita vecchia per la nostra “Perugina”… Mentre sindacati e politici sono “distratti” e parlano d’altro, arrivano ulteriori conferme sulla volontà della Nestlè di smobilitare lo stabilimento “Perugina” di San Sisto. Nel 2015, infatti, si prevedono ulteriori cali dei volumi produttivi rispetto all’anno appena trascorso, quando la produzione era calata di oltre 1000 tonnellate e noi del Movimento per Perugia, informati sui fatti, avevamo denunciato questa situazione in vari articoli già nei mesi scorsi! Si pensa che quest’anno i volumi produttivi dello stabilimento scenderanno sotto le 25.000 tonnellate, per la prima volta in tutta la storia dell’azienda… Questo significa che si farà ancora ricorso ai contratti di solidarietà, alla Cassa Integrazione e ai licenziamenti che metteranno tante famiglie in gravi difficoltà economiche! Nonostante il silenzio dei suoi vertici, con questa politica di “abbandono” la Nestlè (“Perugina”) ha chiaramente fatto capire quali sono le sue reali intenzioni sul futuro dell’azienda, amministrata da manager cinici e carrieristi che vedono la “Perugina” come rampa di lancio per la loro carriera e non come un marchio storico, patrimonio di Perugia e di un’intera nazione, fiore all’occhiello del nostro Made in Italy! Ci domandiamo ancora una volta: dove sono politici e sindacalisti? Dove sono i parlamentari umbri di destra e di sinistra che dovrebbero avere a cuore le sorti della nostra “Perugina” e dei suoi lavoratori che gli hanno permesso di sedersi sugli scranni del Parlamento?! Finalmente la candidata alla presidenza della Regione Catiuscia Marini, in prossimità della campagna elettorale, si è decisa a scrivere una lettera ai vertici Nestlè per chiedere un incontro urgente: sarà troppo tardi? La “Perugina” e lo stabilimento di San Sisto stanno morendo lentamente nell’indifferenza di chi dovrebbe tutelarla!

Carla Spagnoli

Presidente Onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 4 febbraio 2015

Ospedale Santa Maria della Misericordia: ora anche i furti!


Mentre i nostri politici e i vertici sanitari, in primis il Direttore Generale Walter Orlandi, continuano a fare a gara su chi loda di più la sanità umbra e l’eccellenza dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia, la sicurezza e l’incolumità dei pazienti e di tutto il personale sanitario continua a essere a rischio! Venerdì sera dei ladri hanno rubato negli spogliatoi delle infermiere dell’ospedale forzando le cassette di sicurezza e hanno scardinato anche la porta dello spogliatoio infermieristico maschile: questi atti sono stati compiuti nella più totale tranquillità! Non è la prima volta che si parla di furti all’interno dell’ospedale di Perugia. Sono continui i furti di borse, borselli e soldi sia a carico dei pazienti che del personale. E come non ricordare le numerose rapine subite dagli uffici CUP?  Noi del Movimento denunciamo il fatto: già nell’aprile 2014 fece molto discutere il furto di sette apparecchiature dal reparto di colonscopia negli stessi giorni in cui era stato ricoverato il Cardinale Bassetti, Vescovo di Perugia. Per risparmiare, l’Azienda Ospedaliera ha deciso di ridurre il numero e le ore dei vigilantes per il servizio notturno di sorveglianza, e questi sono i risultati! Di notte, in ospedale, c’è gente che gira indisturbata e che dorme negli anfratti dell’ospedale anche dopo gli orari di chiusura, senza avere cari ricoverati e senza far parte del personale sanitario… Se lo sappiamo noi che siamo esterni, a maggior ragione dovrebbero saperlo coloro che l’ospedale lo dirigono…! Quali sono i controlli? E chi controlla chi? Eppure l’Azienda Ospedaliera è responsabile della sicurezza e dell’incolumità di pazienti, medici e infermieri… Direttore Orlandi, come si può dirigere un Azienda Ospedaliera trascurando la sicurezza? Come si può non tener conto dei rischi e delle conseguenze di questi tagli scellerati? Che senso ha vantarsi dei numeri e dei conti in ordine se poi la qualità dell’ospedale di Perugia è ai minimi termini? E se il personale che controlla le telecamere manca o non è disponibile perché impegnato in altri servizi a cosa servono le telecamere strategicamente piazzate vicino ai controlli orario?   Ci auguriamo ovviamente che i responsabili del furto vengano identificati e puniti, ma come si può andare avanti così? Ancora una volta i pazienti e i medici e gli infermieri, nonostante tutto l’impegno che mettono per garantire un servizio degno in queste condizioni, pagano sulla loro pelle le conseguenze di questa politica sanitaria disastrosa che guarda solo ai risparmi e non alle esigenze e alla qualità dell’ospedale!
Carla Spagnoli

Presidente Onorario del Movimento per Perugia

giovedì 29 gennaio 2015

E45, non serve l’autostrada!


Per la manutenzione della E45 in Umbria così com’è lo Stato spenderebbe circa un miliardo di euro mentre la trasformazione della E45 in autostrada ci costerebbe oltre 10 miliardi! Perché allora Governo, Regione e Comuni hanno optato per la trasformazione in autostrada? Ieri, al Consiglio comunale grande di Perugia a cui noi abbiamo partecipato, i cittadini hanno gridato ancora una volta il loro no verso un’opera definita “inutile, costosissima, dannosa” che non porterà alcun vantaggio ma solo maggior inquinamento, devastazione del territorio e una nuova, insopportabile tassa per gli umbri: il pedaggio! Maggioranza e opposizione, salvo pochissime eccezioni, in questi anni sono andati a braccetto nel dare il loro sì convinto all’opera in Regione e nei Comuni, facendo credere ai cittadini che l’autostrada farà uscire l’Umbria dall’isolamento, che i residenti non pagheranno alcun pedaggio e che l’opera sarà finanziata con investimenti privati: niente di più falso, cari umbri! I privati non investiranno nulla: questi “investitori”, infatti, potranno godere di circa due miliardi di defiscalizzazioni concessi dallo Stato, cioè da noi! Né questi “investitori” correranno alcun rischio d’impresa, dato che c’è una clausola che obbliga lo Stato a rimborsare i mancati introiti previsti dai privati ogni anno in caso di flop dell’opera: il solito “capitalismo” all’italiana, che vuole guadagni privati e perdite pubbliche! E che dire del pedaggio che nella fantasia dei nostri politici non dovremmo pagare? Qui cari umbri, sta la grande fregatura: una volta iniziati i lavori il pedaggio lo pagheremo e da subito, con la E45 così com’è adesso! Il rischio è che presto pagheremo il pedaggio per ritrovarci le solite “strade groviera” della superstrada. Il  Cipe, lo scorso novembre, ha dato l’ok al progetto dell’autostrada e allo sblocco dei finanziamenti… Eppure basterebbero da sole le cifre delle defiscalizzazioni per risistemare tutta la superstrada e per risolvere il problema del dissesto idrogeologico… A chi conviene l’autostrada, se non ai “soliti noti”? Perché pagare 10 miliardi per quest’opera quando non viene investito nemmeno un euro per migliorare e modernizzare la nostra rete ferroviaria lasciata a se stessa? La sinistra, con Renzi e la Marini, ci ha preso e continua a renderci in giro, credendo di farcela bere con i loro “slogan”! Perché non ci dicono come sono stati spesi  soldi per l manutenzione dell’arteria in Umbria? La E 45 non ha bisogno di diventare autostrada per garantire i collegamenti e rendere un buon servizio: c’è bisogno di manutenzione, ma a questo sistema di potere in malafede non importa il bene comune, ma solo i propri interessi!

Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 28 gennaio 2015

Sanità umbra, è tutto oro quello che luccica?


Ritorniamo a parlare della sanità in Umbria. Il Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi, durante la conferenza stampa di fine anno, ha per l’ennesima volta fatto pura retorica sul “buon ospedale” perugino e sull’eccellenza della sanità umbra. Peccato che il Direttore abbia evitato di parlare dei gravi problemi del nostro ospedale che sono sotto gli occhi di tutti! Ancora oggi i corridoi di reparti delicatissimi come Geriatria, Oncologia, Medicina del Lavoro eccetera sono pieni di barelle nei corridoi, con pazienti “scaricati” lì anche per giorni: cari Orlandi e Marini, questa è una situazione da paese civile? Vergogna!
Ci risulta infatti che ancora oggi l’ “eccellente” Azienda ospedale di Perugia non abbia alcun protocollo scritto, certificato e approvato per le urgenze: non c’è neppure una delibera regionale, prevista per legge! Un vero disastro, frutto di un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti e che ricade sulla pelle dei pazienti e sul lavoro di medici e infermieri che, nonostante tutto, si impegnano con abnegazione per garantire un servizio in qualche modo degno! Nel corso della conferenza stampa il Direttore Orlandi ha anche elogiato la rete informatica del nostro ospedale (“ospedale senza carta” e’ stato definito): in realtà le cartelle informatizzate dell’ospedale di Perugia non comunicano ne’ con gli altri ospedali ne’ con quelle dei medici di medicina generale, e poi quale senza carta! Adesso medici ed infermieri hanno almeno 3-4 cartelle: una cartacea con la grafica di febbre etc, una informatizzata, ed altre due cartacee: infermieristica e diario medico! Se si voleva fare confusione non c’e’ strada migliore. Senza contare che per ogni archivio si deve attivare una password diversa (il “signin” unico è una chimera), la rete è lenta e ogni Asl ha il suo sistema informatico non permettendo ai sistemi di una regione cosiì piccola di colloquiare tra loro. Forse ci volevano così tante cartelle, gare,  sistemi e investimenti diversi? Alla faccia del sistema unico di acquisti! E che dire del Robot “Leonardo Da Vinci” di cui tanto si vanta il Direttore Generale? Dai dati risulta che sono stati effettuati circa 170 interventi con il Robot nelle aree di urologia, ginecologia e chirurgia generale: pochi, se si mettono a confronto gli interventi con i costi del Robot e se si pensa che al solo San Raffaele di Milano gli interventi sono stati 1000! Visti i costi su cui tutti, in tutto il mondo, si stanno interrogando, e’ stata fatta un’analisi dei costi e dei vantaggi? Attualmente la perdita è sostanziale ma è tutto messo a tacere! Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, si parla di circa 64.000 accessi nel 2014, in media 176 ingressi al giorno: caro Direttore, un medico di Pronto Soccorso è sufficientemente tutelato in situazioni così delicate, dove si devono prendere decisioni importanti anche nel giro di pochi minuti? Il personale di Pronto Soccorso è in numero sufficiente per gestire 176 ingressi al giorno? E se la responsabilità di una decisione errata ricade sul medico, perché non ricade anche sul Direttore Generale? Anche sui numeri, caro Direttore Orlandi, abbiamo da ridire: lei ha parlato di oltre 20.000 interventi chirurgici fatti nel 2014, ma guardando i dati specifici risulta che questi sono in gran parte interventi di lieve entità, mentre i grandi interventi, come quelli di cardiochirurgia e soprattutto chirurgia maggiore sono crollati. Torneremo sui ricoveri ma anche la situazione barelle e’ tragica, ben più dei 18 letti aggiunti sbandierati per televisione, sono quasi 70 ogni giorno nonostante i pazienti di pertinenza medica vengano spediti nelle chirurgie (si nasconde la polvere sotto il tappeto) esponendo i pazienti a cure non continuative, poco appropriate (i medici che li seguono sono lontani corridoi e piani interi) sovraccaricando gli infermieri di lavoro improprio. Cari Orlandi e Marini, forse gli umbri, quando hanno problemi seri, preferiscono farsi curare fuori regione piuttosto che a Perugia? Questo è il modello sanitario da esportare?
In ultimo abbiamo notato che molti medici si sono recati alla conferenza con il camice bianco addosso e alcuni indossavano addirittura la divisa verde da sala operatoria: si tratta di un fatto grave, dal momento che il camice bianco va indossato solo in corsia, come viene ricordato al bar e alla mensa dell’ospedale! Perché i vertici sanitari hanno tollerato questo? Come mai nessuno ha invitato i medici in camice a cambiarsi? Il problema, cari umbri, è che ai dati che alle notizie che ci vengono date dai vertici sanitari non c’è il contraddittorio: c’è infatti una legge in Italia che impedisce al personale sanitario di parlare male della propria Azienda ospedaliera, una legge “bavaglio” che impedisce a medici e infermieri di denunciare ciò che non funziona negli ospedali… Chi trova il coraggio di denunciare o semplicemente contraddire rischia il deferimento alla commissione disciplinare o, addirittura, il licenziamento! Davvero la realtà della sanità umbra è quella che ci viene descritta? Cari umbri, vi invitiamo a riflettere…
Carla Spagnoli

Presidente onorario del Movimento per Perugia

venerdì 23 gennaio 2015

L’Europa è in guerra…


La grande manifestazione di Parigi dell’11 gennaio, con due milioni di persone in piazza, ha visto sfilare in prima fila i potenti del mondo, gli stessi che con il loro buonismo ci hanno sottomessi a questi fanatici che applicano con ferocia le loro leggi religiose! L’eccessiva tolleranza che ha contraddistinto le politiche sull’immigrazione, la sottovalutazione del pericolo del fanatismo islamico e l’assenza di controlli del territorio e delle persone ci hanno portato a questa situazione e se non fosse per la tragicità degli eventi e delle circostanze ci verrebbe da ridere nell’osservare le facce spaventate e contrite dei potenti, che per mano hanno “sfilato” circospetti ripresi dalle telecamere davanti al mondo intero, come se bastasse una “sfilata” per ripulirsi le coscienze, qualora ne avessero una, e la faccia, qualora ne avessero solo una, di fronte a tutti noi, ormai sotto assedio e vittime della loro incapacità! I fatti di Parigi ci hanno fatto capire che la guerra non riguarda più solo gli “altri” ma riguarda anche noi, e molto da vicino! Il fine della strage al Charlie Hebdo da parte dei fanatici musulmani è stato quello di dimostrare alla loro comunità che gli jihadisti applicano con determinazione la sharia e la pena di morte per i blasfemi, invocata da sempre da centinaia di migliaia di musulmani.  Ancora oggi, in 13 Stati islamici (tra cui Pakistan, Iran, Kuwait e Arabia Saudita) l’apostasia e la blasfemia contro Maometto vengono punite con la pena di morte e in altri Stati islamici vengono applicate altrettante dure punizioni corporali, il carcere, l’ergastolo e la fustigazione nelle pubbliche piazze! E come dimenticare l’orrore delle bambine cristiane e yazide ridotte in schiavitù dall’Isis? La schiavitù di queste giovani è prevista e regolamentata non solo dalla sharia ma anche da molti versetti del Corano ed è praticata in tutte le monarchie del Golfo! Per un jihadista e per molti musulmani e stati islamici, uccidere un blasfemo non è gesto di terrorismo, ma significa applicare la sharia più classica, in vigore anche in paesi alleati dell’occidente.
 Ma di questi fatti i media occidentali non si occupano né gli danno la giusta importanza: basti pensare alla storia di Asia Bibi, una giovane cattolica pakistana condannata a morte con la falsa accusa di blasfemia contro Maometto e che dal 2009 vive rinchiusa in una cella in condizioni disumane nell’indifferenza totale di media e istituzioni! Per interessi economici e politici, l’Occidente ha rinnegato i propri valori e le proprie tradizioni cristiane e nessun paese europeo chiede agli immigrati che vengono ospitati di rispettare leggi, costumi e religione di chi li ospita! Le società multirazziali oggi sono diventate società “multiconflittuali”, senza integrazione: con la crisi che c’è in Europa, dove manca persino il lavoro per noi italiani ed europei, come si può pensare di dar lavoro anche agli extracomunitari? E quindi come si possono integrare persone che non hanno un lavoro? I governanti, in una vera democrazia, dovrebbero pensare prima alla tutela dei loro popoli e poi agli altri... L’immigrazione ha portato l’Europa a una situazione di saturazione e i popoli europei non ne possono più!
Per quanto riguarda l’Isis, oggi non si può più parlare di semplice fenomeno jihadista o di fanatici religiosi, ma di  un movimento  che si è fatto Stato con il Califfato di Al Baghdadi, uno Stato islamico che applica l’identica sharia che vige in molti altri paesi islamici, solo con più rigore e ferocia! La legge della sharia è applicata nell’Arabia Saudita dell’ “amico” Re Abdullah, grande alleato degli americani e dei politici occidentali, i quali tacciono sulla sharia saudita per interessi economici e di politica estera! Purtroppo oggi ci rendiamo conto di come la “fratellanza musulmana” sia incompatibile con i  valori del mondo occidentale! A questo punto, cosa devono fare l’Europa e l’Italia per difendersi? Innanzitutto abolire da subito il trattato di Schengen e la libera circolazione delle persone ripristinando le frontiere: in questo momento le ragioni della sicurezza devono avere la precedenza su ogni altra ragione! L’Italia deve impedire ad attivisti e “volontari” di recarsi nelle zone di guerra con il rischio di essere presi come ostaggi dai miliziani con i quali poi bisogna trattare, e trattare vuol dire pagare forti riscatti che finanzieranno i nostri nemici e porteranno altri sequestri e stragi. Infine destinare fondi cospicui alle Forze dell’Ordine e ai servizi segreti per il contrasto al terrorismo e all’immigrazione clandestina: è forte infatti il rischio che miliziani dell’Isis possano infiltrarsi tra gli immigrati clandestini che sbarcano in Europa! Dobbiamo riconoscere che questa è una guerra e che bisogna applicare le leggi di guerra!

Carla Spagnoli Presidente onorario del Movimento per Perugia

giovedì 22 gennaio 2015

Je suis Simone Pillon!


Je suis Simone Pillon! Da giorni, dopo i tragici fatti di Parigi, si dibatte sui limiti della satira: satira si, satira no, fino a che punto ci si può “spingere”? Quello che  emerge tra la gente, in Italia e non solo, è che non si può mettere in discussione la libertà di satira e la libertà di stampa, né di opinione… Ovunque è così, ma non a Perugia! Questo è il “fattaccio”: l’avvocato Pillon, portavoce del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria, persona stimata e di spicco nel panorama cattolico e non solo, invitato lo scorso giugno a tenere una relazione su identità di genere e omofobia ad Assisi, aveva denunciato che l’Arcigay-Omphalos di Perugia aveva messo a disposizione dei ragazzi del liceo scientifico “ G. Alessi” due volantini in cui due coppie omosessuali davano istruzioni su come avere rapporti omosessuali protetti… (chi scrive ha visto i volantini, chi legge l’articolo può consultarli su internet e giudicare…). Pillon, con l’ironia che lo caratterizza, ha toccato un’argomento così delicato suscitando più di un sorriso e molti cenni di approvazione tra i presenti in sala. Tutti pronti a difendere l’ironia quindi, ma quando si parla di difendere i nostri ragazzi non si tratta più di ironia ma di diffamazione…? Ma quanto potere hanno queste associazioni gay? Quali aiuti economici hanno avuto e hanno tuttora da Comune e Regione? Noi del Movimento per Perugia, che siamo per la libertà di pensiero, di religione, di parola, per la libertà di stampa e dell’ironia, oggi gridiamo la nostra solidarietà a Simone Pillon e chiediamo l’immediato dissequestro del video della sua relazione, per poter mostrare a tutti la “diffamazione a sfondo omofobo” dell’avvocato Pillon! Je suis Simone Pillon!

Carla Spagnoli   
Presidente onorario del Movimento per Perugia

mercoledì 14 gennaio 2015

Nuovi dirigenti, la sinistra ci prova ancora…


Ci risiamo! Ancora una volta i nostri politici regionali stanno provando a fare nuove assunzioni, alla faccia della crisi e dei risparmi! Già lo scorso settembre noi del Movimento per Perugia, con un comunicato stampa, avevamo denunciato il tentativo dell’Ufficio di Presidenza regionale di assumere un dirigente e due funzionari con la delibera “balneare” (del 16 luglio 2014) N.486. Ora nel Bollettino ufficiale regionale N.53 del 30 dicembre scorso sono stati pubblicati un bando per l’assunzione di un dirigente a tempo determinato e altri due bandi per assumere due istruttori a tempo indeterminato! Queste assunzioni sono state decise con i soliti “blitz” prenatalizi e guarda caso in prossimità delle elezioni regionali… La decisione di assumere l’ennesimo dirigente regionale non risponde ad alcuna logica di gestione e di risparmio se non a quella, forse, di qualche politico in odore di campagna elettorale! Che senso hanno le nuove assunzioni in Regione, senza tener conto degli esuberi del comparto della dirigenza? Presidente Marini, perché la Regione continua ad assumere nuovi dirigenti nonostante il suo premier Renzi abbia vietato agli enti locali di fare nuove assunzioni? I tre bandi per l’assunzione di un dirigente e due istruttori in Regione sono inutili, dato che tra qualche anno la Regione Umbria si ritroverà in organico altri dirigenti e altro personale da pagare per effetto del ridimensionamento delle province e delle numerose società partecipate, oltre al numeroso personale già in servizio! Dov’è l’opposizione? A parte i consiglieri Cirignoni e Maria Rosi, nessuno dell’ “opposizione” ha detto una sola parola su queste assunzioni! Perché nessuno dell’opposizione porta avanti certe battaglie dentro il Palazzo? Perché su certi temi non si approfondisce…?

Carla Spagnoli
Presidente onorario del Movimento per Perugia